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Leisure - 29/02/2020

La preistoria al MANN di Napoli restituita al pubblico

È stata riaperta, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Sezione Preistoria e Protostoria. La conferenza stampa si è svolta alla presenza di Paolo Giulierini (Direttore del MANN), Laurent Burin des Roziers (Console Generale di Francia a Napoli), Eleonora De Majo (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), Claudio Curcio (Direttore COMICON), Isabelle Giraud (vedova di Moebius). La sezione, la cui curatela scientifica è affidata a Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Santaniello (funzionari archeologi del MANN) ospiterà dal prossimo 30 aprile la mostra “Moebius. Alla ricerca del tempo”. L’esposizione, in programma al Museo sino al 7 settembre, è a cura di COMICON.

È stata riaperta, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Sezione Preistoria e Protostoria. Era da oltre vent’anni che la città partenopea aspettava una mostra permanente del genere. Ci sono reperti che arrivano da ogni parte della regione Campania e sappiamo che qui l’archeologia ha sempre avuto un gran da fare.

Sono terre antichissime, abitate da tempo immemore. Oggi l MANN, uno dei maggiori musei archeologici del mondo, dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro, c’è uno straordinario racconto che parte da 450mila anni fa con nuovi manufatti in mostra con un aggiornamento della comunicazione e della grafica.

La conferenza stampa si è svolta alla presenza di Paolo Giulierini (direttore del MANN), Laurent Burin des Roziers (console generale di Francia a Napoli), Eleonora De Majo (assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli), Claudio Curcio (direttore COMICON), Isabelle Giraud (vedova del fumettista Moebius).

L’innesto del re del fumetto francese, al secolo Jean Giraud, scomparso nel 2012, non è casuale: la sezione, la cui curatela scientifica è affidata a Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Santaniello (funzionari archeologi del MANN) ospiterà dal prossimo 30 aprile la mostra “Moebius. Alla ricerca del tempo”. L’esposizione, in programma al Museo sino al 7 settembre, è a cura di COMICON.

Laurent Burin des Roziers (Console Generale di Francia a Napoli) Paolo Giulierini (Direttore del MANN) fotografati da Maurizio De Costanzo per The Way Magazine.

La riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria”, non più fruibile nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli dalla fine del secolo scorso, è un viaggio in cui i millenni appaiono come piccole tessere di un mosaico: il trascorrere di un amplissimo lasso temporale, da 450mila anni fa sino al VII sec. a.C., è scandito da circa 3.000 reperti, che testimoniano le evoluzioni dell’intelligenza e, dunque, dell’abilità umana. Otto sale per un’esposizione permanente di oltre 1.000 mq, che si innesta in un luogo simbolo del MANN: gli ampi ambienti, che ospitano la sezione, restano quelli dell’allestimento del 1995 e sono contigui al Salone della Meridiana. Nel percorso di visita si palesa il legame, ideale e reale al tempo stesso, con le collezioni di “MANN at work”, Museo che cresce: dal piano intermedio della sezione “Preistoria e Protostoria”, infatti, ci si “affaccia” letteralmente sulle sale della Collezione Magna Grecia, restituita alla fruizione, con i suoi capolavori e gli straordinari pavimenti musivi, dopo un silenzio di oltre un ventennio. Ed il cerchio non si chiuderà qui: dalla Preistoria e Protostoria si dipanerà, infatti, l’itinerario “topografico” che porterà all’inaugurazione della sezione su Cuma (dicembre 2021) ed a quella su Neapolis (dicembre 2022).

DAI DEPOSITI – Le migliaia di reperti in mostra, infatti, restituiscono un quadro sfaccettato del patrimonio archeologico campano: tutte le aree dell’attuale regione, dal casertano all’avellinese, dal beneventano alla provincia di Napoli, senza escludere la costiera sorrentina e le isole, rappresentano un territorio dinamico, sempre più proteso verso scambi di tipo commerciale e culturale. Nella sezione, inoltre, le illustrazioni dello storico dell’arte Giorgio Albertini contribuiscono a dare un volto all’uomo della preistoria e della protostoria: con il coordinamento scientifico dei funzionari del MANN, Albertini ha ricostruito fisionomie, abbigliamento, paesaggi, ambientazioni, “traducendo” i dati di scavo nel disegno realizzato prima su carta, poi su supporti digitali.

PREISTORIA NEL POP – Quella della Preistoria sarà una sezione viva al MANN: dal prossimo aprile, ospiterà la sua prima mostra site specific, dedicata al maestro del fumetto francese Moebius, in collaborazione con COMICON. Perché, così come nell’arte (da Cézanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miró fino a Keith Haring), c’è tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario ‘pop’. Basti pensare alla scena iniziale di ‘2001 Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrik, all’osso scagliato dall’ominide primitivo sulle note di Also sprach Zarathustra; all’uomo del futuro di Breadbury che, escursionista nella preistoria, provoca l’effetto farfalla; e ancora, ai cartoon della nostra infanzia, dagli Antenati all’Era Glaciale e i Croods, ma anche al ‘Il più grande uomo scimmia del Pleistocene’ di Roy Lewis, e a tanto cinema da ‘Nel mondo perduto’ a ‘Jurassik park’.

Fotoservizio a cura di Maurizio De Costanzo, alla preview della mostra a Napoli per The Way Magazine.



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