10 Maggio 2022

L’arte di Faust Cardinali alla Sorbonne di Parigi

l'L'artista propone una personalissima concezione del museo per finalmente riuscire ad avvicinarsi alla nozione di scala e dimensione dell'opera.

10 Maggio 2022

L’arte di Faust Cardinali alla Sorbonne di Parigi

l'L'artista propone una personalissima concezione del museo per finalmente riuscire ad avvicinarsi alla nozione di scala e dimensione dell'opera.

10 Maggio 2022

L’arte di Faust Cardinali alla Sorbonne di Parigi

l'L'artista propone una personalissima concezione del museo per finalmente riuscire ad avvicinarsi alla nozione di scala e dimensione dell'opera.

Polyptych d’un Polycorps è la nuova mostra d’arte di Faust Cardinali alla Sorbonne Art Gallery di Parigi. L’artista prende il nome da Faust, il medico-teologo tentato da Mefistofele e ha un cognome che richiama la religiosità; una tensione tra forze opposte – sacralità e sfida alla materia – che, pur mediata da una visione panica come ode alla vita, è sempre presente nel suo lavoro.

Uno dei nuovi lavori in esposizione a Parigi di Faust Cardinali. L’artista è stato ospite sulle pagine di The Way Magazine nel 2019 con il suo progetto di sculture-gioiello (articolo qui).

Le nove immagini presentate in mostra sono una sorta di carrellata del mio lavoro precedente e allo stesso tempo di un progetto futuro, un lungo paesaggio dove materiali plastici, organici, metallici, architettonici (e quindi anche testuali) disegnano un mondo dove l’uomo è assente fisicamente, ma presente psicologicamente.

Nella descrizione delle opere non c’è indicazione di grandezza o proporzione. Quello che può essere definito un “gioiello d’artista” è un’immensa scultura, un’installazione monumentale che diventa improvvisamente minuscola, un paesaggio dipinto che è diventato miniatura. Faust Cardinali dice: “Le opere più recenti si affiancano a opere storiche, i modelli costruiti negli anni ’60/70/80 in un famoso studio di architettura francese sono diventati città stalattite. Teschi e ossa di animali, ritrovati nell’ultimo decennio vagando per i boschi della Toscana, assumono l’aspetto di sculture ibride. L’idea è quella di annullare le gerarchie tra le discipline, di dipingere un paesaggio in resina su un paesaggio reale, di dare energia all’oreficeria classica, dove il prezioso diventa colore e si integra nell’opera, come una volta, in pittura, quando i pigmenti naturali erano mescolato con colori ad olio. Le installazioni, i monumenti a venire, prendono in considerazione questo tempo di fare, questa materia malleabile”.

Faust Cardinali, con questo polittico alla Sorbonne, chiarisce o nasconde ancor di più la storia della scoperta della sua materia prima polivinilica. Con un singolare senso di ricoprire il paesaggio, di resistere alla persistenza dell’oggetto (trovato), di riflettere sul posto degli animali oggi, di posizionare l’architettura rispetto all’ambiente, l’artista propone una personalissima concezione del museo per finalmente riuscire ad avvicinarsi alla nozione di scala e dimensione dell’opera. Si tratta qui di riesaminare la nozione di scultura in un momento della nostra storia in cui ogni rilievo sembra di fatto abolito. Il passaggio dal polittico al policorpo annuncerebbe un nuovo corpo?

Faust Cardinali pratica tre forme d’arte: pittura, scultura e oreficeria contemporaneamente. Uno che influenza l’altro.

I suoi gioielli sono spesso oggetti che spiegano e svelano altre discipline. A volte in modo esagerato… i gioielli decodificano il messaggio mentre il dipinto lo inscrive. Il suo lavoro, alle prese con l’estrema violenza della materia prima, si oppone alla raffinatezza o addirittura alla grazia del risultato finale ottenuto. Da più di trent’anni Faust Cardinali svolge la sua opera attorno all’idea di una società trasformata dalle forme ideali di stalagmiti e stalattiti.

Il passare del tempo è organicamente un materiale plastico non tossico, perché i policorpi sono esseri viventi, progettati da un incontro amoroso tra umani. La resina che sgorga dallo spazio pittorico è simbolicamente la linfa, materia organica, plastica e semantica. L’estetica della fantascienza evoca una forma di archeologia deviata: le architetture plastificate sono abitate da combattenti della resistenza assenti; i modelli originali degli architetti Andrault e Parat, degli anni ’60/’70, recuperati dall’artista sono stati immersi per un tempo indefinito nella resina e sono diventati sculture tentacolari, dall’aspetto metafisico e organico. L’artista ha deviato il progetto originario degli architetti per costruire abitazioni, per dargli nuova vita, trasformandolo in un’opera scultorea a sé stante. Nel processo lavorativo di Faust Cardinali, un rituale di trasformazione che appare sempre nell’opera dell’artista come un manifesto con azioni liberatorie, di un corpo ancora umano ma già cyborg, anche strumento di lavoro che innesca installazioni. “Il gioiello dell’artista può diventare un pennello, una graffetta, un cacciavite; è ornamento o scudo; è allo stesso livello di un dipinto di Picasso! Non è più decorazione o accessorio, ma arte a sé stante”. Parte del polittico quale è, Cardinali è un policorpo.

POLYPTIQUE D’UN POLYCORPS ​ Faust Cardinali è visibile alla Sorbonne Art Gallery 12, Place du Panthéon, Aile Soufflot – RDC 75005 Paris fino al 27 maggio 2022 (dal lunedi al sabato dalle 10 alle 18).

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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