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Leisure

Leisure - 20/06/2016

La Land Art di Christo: italiani in cammino sulle acque del Lago d’Iseo

Un rito collettivo che ha coinvolto 100mila persone in due giorni. Chi è l'artista che ha progettato la titanica impresa.

Christo voleva proprio quello che si sta verificando in queste ore. Gli italiani hanno risposto in massa all’installazione The Floating Piers (“I pontili galleggianti”), sul lago d’Iseo, a confine tra le province di Bergamo e Brescia, una lunga passerella che coinvolge le sponde del lago più pittoresco della Lombardia e due isole lacustri poco battute dal turismo di massa.

Christo Floating Piers

Il colpo d’occhio dell’opera The Floating Piers dalle sponde in altitudine del Lago d’Iseo.

Un lungo fiume giallo dalia effimmero (sarà smontato il 3 luglio) che ha le caratteristiche dell’evento globale: 200mila cubi di polietilene ad alta densità ricoperte da 100mila mq di tessuto. Il tutto testato dall’artista bulgaro-americano per due anni, commissionato ad aziende locali, tanto per non tradire il legame tra l’installazione e il territorio.

Christo e Jeanne-Claude è il progetto artistico comune dei coniugi statunitensi Christo Vladimirov Yavachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon, un rituale di Land Art (arte che incide sul territorio) che si ripete da quando l’artista bulgaro emigrato in America e la sua compagna hanno abbracciato il Nuovo Realismo a Parigi a fine anni 50. Da allora progetti titanici, opere enormi ed eventi collettivi hanno consegnato Christo alla storia. Rimasto solo dopo il decesso di Jeanne-Claude nel 2009, Christo si prende applausi oggi dalla barca che lo ha portato lungo le rive del Lago d’Iseo nel primo giorno di apertura al pubblico, per vedere con i propri occhi, a 81 anni, l’effetto che la visione della sua arte ha ancora sul pubblico. Un pubblico che vuole camminare sulle acque per gioco, per curiosità, che si interroga sul valore dell’opera e si interroga sugli aspetti di realizzazione dell’evento. Questo succede quando l’arte concettuale cede il passo al rito collettivo di partecipazione. Aggiungiamoci che l’installazione è a tempo e la dimensione straordinaria dell’operazione (sì, certo che è marketing!) è servita.

La partecipazione della natura al progetto The Floating Piers è il risvolto più suggestivo dell'opera.

La partecipazione della natura al progetto The Floating Piers è il risvolto più suggestivo dell’opera.

Christo ovviamente non è nuovo a questo tipo di trovate autofinanziate (per Folating Piers 15 milioni di euro). Negli anni 60 aveva impacchettato a Berna il palazzo dell’arte. L’ultima opera su suolo italiano risale a oltre 40 anni fa, quando nel 1974 a Roma creò “Wrapped Roman Wall“, impacchettando un tratto delle Mura Aureliane.

Quando si scende da uno dei traghetti che collegano i tranquilli borghi del lago, si è già diretti sulle passerelle galleggianti larghe 16 metri, che si snodano per 3 chilometri. La caratteristica più apprezzata è l’insinuarsi del fiume giallo per 1,5 chilometri lungo le strade pedonali di Sulzano e Monte Isola. Il tessuto-opera si snoda tra viottoli, piazzette e case antiche modificando la quiete degli insediamenti urbani. Più che sull’acqua, ci ha colpito l’aderenza del progetto al territorio. Lo spettacolo nello spettacolo è osservare turisti stranieri in estasi per lo splendido paesaggio a pochi chilometri dalle metropoli del Nord Italia e famiglie di italiani che rivedono la modalità della gita al lago.

Un set perfetto per i selfie della digital age: non è riduttivo pensarla così, visto che l’artista stesso ha ingaggiato un fotografo ufficiale, Wolfgang Volz , per memorizzare l’evento che altrimenti rivivrebbe solo nella memoria collettiva e negli iPhone dei visitatori. The Floating Piers esiste e attira perché è soprattutto catturato e vissuto da tutti, non in un museo ma in un angolo naturale tra i più belli d’Italia.

Tutto gratis, dal 18 giugno al 3 luglio 2016 sulla sponda bresciana del lago d’Iseo, dopodiché, tutti i componenti saranno rimossi e riciclati. Le critiche che arrivano dagli osservatori in questi giorni centrano proprio l’obiettivo dell’artista: quando lo storico Mimmo Franzinelli si interroga se “entreremo nella nostra dell’arte o del kitsch?” fa già un complimento all’impresa di Christo. The Floating Piers non ha valore estetico in quanto opera da detenere ma da vivere e per la massa l’esperienza è esserci, camminare sull’acqua e magari portarsi a casa pezzi di tessuto che vengono distribuiti gratuitamente lungo la passerella. Philippe Daverio dice che è il “regno dell’effimmero che crea marketing” mentre Vittorio Sgarbi ha definito The Floating Piers “una passerella verso il nulla”. Parole che bastano a suscitare ancora più curiosità e voglia di esserci, prima che il tempo scada.

Per info sull’artista: http://christojeanneclaude.net/

Per info sull’opera: www.thefloatingpiers.com



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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