5 Luglio 2024

La poetica contemporanea di Alexey Morosov in mostra a Pisa

Il progetto Exodus. Un percorso tra modernissime Korai e novelli Kouroi, mutuati dalla classicità.

5 Luglio 2024

La poetica contemporanea di Alexey Morosov in mostra a Pisa

Il progetto Exodus. Un percorso tra modernissime Korai e novelli Kouroi, mutuati dalla classicità.

5 Luglio 2024

La poetica contemporanea di Alexey Morosov in mostra a Pisa

Il progetto Exodus. Un percorso tra modernissime Korai e novelli Kouroi, mutuati dalla classicità.

Pisa stupisce non solo per l’iconica torre nell’immaginario collettivo o per la magia di Piazza dei Miracoli, ma anche per i murales che da Keith Haring in poi si impongono su tante facciate di edifici urbani con la potenza emozionale delle loro immagini. A “guidare” i novelli artisti metropolitani della scena internazionale è Gian Guido Grassi espertissimo di arte contemporanea che ci guida alla scoperta di visioni suggestive e forti, struggenti ed evocative che sanno di denuncia e di rinascite annunciate nel panorama artistico degli ultimi decenni. La sua nuovissima proposta? Un grande progetto artistico in più capitoli e in luoghi simbolici della città di Galileo Galilei; si tratta di EXODUS, pensato e realizzato da Alexey Morosov, da piazza dei Miracoli, alla Chiesa di Santa Maria della Spina su Lungarno Gambacorti, al Fortilizio con la Torre Guelfa su Lungarno Simonelli, fino all’esterno di Palazzo Blu. Quasi un racconto scultoreo che narra “il viaggio dell’umanità dalle origini della civiltà occidentale all’autoaffermazione dell’individuo nel contemporaneo”.

Dal 22 giugno al 29 settembre 2024 le opere sono in mostra e si impongono quale volume secondo della trilogia avviata al Museo Archeologico di Napoli nel 2016. Il progetto Exodus è organizzato dal Comune di Pisa e dall’associazione Start Attitude, con il contributo del Consiglio della Regione Toscana e la collaborazione di Palazzo Blu; gode del patrocinio della Provincia di Pisa. Due le sedi espositive principali: la Chiesa di Santa Maria della Spina, eretta nel 1230 per conservare una delle spine della corona di Cristo, e il Fortilizio con la Torre Guelfa, dalla cui cima si può godere di uno dei più straordinari panorami di tutta Pisa. Quattro sono le sculture collocate in esterno, in un percorso che attraversa la storia della città: a partire da via Duomo, nel contesto di piazza dei Miracoli, posizione d’onore che solo pochi artisti contemporanei hanno avuto il privilegio di conquistare. Le altre opere sono collocate in via Pietro Toselli, davanti a Palazzo Blu, dimora storica e centro d’arte, Lungarno Gambacorti, di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Spina, Lungarno Ranieri Simonelli, nello spazio antistante alla Torre Guelfa. Abbiamo incontrato Alexey fuori palazzo Blu che ci ha raccontato la genesi del progetto con quell’entusiasmo che mal cela la punta sottile ed impercettibile della “vanità d’artista” come il sacro furore che permea ogni atto creativo.

Da sabato 22 giugno a domenica 29 settembre Pisa ospita  “Exodus“, mostra diffusa dell’artista Alexey Morosov, toccando alcuni dei luoghi più iconici. Piazza dei MiracoliPalazzo GambacortiPalazzo BluChiesa di Santa Maria della Spina fino al Fortilizio con la Torre Guelfa.
Due le sedi espositive principali: la Chiesa di Santa Maria della Spina, eretta nel 1230 per conservare una delle spine della corona di Cristo, e il Fortilizio con la Torre Guelfa, dalla cui cima si può godere di uno dei più straordinari panorami di tutta Pisa. 

Alexey Morosov lavora creando personali narrazioni a differenti livelli, dando vita a una specifica serialità: i suoi progetti sono talora itineranti. Si sviluppano nel tempo: ogni lavoro viene concepito in sequenza e parte da quanto già indagato in precedenza. Exodus è il secondo atto di una trilogia inaugurata otto anni fa per cercare una matrice comune della comunità europea ampiamente intesa. Dopo Pontifex Maximus, del 2016 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e lo spin off La Rondine, (presentato a Lucca tra 2018 e 2019) in omaggio all’opera di Puccini, come un’indagine sul ruolo della donna e sull’ingresso dei Normanni nella cultura mediterranea, con Exodus l’attenzione si sposta dal fattore storico al ruolo dell’arte e della poesia come elemento atemporale ed universale. L’intera città diventa il contesto espressivo-narrativo nel tentativo di cogliere l’essenza più profonda dell’anima della nostra società. L’arte è percepita come una missione sempre attuale e l’artista è il vero eroe di ogni epoca, il semidio della storia. Originario del Kyrgyzstan, residente a Lucca da nove anni, Alexey Morosov si considera erede della cultura ellenistica e dell’umanesimo, di cui recupera le tecniche accademiche e la concezione antropologica. Lavora su imponenti sculture, che richiamano miti di arcaica memoria rivisitati in chiave post moderna, tra l’immaginario ancestrale e il linguaggio cyberpunk. L’arte monumentale di ispirazione realistico-sovietico si lega ai simboli del Mediterraneo, facendo dialogare materie tradizionali come il bronzo con i new media. “L’era del Paleolitico superiore, il Neolitico (che, nell’antropologia classica, è il periodo in cui emergono i miti fondamentali dell’umanità), l’Illuminismo e il nostro tempo, postmoderno, non sono altro che forme o strati di pensiero paralleli, simultanei e compenetrati l’uno nell’altro. In tale prospettiva, il patrimonio materiale della ‘cultura dell’ascia da guerra’ è assolutamente equivalente a quello della nostra era postindustriale e all’introduzione di sistemi cyber-fisici: sono tutte com-possibilità simultanee, non fasi storiche differenti. Naturalmente, nella mia narrazione artistica domina la ‘forma’ come concetto ontologico guida”, dichiara l’artista. Alexey Morosov è nato in Kirghisistan a Bishkek (ex Frunze) nel 1974. Ha esposto in spazi pubblici e privati a livello internazionale da San Pietroburgo a Singapore, da Londra

a Parigi, passando per Mosca, Verona, Pietrasanta, Istanbul, Napoli, affermandosi come uno degli artisti più significativi della scena contemporanea. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private. Laureato presso il Surikov Art Institute, l’Accademia di Stato di Mosca, nel 1999 si è trasferito in Provenza dove ha proseguito i suoi studi sulla scultura. L’artista ha approfondito tecniche e materiali dell’arte plastica attraverso una lunga e continuativa esperienza nel territorio Apuo-versiliese, dove si è perfezionato con le procedure tramandate dalla tradizione sia nella scultura in marmo che nei procedimenti di fonderia e lavorazione dei metalli. Ha inoltre collaborato con Timur Novikov, artista e fondatore della New Academy of Fine Art di San Pietroburgo. Sin dalla sua formazione, ha sviluppato in parallelo le diverse discipline espressive, pittura, scultura e disegno, armonizzando iconografie classiche e contemporanee e non disdegnando lo studio dei nuovi strumenti tecnologici espressivi. Il 2003 è stato l’anno di due personali a San Pietroburgo: “Craft Deco classic” presso la D-137 Gallery e “Craft Deco_academic” presso la stessa Accademia della città. Il suo lavoro è stato esposto nell’ambito di numerose collettive a Mosca. Dal 2014 è stato insignito del prestigioso riconoscimento di membro del Presidio delle RAA (Russian Academy of Arts). Dal 2015 vive e lavora a Lucca. La ricerca di Morosov combina un’acuta osservazione dei linguaggi contemporanei con l’idea che la cultura occidentale debba trovare nuove occasioni di interpretazione del suo passato, per riscoprirne sotto una nuova luce i miti e gli immaginari. La sua arte è una costante prova della relazione mai esaurita tra le forme classiche e le innovazioni contemporanee.

Testo di Teobaldo Fortunato

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