4 Aprile 2022

La street art ama Napoli (e viceversa)

Una mostra appena conclusa al Pan ha mostrato il consolidato legame tra la capitale del Mediterraneo e l'arte di strada contemporanea.

4 Aprile 2022

La street art ama Napoli (e viceversa)

Una mostra appena conclusa al Pan ha mostrato il consolidato legame tra la capitale del Mediterraneo e l'arte di strada contemporanea.

4 Aprile 2022

La street art ama Napoli (e viceversa)

Una mostra appena conclusa al Pan ha mostrato il consolidato legame tra la capitale del Mediterraneo e l'arte di strada contemporanea.

Da tempo si organizzano tour guidati indipendenti all’arte street a Napoli. Forse prima che in altre grandi metropoli europee, la città campana, capitale della cultura del Mediterraneo, ha abbracciato la fascinazione per la street culture. Merito anche della conformazione morfologica e architettonica del capoluogo partenopeo, ricco di spunti, scorci, vicoli stretti che ben si addicono alla caccia alle arti nascoste.

Che oggi siano gli street artist a definire la cultura del nostro tempo è indubbio. Banksy se n’è accorto già da tempo e un suo rarissimo intervento è custodito nel ventre della città storica, nei pressi del Tribunale antico. Il PAN, museo napoletano fortemente orientato al racconto delle arti dei nostri giorni, ha da poco concluso una mostra omnicomprensiva sulla street art arrivata o nata a Napoli, che ha avuto molto successo in questa prima parte del 2022. La street ama Napoli e il racconto della Napoli della street art e della cultura pop dagli anni ’80 ai giorni nostri è stato protagonista al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli con la mostra intitolata “Dalla Napoli di KEITH HARING ai giorni nostri / Keith Haring / Roxy in the box / Luciano Ferrara / Trallallà”.

San Gennaro – Martiri da bere di Roxy in the Box. La street art ama Napoli e incontra il folklore locale.
Vascio Art: La street artist Roxy in The Box ha scelto Napoli per i suoi personaggi famosi tra i bassi dei Quartieri Spagnoli

L’idea della mostra è nata dall’intuizione dal curatore Andrea Ingenito che, dopo aver visionato gli scatti fotografici inediti del celebre fotografo Luciano Ferrara, particolarmente attivo negli anni Ottanta, ha ben pensato di creare un fil rouge che collegasse la Napoli del dopo terremoto, centro artistico per eccellenza, e la Napoli odierna, città sempre in continua evoluzione sociale e artistica.

Si sono ammirati in esposizione i lavori degli anni ’80 di Keith Haring (tra cui il celebre Randi 88 – inchiostro sumi su carta -, la serie completa White Icons, il Radiant Baby, una cartolina/invito interamente scritta e disegnata a mano da Haring, le litografie in bianco e nero realizzate per il catalogo della mostra da Lucio Amelio), provenienti da importanti collezioni private, intervallati da una sala completamente dedicata agli scatti, per la prima volta esposti in occasione della mostra, di Luciano Ferrara che in quegli anni ha saputo ben cogliere il fermento artistico di una città che diventa vera e propria “capitale dell’arte”. i

In foto d’apertura: particolare di “A Madonna Mmaculata” di Roxy in the Box, 1999. Fotoservizio di Emilia Abate per The Way Magazine.

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