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Leisure - 05/08/2020

La Milano del lockdown nelle foto di Mauro Parmesani

"Città immortale" dice il fotografo protagonista di un libro e una mostra ad Altavia Italia sui Navigli fino a metà ottobre.

Ci sono anche i segnali inequivocabili della vita in quarantena che cambia, nella raccolta di foto “Milano Lockdown”, opera del giornalista, fotografo e autore Mauro Parmesani. Le mascherine colorate delle varie comunità che vivono in città, le insegne pubblicitarie che si adeguano ai tempi sono un segno dei tempi. E sono tempi di coesione nella sventura che faremo bene a non dimenticare.

Attualmente, nei locali dell’agenzia di comunicazione Altavia Italia sui Navigli di Milano, è possibile visitare la mostra che raccoglie una selezione degli scatti realizzati dal fotografo Mauro Parmesani nella primavera 2020. L’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo De Corno inaugurerà l’esposizioneUna Milano attonita, quasi stupefatta. Una città deserta, sola, malinconica. Eppure bellissima. Raccontano questo le foto di Mauro Parmesani, noto fotografo milanese che, durante i giorni del lockdown, ha percorso la città, per scattare una serie di immagini eloquenti nelle strade e nei luoghi più conosciuti, riprendendo panorami urbani, monumenti, saracinesche abbassate. La serie fotografica sarà esposta fino alla metà di ottobre nei locali di Altavia Italia, agenzia parte di un gruppo internazionale indipendente, che offre strategie e servizi di marketing e comunicazione nel mondo del retail fisico e digitale. L’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno ha scritto la prefazione del libro fotografico, edito da Tono Continuo .

Del Corno scrive: «L’apparente ordine, da alcuni definito metafisico, di piazze e giardini, di vie e prospettive, ci svela invece l’insopportabile assenza dell’uomo in uno spazio dall’uomo modellato per sé e i suoi simili; la cristallizzazione di un aspetto apparentemente eterno della città ne mortifica l’organica vitalità, fatta di cambiamenti, trasformazioni, perdite ed acquisizioni. L’importanza del lavoro di Mauro Parmesani non risiede solo nel suo documentare uno stato del tutto eccezionale vissuto da Milano nell’epoca del lockdown, provvedimento doloroso e tuttavia assolutamente necessario per contrastare la violenza della diffusione epidemica. Ciò che veramente colpisce è il disvelamento di una verità apparentemente semplice, eppuredimenticata o talvolta colpevolmente rimossa in questi tempi così complessi e contradditori:la città senza cittadine e cittadini non è affatto la città ideale, è invece la negazione stessadell’idea di città, il suo sepolcro».

Una riflessione condivisa anche da Paolo Mamo, CEO e Presidente di Altavia Italia, che ha aggiunto: «Ho deciso di mettere a disposizione gli spazi di Altavia Italia per esporre le foto di Mauro Parmesani perché, oltre ad essere molto belle e significative, costituiscono uno straordinario “memento”. Il lockdown è stato, infatti, un momento tragico per la nostra Comunità ma ci ha anche fatto capire come ci possa essere un nuovo modo di intendere le modalità lavorative, le relazioni tra colleghi e come sia giusto porsi finalmente e tutti i giorni il tema della sostenibi-lità ambientale, sociale, economica.Questi mesi ci hanno spinto a definire le nostre priorità: stare di più con i figli, per esempio, avere più tempo per le nostre passioni, mettere un freno allo stress diffuso e a modelli di inu-tile accelerazione e riscoprire un contesto valoriale che solo, probabilmente, può portarci alla salvezza e al vero progresso».Le foto esposte saranno circa una ventina, frutto di un lavoro più lungo e composito raccolto interamente nel libro-catalogo Milano Lockdown, che sarà in vendita nei locali della mostra e nelle librerie. Così Mauro Parmesani racconta la sua esperienza di fotografo nei giorni del confinamento. «Ho camminato per le vie deserte di Milano con il terrore e la tristezza nel cuore, osservando serrande abbassate, portoni sbarrati e vetrine di un richiamo lontano. Sentimenti che poco alla volta però sono svaniti. Scomparsi. Per lasciare spazio a nuove emozioni, allo stupore, alla sorpresa nel reinterpretare una Milano per niente umiliata, deprimente o ferita nel suo moto perenne. Una Milano dal respiro profondo, più forte del virus, più forte delle avversità, più for-te della sua storia millenaria. Ho guardato con occhi diversi le strade, le piazze, i monumenti e i simboli che l’hanno resa unica». Nella stessa occasione verrà presentato anche il libro “Altavia Book. Scenari sul dopo – Il mon-do e il commercio dal lockdown in poi”, realizzato da Paolo Mamo, Alessandro Capelli e Mar-cella Volpe. Un libro che condivide con la mostra il fil rouge del racconto del lockdown, questa volta esaminato dal punto di vista degli impatti che avrà sullo scenario economico globale, sulle relazioni sociali e lavorative, sul retail e sulle modalità di acquisto e consumo.

RIFLESSIONI DELL’AUTORE – “Sono uscito di casa con la paura di tutti i lombardi ed italiani reclusi in questi due mesi di lockdown, per colpa di un nemico invisibile, subdolo, spietato che ha falciato vite, mi-nando profondamente l’esistenza del mondo intero. Ho camminato per le vie deserte di Milano con il terrore e la tristezza nel cuore, osservando serrande abbassate, portoni sbarrati e vetrine di un richiamo lontano. Sentimenti che poco alla volta però sono svaniti. Scompar-si. Per lasciare spazio a nuove emozioni, allo stupore, alla sorpresa nel reinterpretare una Milano per niente umiliata, deprimente o ferita nel suo moto perenne. Una Milano dal respiro profondo, più forte del virus, più forte delle avversità, più forte della sua sto-ria millenaria. Ho guardato con occhi diversi le strade, le piazze, i monumenti e i simboli che l’hanno resa unica. L’ho guardata senza interferenze, senza veli, senza timori, spogliata dai rumori dei me-neghini e pendolari che ogni giorno si nutrono della sua positività. Ho scoperto una Mi-lano monumentale, affascinante, splendente anche in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo. La paura si è trasformata in bellezza estetica, mi sono sentito privile-giato nel vedere Milano con occhi diversi, ascoltandola nei rumori che in un giorno “nor-male” non si percepiscono nemmeno. Il cinguettare degli uccellini al tramonto, il fruscio della brezza tra le fronde degli alberi, le foglie che intonano una sinfonia, lo scorre-re dell’acqua nelle fontane, la musica che inonda le case, l’abbaiare di un cane lontano, i passi felpati di qualche solitario. Mi sono ritrovato estasiato in un’aurea di magia e di forza evocativa dinnanzi alla maestosa silenziosità del suo Castello con le note immortali del “Và, pensiero”, dal Nabucco di Giuseppe Verdi. Frammenti di vita irripetibili che dedico ai milanesi che da questa tragedia ne usciranno più forti perché Milano non muore mai. Milano è immortale“.

INIZIATIVA EDITORIALE Milanostraordinaria da 20 anni con le sue edizioni promuove e valorizza la città e le sue attività, definite appunto straordinarie.I personaggi protagonisti della guida sono gli artefici attivi e creativi che hanno fatto diventare grande e importante Milano. Da 20 anni le sue edizioni sono presenti nelle mi-gliori librerie e ricevono lusinghieri consensi da parte della stampa e dai suoi lettori.Tonocontinuo è il marchio della stessa famiglia che identifica la collana dedicata alla fo-tografia che in questo momento delicato e difficile, vuole raccontare una Milano in lockdown, silenziosa e insolitamente deserta, ma sempre affascinante, ricca di cultura e di bellezza, pronta a ripartire con le nuove energie che le grandi prove della vita ci offrono



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