Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 02/12/2019

La “Tosca” di Chailly e Livermore versione 2019

Grandi firme e grandi maestranze. La scenografia, illuminata da Antonio Castro, si avvale dei video di D-wok, agenzia guidata da Paolo Gep Cucco.

Tosca andà in scena per la prima volta a Roma nel 1900. Tosca, presentata secondo la partitura della prima assoluta di Roma come documentata nell’edizione critica a cura di Roger Parker per Ricordi, presenterà alcune significative differenze rispetto all’edizione corrente e costituisce uno dei momenti più attesi del progetto pucciniano con cui Riccardo Chailly riporta al Piermarini le opere del compositore di Lucca in letture che tengono conto delle ricerche più aggiornate: iniziato con Turandot con il finale di Luciano Berio, il progetto è proseguito con La fanciulla del West con l’orchestrazione originale di Puccini, Madama Butterfly nella prima versione (7 dicembre 2016) e Manon Lescaut nella prima versione.

Dopo le inaugurazioni con Giovanna d’Arco, Madama Butterfly, Andrea Chénier e Attila, Tosca conferma l’impegno del Maestro Chailly a riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza. Questo progetto culturale va prendendo forma nel corso degli anni: accanto a Puccini si colloca l’approfondimento degli anni di svolta del percorso teatrale verdiano (Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth), del Belcanto (La gazza ladra di Rossini e Don Pasquale di Donizetti) e del Verismo (Andrea Chénier), sempre con un’attenzione particolare alle opere presentate alla Scala per la prima volta.

Foto presentazione “Tosca” 2019 (Christian D’Antonio/The Way Magazine).

FOTO dell’opera “TOSCA” (credit Brescia/Amisano Teatro alla Scala).

Dopo il clamoroso successo del debutto scaligero con l’allestimento di Tamerlano di Händel nel settembre 2017, Davide Livermore è tornato al Piermarini firmando il Don Pasquale nell’aprile 2018 e l’inaugurazione della Stagione 2018/2019 con Attila, entrambi diretti da Riccardo Chailly. La collaborazione tra regista e direttore era iniziata proprio su Puccini, con una produzione de La bohème a Valencia nel 2012. Nella Stagione 2019/2020 Livermore – che è stato recentemente indicato alla guida del Teatro Nazionale di Genova – firmerà oltre all’inaugurazione anche La Gioconda di Ponchielli, il titolo di chiusura. Con lui torna lo Studio Giò Forma (Florian Boje, Cristiana Picco e Claudio Santucci), la cui esperienza ormai consolidata nel campo del teatro d’opera affonda le radici in un’attività multiforme che attraverso l’allestimento di grandi eventi come Expo o dei palcoscenici del pop e del rock ha assimilato tutte le tecnologie dello spettacolo del nostro tempo. La scenografia, illuminata da Antonio Castro, si avvale dei video di D-wok, agenzia guidata da Paolo Gep Cucco.

I costumi sono firmati da Gianluca Falaschi, già apprezzatissimo alla Scala per i fantasiosi e spettacolari figurini per Don Pasquale e Attila e nel 2012 vincitore del premio Abbiati per Ciro in Babilonia al Festival Rossini di Pesaro. Prima di Livermore avevano già firmato le regie di più inaugurazioni consecutive Margherita Wallmann (1957, 58 e 59 e poi 1964 e 65), Giorgio de Lullo (1969 e 70), Giorgio Strehler (Falstaff 1980 e Lohengrin 1981) e Luca Ronconi (Moïse et Pharaon 2003 ed Europa riconosciuta 2004).

Alla sua quarta inaugurazione scaligera (terza con Riccardo Chailly), Anna Netrebko è ormai di casa al Piermarini. Alla Scala debutta nel 1998 con un concerto della Filarmonica diretto da Valery Gergiev; sempre Gergiev la dirige due anni più tardi in Guerra e Pace di Prokof’ev. Torna quindi come Donna Anna in Don Giovanni diretto da Daniel Barenboim il 7 dicembre 2011, come Mimì ne La Bohème diretta da Daniele Rustioni nel 2012, Giovanna d’Arco per il 7 dicembre 2015 diretta da Riccardo Chailly e come Violetta ne La traviata diretta da Nello Santi nel 2017. Universalmente riconosciuta come il soprano di riferimento dei nostri anni, ha interpretato un vastissimo repertorio in tutti i teatri del mondo con i direttori e i registi più prestigiosi. Ha recentemente interpretato Tosca al Metropolitan e a Monaco.

Saioa Hernández, che sosterrà le recite di gennaio e tornerà nella tournée in Giappone nel settembre 2020, ha debuttato al Teatro alla Scala come Odabella in Attila lo scorso 7 dicembre. Nata a Madrid, ha studiato tra l’altro con Francesco Galasso, Vicenzo Scalera, Renata Scotto e Montserrat Caballé. Si è concentrata dapprima sui grandi ruoli belcantistici e quindi con titoli del repertorio verdiano e verista. Nel corso della Stagione 2019/2020 è nuovamente attesa alla Scala come protagonista de Un ballo in maschera e La Gioconda.

Francesco Meli è al terzo 7 dicembre (secondo con Riccardo Chailly): dopo il debutto scaligero nei Dialogues des Carmélites di Poulenc nel 2004, torna come Cassio nella ripresa dell’Otello diretto da Muti e come Arbace nell’Idomeneo inaugurale della Stagione 2005/2006, diretto da Daniel Harding. Negli anni seguenti è Don Ottavio nel Don Giovanni (Dudamel 2006), Leicester in Maria Stuarda (Fogliani 2008), Cantante italiano nel Rosenkavalier (Jordan 2011). La parte di Cavaradossi è il suo primo Puccini alla Scala, dove ha già interpretato sei parti verdiane: Otello (Cassio), Giovanna d’Arco (7 dicembre 2015), I due Foscari, Don Carlo, La traviata, Ernani cui si aggiunge la Messa da Requiem diretta da Riccardo Chailly. Nella Stagione che si apre tornerà come Manrico ne Il trovatore e Enzo ne La Gioconda con la regia dello stesso Livermore.

Secondo 7 dicembre per Luca Salsi dopo Andrea Chénier con Riccardo Chailly nel 2017. Baritono tra i più affermati a livello internazionale, Salsi ha conquistato il pubblico scaligero anche nel recente Ernani e nel corso della Stagione 2019/2020 tornerà come Renato in Un ballo in maschera, Giorgio Germont ne La traviata, Barnaba ne La Gioconda, oltre a partecipare con Tosca alla tournée in Giappone. Tra i successi più recenti proprio il barone Scarpia all’Opéra Bastille, il Conte di Luna nel Trovatore accanto ad Anna Netrebko all’Arena di Verona e il ruolo protagonista in Simon Boccanegra a Salisburgo la scorsa estate con la direzione di Valery Gergiev. I prossimi impegni includono il ruolo del titolo in Falstaff a Piacenza, Modena e Reggio Emilia, Amonasro in Aida a Zurigo e Rigoletto alla Fenice di Venezia.

In un’opera come Tosca non esistono ruoli secondari, occorrono artisti di talento e qualità vocali e sceniche anche nelle parti più brevi. La Scala presenta il Sagrestano di Alfonso Antoniozzi, un basso buffo già leggendario nel repertorio rossiniano (alla Scala ha cantato tra l’altro ne Il turco in Italia e Il barbiere di Siviglia con Riccardo Chailly ma anche nell’Elisir d’amore diretto da Zanetti e ne L’italiana in Algeri diretta da Rovaris ed è stato Melitone ne La forza del destino diretta da Muti). Spoletta è Carlo Bosi, una presenza costante delle stagioni scaligere fin dal 1995, che il Maestro Chailly ha voluto accanto a sé in molte recenti produzioni: oltre a Turandot e La fanciulla del West, due 7 dicembre con Madama Butterfly e Andrea Chénier. Completano il cast Carlo Cigni come Angelotti, Giulio Mastrototaro come Sciarrone e Ernesto Panariello come carceriere.

Tosca al teatro alla Scala: foto del cast 2019.

Ecco il diario di repliche con relativo prezziario

Sabato 7 dicembre 2019 ore 18 Serata inaugurale della Stagione 2019-2020

Prezzi 7 dicembre 2019 Platea – 2.500 euro Palco – da 2.500 a 500 euro Galleria – da 350 a 50 euro più prevendita

~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~ ~

Martedì 10 dicembre 2019 ore 20 ~ turno Prime Opera Venerdì 13 dicembre 2019 ore 20 ~ turno A Lunedì 16 dicembre 2019 ore 20 ~ turno B Giovedì 19 dicembre 2019 ore 20 ~ turno C Domenica 22 dicembre 2019 ore 14.30 ~ fuori abbonamento Giovedì 2 gennaio 2020 ore 20 ~ turno D Domenica 5 gennaio 2020 ore 20 ~ turno N Mercoledì 8 gennaio 2020 ore 20 ~ turno E

Prezzi: da 250 a 15 euro più prevendita Infotel 02 72 00 37 44 www.teatroallascala.org



Society - 26/05/2018

Olimpiadi della robotica, ecco i top 5

Le Olimpiadi Nazionali di Robotica, organizzate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e de [...]

Society - 27/10/2016

Basquiat al Mudec, quando i graffiti non erano street art

Basquiat è ormai uno dei miti dell'America artistica anni Ottanta. Ma è bene ricordarsi che c'è s [...]

Society - 24/07/2019

“Riccione” la webserie Rai con tutti gli influencer

Potrà sembrare un ritrovato anni 80, ma mettere assieme tanti e seguitissimi influencer del web di [...]

Top