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Leisure - 27/08/2021

L’amore per la vita e per l’arte a Venezia78

Premio Kinéo, anticipazioni dei film d'amore in gara. E anche un omaggio a Ezio Bosso e Cristiano De André.

La 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alberto Barbera; si svolgerà al Lido di Venezia dall’1 all’11 settembre 2021. La Mostra è riconosciuta ufficialmente dalla FIAPF (Federazione Internazionale delle Associazioni di Produttori Cinematografici).

La selezione ufficiale di Venezia78 comprende le sezioni Venezia 78, Fuori Concorso, Orizzonti, Biennale College – Cinema.

Le sezioni autonome e parallele, organizzate autonomamente secondo un proprio regolamento, comprendono la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori.

Verrà presentata alla 78. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia venerdì 3 settembre alle ore 18:00 presso lo spazio Hollywood Celebrities Lounge (Tennis Club – Lungo Mare Marconi 41/D) la nuova serie podcast/vodcast dell’attrice e performer Burlesque Giulia Di Quilio dal titolo E’ il sesso bellezza!. Il progetto, che sarà pubblicato come podcast sulle piattaforme Spotify, ApplePodcast e GooglePodcast e come vodcast online su YouTube racconta i bisogni, le fantasie, i desideri sessuali di una quarantenne fuori dagli schemi: mamma e performer burlesque, fedele e traditrice sfrontata e insicura allo stesso tempo… Insomma, una serie senza tabù che vuole ribaltare i cliché della fase più temuta nella vita di ogni donna: la famigerata crisi dei 40 anni.

Giulia Di Quilio, infatti, ha da poco varcato il primo gradino degli “anta”. Gli altri la vedono bella, lei prova a fidarsi ma continua a sentirsi, se non brutta, sicuramente “sbagliata”. In costante lotta con i sensi di colpa di una educazione “paesana”, scopre il neo-femminismo e la psicoanalisi, domandandosi costantemente chi è e, soprattutto, chi le piacerebbe essere… E per i suoi primi quarant’anni ha deciso di farsi un regalo: la licenza di dire tutto, anche quello che non sa o ha paura di sapere.


Giulia Di Quilio è attrice e performer burlesque. Dopo diversi anni di formazione teatrale e l’inizio della carriera sul palco e davanti alla macchina da presa, incontra, nel 2010, l’arte del burlesque, combinandola alla sua versatilità di interprete. La serie E’ il sesso bellezza! è formata da 2 slot da 5 episodi ciascuno, dedicati a temi inevitabili e, al tempo stesso, non scontati nell’approccio: il tradimento, il calo del desiderio, il sesso in gravidanza, i sogni erotici, la masturbazione, le insicurezze legate al corpo, i sexy toys. Ogni step è filtrato dalla sensibilità di Giulia e dalla sua curiosa miscela di fatalismo zodiacale e ingenuità consapevole: un punto di vista singolare che, partendo da sé, riscopre la voglia e la curiosità di comunicare con gli altri

The Circle of Love di Enzo Bossio con Michelle Carpente e Adriano Squillante è un film prodotto da The Boss Movies e nato da un’idea del regista Enzo Bossio e dell’interprete Adriano Squillante. La trama tratta tematiche dal carattere universale sulla complessità delle relazioni umane.

Suddivisa in tre veri atti, l’opera vuole raccontare attraverso la storia di Elena (interpretata dall’attrice e conduttrice Michelle Carpente) e Adriano (l’attore e conduttore Adriano Squillante, che è anche co-autore del soggetto e della sceneggiatura) uno squarcio di vita umana, in cui una relazione sentimentale subisce le conseguenze di una società fortemente basata sull’individualismo e l’autoreferenzialità.


Verrà presentato in anteprima durante la 78. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia giovedì 9 settembre alle ore 18 presso lo spazio Hollywood Celebrities Lounge il cortometraggio The Circle of Love di Enzo Bossio con Michelle Carpente e Adriano Squillante.

Enzo Bossio racconta: “Il cortometraggio è nato mentre ero con Adriano Squillante al Festival di Alicante, durante la premiazione del nostro corto Svegliati. Eravamo in Barca, Adriano ha lanciato l’idea di fare un corto su come in amore si reiterino sempre gli stessi errori inconsapevolmente. Così, abbiamo abbozzato assieme una prima struttura del corto, in modo inaspettatamente naturale. Il tratto distintivo del film è la su divisione in tre atti, quasi in accordo con la struttura drammaturgica classica. Nel primo atto, fanno da protagonista le parole e i desideri dei personaggi. Il secondo, invece, si contrappone nettamente al primo: le azioni sono al centro della drammaturgia, facendo emergere un drammatico silenzio tra i personaggi. Nel terzo atto, poi, si sottolinea la circolarità dell’amore e gli effetti derivanti da una relazione improntata su individualismo e autoreferenzialità…”.

Ezio Bosso, morto nel 2020, qui in uno scatto di Guido Harari. “Ezio Bosso. Le cose che restano” di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film con Rai Cinema e in uscita nelle sale italiane con Nexo Digital solo il 4, 5, 6 ottobre, verrà presentato a Venezia78.

Dal regista e dai produttori di “Paolo Conte, Via con me”, un nuovo, appassionato documentario musicale, anche questo presentato in anteprima nella sezione Fuori Concorso della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “Ezio Bosso. Le cose che restano” di Giorgio Verdelli, prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film con Rai Cinema e in uscita nelle sale italiane con Nexo Digital solo il 4, 5, 6 ottobre.

Al centro della carriera e dell’esistenza di Ezio Bosso (1971-2020), che è stata quanto di più atipico si possa immaginare, sia per le vicende personali che professionali, c’è sempre stato l’amore per l’arte, vissuta come disciplina e ragione di vita. Nel film il racconto è affidato allo stesso Bosso, attraverso la raccolta e la messa in fila delle sue riflessioni, interviste, pensieri in un flusso di coscienza che si svela e ci fa entrare nel suo mondo, come in un diario. La narrazione è stratificata, in un continuo rimando fra immagine e sonoro. Le parole dell’artista si alternano alla sua seconda voce, la musica, e alle testimonianze di amici, famiglia e collaboratori che contribuiscono a tracciare un mosaico accurato e puntuale della sua figura.

“Voi non avete fermato il vento gli avete fatto perdere tempo”diceva Fabrizio De André rivolto al potere parlando di cosa era rimasto del ’68. E aggiungeva che la creazione dell’album “Storia di un impiegato” – scritto nel 1973 con Giuseppe Bentivoglio e Nicola Piovani – gli aveva fatto compiere la sua più grande rivoluzione: “Già è stato difficile da borghese diventare anarchico, ma il vero lavoro è stato da individualista diventare collettivista”.Per questo, il film esplora il conflitto atavico che è stata la rivoluzione di Fabrizio e che è diventata quella di Cristiano, con uno sguardo ai nuovi movimenti sociali del mondo in quegli anni e a quelli del mondo contemporaneo.

“DEANDRÉ#DEANDRÉ Storia di un impiegato”, il film documentario diretto da Roberta Lena,prodotto da Intersuoni, Nuvole Production e Nexo Digital, verrà presentato in anteprima come evento speciale nella sezione Fuori Concorso della 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per approdare poi nei cinema italiani solo il 25, 26, 27 ottobre.

Il film si basa sul concerto/spettacolo del concept-album di Fabrizio De André che il figlio Cristiano – apprezzato sullo stesso palco sia dal pubblico che dal padre Fabrizio – ha sapientemente riarrangiato e portato in tour con grande successo per due anni.

Alla base di “DEANDRÉ#DEANDRÉ Storia di un impiegato” ci sono musica, documenti inediti e la partecipazione esclusiva di Cristiano De André, Dori Ghezzi e Filippo De André.

Toni Servillo diventa Eduardo Scarpetta per “Qui Rido Io” di Mario Martone nei cinema dal 9 settembre.

Una storia ancora poco conosciuta al grande pubblico è quella di Eduardo Scarpetta, una stella del panorama culturale italiano di oltre 100 anni fa. Agli inizi del ‘900, nella Napoli della Belle Époque, splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta è il re del botteghino. Il successo lo ha reso un uomo ricchissimo: di umili origini si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca che nel cuore del pubblico napoletano ha soppiantato Pulcinella. Il teatro è la sua vita e attorno al teatro gravita anche tutto il suo complesso nucleo familiare, composto da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Al culmine del successo Scarpetta si concede quello che si rivelerà un pericoloso azzardo. Decide di realizzare la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla, fischi e improperi sollevati dai poeti e drammaturghi della nuova generazione che gridano allo scandalo e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia, così, la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia. Il film di Mario Martone “Qui Rido Io” ha come star e interprete principale Toni Servillo.

Teemu Nikki, finlandese, porta a Venezia78 “The blind man who did not want to see Titanic” , suo quinto lungometraggio. La sceneggiatura è di Jani Pösö, CEO di It’s Alive Films. Pösö ha una vasta esperienza in molteplici campi: marketing, moda, musica, teatro e varie forme di scrittura professionale.

Tutti hanno bisogno di amore, anche Jaakko, costretto sulla sua sedia a rotelle. Jaakko è innamorato di Sirpa. Non si sono mai incontrati nella vita reale, ma si telefonano tutti i giorni. Sirpa riceve notizie terribili sulla sua salute e Jaakko decide di andare subito da lei. Non è la decisione più facile perché Jaakko è cieco e paralizzato al petto. Durante il suo viaggio, perde la fede e la fiducia nell’umanità, la riacquista e finalmente arriva al suo amore.
“Ho capito tutto. Ho bisogno di aiuto solo in cinque posti. Da casa mia al taxi, dal taxi alla stazione, dalla stazione al treno, dal treno al taxi e infine, dal taxi a te. Dovrò fare affidamento su cinque sconosciuti.”

Teemu Nikki è un prolifico regista autodidatta e pluripremiato, figlio di un allevatore di maiali di Sysmä, in Finlandia. The blind man who did not want to see Titanic è il quinto lungometraggio di Nikki. Racconta: “Nella primavera del 2019 ho chiesto al mio amico Petri se gli sarebbe ancora piaciuto recitare. Mi ha confidato così che è ancora il suo sogno e ho promesso di scrivere qualcosa per lui. L’idea è stata piuttosto semplice: Petri mi ha detto che viaggia ancora da solo, anche se è cieco e si muove solo con la mano destra. Da lì è nata l’idea. Il nostro personaggio principale ha la stessa malattia di Petri, ma la sceneggiatura è totalmente inventata”.

I PRIMI PREMI – Come ogni anno, si terrà presso la 78. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia la cerimonia di premiazione del Premio Kinéo, il prestigioso riconoscimento internazionale ideato e diretto da Rosetta Sannelli, che quest’anno compie 20 anni di presenza a Venezia e 19 anni di riconoscimenti assegnati. La cerimonia di premiazione del Kinéo si terrà il 5 settembre presso il Padiglione Italiano dell’Istituto Luce Cinecittà, mentre, come lo scorso anno, grazie alla sensibilità verso il cinema e le arti della direttrice Lorenza Lain, l’esclusiva cena degli artisti si terrà a Ca’ Sagredo, nella dimora cinquecentesca dei Dogi Morosini, potendo ammirare gli affreschi di Pietro Longhi, le tele del Tiepolo e la biblioteca, monumento nazionale.

Tra i primi vincitori annunciati: Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, che si aggiudica il premio come Miglior Film e Miglior Regia; Governance – Il prezzo del potere di Michael Zampino, a cui va il premio come Miglior Opera Prima; Est di Antonio Pisu, invece, riceve il premio come Miglior Sceneggiatura; a Il buco in testa di Antonio Capuano viene assegnato il Premio Pubblico&Critica SNCCI.

Il Kinéo, però, è una manifestazione che sa guardare al presente e al futuro, per questo, fra i riconoscimenti che assegna ogni anno ci sono anche quelli dedicati alla serialità. Quest’anno ad aggiudicarsi il premio come Miglior Serie Tv/Piattaforme Italiana è Romulus di Matteo Rovere e Michele Alhaique, mentre il premio come Miglior Serie Tv/Piattaforme Internazionale è dato alla serie francese, già divenuta di culto, Chiami il mio agente! di Fanny Herrero.

Fra i premi internazionali, poi, ci sono anche: il Miglior Film Internazionale in sala assegnato a Nomadland di Chloé Zhao; Miglior Film Internazionale in piattaforma per Mank di David Fincher; il MHA (Movie for Humanity Award) per Mila di Cinzia Angelini (vera e propria “regina dell’animazione”).

Tra i numerosi artisti internazionali presenti: David Warren, regista teatrale e televisivo con al suo attivo molte produzioni a Broadway e successi come Desperate Housewifes e Gossip Girl, che ha appena concluse le riprese di Grace & Frankie e sarà presto a Venezia, e Madalina Ghenea (nei panni di Sofia Loren in un cameo su House of Gucci) che sarà madrina della manifestazione.

All’Hilton Molino Stucky, uno degli indirizzi più ambiti per le serate dell’evento lagunare, si beve a tema. Un’immersione nel cinema di epoche diverse, con quattro cocktail per quattro film iconici. Il rinfrescante French 75 a base di gin con succo fresco di limone, zucchero e Champagne, ispirato alle raffinate e morbide atmosfere di Casablanca; il Vesper Martini, cocktail signature di James Bond, che esige in ogni pellicola il classico cocktail Martini, agitato e non mescolato;  il White Russian, a base di vodka e liquore al caffè, reso celebre  sul grande schermo dal film The Big Lebowski; e infine il Gin Rickey, unico cocktail citato da Francis Scott Fitzgerald, dedicato, naturalmente,  all’elegante The Great Gatsby.

E mentre all’Hilton Molino Stucky si potrà bere in accordo con le suggestioni cinematografiche più vive presenti nella nostra memoria, in occasione della 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica in programma al Lido di Venezia dall’1 all’11 settembre 2021, anche le case francesi si preparano. Comte de Montaigne, Maison di Champagne dell’Aube, annuncia un’importante iniziativa benefica in collaborazione con The Gritti Palace, punta di diamante della ricettività del Belpaese rinomata in tutto il mondo. L’azienda francese metterà all’asta una bottiglia Mathusalem di Brut Grand Réserve da sei litri che verrà autografata dalle Star del Jet Set internazionale nei giorni del Festival e non solo. I proventi della vendita all’asta della bottiglia verranno devoluti all’Associazione CAF, Centro di Aiuto ai Minori e alla Famiglia in Crisi.

Stephane Revol Ceo Comte de Montaigne con Paolo Lorenzoni, General Manager The Gritti Palace

E da questo 2021 la Mostra di Venezia si espande anche altrove. Selezionato tra le più importanti istituzioni internazionali, il Museo Nazionale del Cinema ospiterà nelle salette CineVR dell’Aula del Tempio un’ampia selezione delle opere presenti alla 78a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, che fanno parte del Venice VR Expanded Satellite Programme. Per il periodo dall’1 al 19 settembre, le salette CineVR saranno equipaggiate con visori VR Oculus Quest 2 e HTC Vive Cosmos, grazie ai quali i visitatori potranno vedere un titolo scelto tra i 17 progetti in Concorso, i 4 Fuori Concorso – Best of VR Expanded, il progetto sviluppato nell’ambito di Biennale College Cinema – VR e l’Evento Speciale – Fuori Concorso (riservato ai maggiorenni).

Alla 78° Mostra del Cinema di Venezia saranno presenti tre film realizzati dal TorinoFilmLab, laboratorio torinese promosso dal Museo Nazionale del Cinema.

Due film TFL saranno in ‘Concorso Orizzonti’ – tra 19 lunghi selezionati – e uno figura nella nuova sezione ‘Orizzonti Extra’, rappresentando diversi paesi: White Building, opera prima scritta e diretta da Kavich Neang, primo regista cambogiano a rientrare nella selezione ufficiale del festival di Venezia; Pilgrims del regista lituano Laurynas Bareiša, che con i precedenti cortometraggi si è già distinto a Venezia, Berlino e Locarno; ‘Orizzonti Extra’ ospiterà Costa Brava esordio alla regia della libanese Mounia Akl che punta in modo deciso l’attenzione sui temi ambientali.

Inoltre nella sezione competitiva principale ‘Venezia 78 Concorso’ ritroviamo – a 11 anni da Le Quattro Volte, film realizzato grazie al TorinoFilmLab – Michelangelo Frammartino con Il buco.



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