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Leisure - 20/11/2018

L’arte di imbandire pranzi nell’antichità: una mostra a Firenze

Conviti e banchetti. L’arte di imbandire le mense fino al 6 gennaio 2019 al Museo Stibbert.

Al Museo Stibbert di Firenze, una delle case più incredibili d’Italia, una mostra su come si imbandivano le tavole dei nobili sta togliendo il fiato ai visitatori. Gloriosa tradizione italiana, ancora una volta dal passato, arriva la tradizione e la bellezza di un momento di massima convivialità del nostro modo di essere.

Una tavola apparecchiata da sempre richiama momenti di festa e condivisione, e il mangiare insieme va ben oltre il semplice atto della nutrizione del corpo. Apparecchiare la tavola ha assunto nei secoli significato di manifestazione di gioia, di celebrazione di eventi o di esibizione di ricchezza.
Nella casa-museo Stibbert, oltre alla attività di un grande collezionista, si svolgevano anche quotidiane funzioni della vita della famiglia: si cucinava, si ricevevano gli amici, si pranzava assieme, e oggi con la mostra “Conviti e Banchetti” si vuole richiamare proprio questa grande tradizione di imbandire le mense.
La mostra si propone di illustrare l’arte di decorare la tavola, dal Rinascimento fino all’Ottocento attraverso vivaci ricostruzioni delle apparecchiature del passato. Il banchetto è infatti un fenomeno sociale e culturale che nel corso dei secoli ha avuto un ruolo importante nell’evoluzione del gusto e
degli stili. i migliori architetti e artisti erano chiamati per allestire celebrazioni di particolari momenti felici, come vittorie, matrimoni, o speciali ricorrenze e ancora oggi sopravvivono le rappresentazioni pittoriche di alcuni dei più sontuosi banchetti della storia. Per stupire e dilettare gli ospiti, le famiglie
principesche facevano a gara a esibire sempre nuovi tipi di vasellame e oggetti per la tavola, mentre celebri cuochi – passati alla storia per i loro libri di ricettari – confezionavano vivande dalle forme così
mirabolanti che potevano rivaleggiare con le più pregevoli sculture.
Una selezione di questo tipo di oggetti, parte meno nota della collezioni del Museo Stibbert, viene
esposta in questa mostra, accanto a importanti pezzi provenienti da raccolte private, creando un
itinerario storico incentrato sulla trasformazione del design e della decorazione della tavola
avvenuta nel corso di più di tre secoli.
Le ricostruzioni storiche presentate nella mostra illustrano bene gli oggetti che dovevano abbellire
la tavola e la loro disposizione, ne raccontano i rigorosi cerimoniali che li regolavano e, di pari passo,
anche l’evoluzione dell’arte culinaria.
Dalla ricostruzione di una credenza rinascimentale, sui cui ripiani trovavano posto le maioliche
esibite come manifestazione della ricchezza dei padroni di casa, si passa alla rappresentazione di
una scenografica tavola di epoca barocca, abbellita anche dalle caratteristiche sculture in zucchero
e da un elaborato apparato decorativo di frutti e piante.

Nel Settecento si pranzava così, ovviamente nelle case nobili.

La tavola ottocentesca al museo Stibbert

Vengono poi mostrate le ricostruzioni storiche di una tavola settecentesca apparecchiata secondo
l’uso francese, e di altre due apparecchiature con porcellane, cristalli e argenti ottocenteschi che
mettono in risalto i cambiamento di usi e di costumi. Si avrà l’opportunità di ammirare un famoso
servito di piatti con decori in oro e platino ordinato dai Savoia alla Manifattura Ginori di Doccia,
oppure il prezioso insieme di porcellane, cristalli e argenteria che realmente Frederick Stibbert
utilizzò nella sua vita e che ora non fa più parte delle raccolte del museo.
Senza trascurare l’esposizione degli utensili da cucina e per il servizio della tavola in uso fino agli
inizi del secolo scorso, la mostra termina esponendo tutto quel vasellame, teiere, caffettiere e
tazzine che costituivano il raffinato corollario di un ricevimento. Tra questi è esposto anche un
servito da dessert di Stibbert uguale a quello commissionato per celebrare il matrimonio del futuro
re Edoardo VII d’Inghilterra con Alessandra di Danimarca nel 1863.
Un ultimo richiamo è dedicato alla presentazione del cibo, l’altro elemento focale dell’arte di
decorare le tavole, inserendo sculture in cera che riproducono frutta e dolci, fedeli e vivide
riproduzioni opera della ceroplasta Paola Nizzoli Desiderato. All’effetto scenografico delle tavole
hanno contribuito anche Lucia Torrigiani Malaspina, che ha ideato le decorazioni floreali,
utilizzando i fiori artificiali della ditta Meschi, e la Fonderia d’Arte del Giudice Leonardo che ha creato
le sculture in zucchero concesse da Opera Laboratori Fiorentini.

Museo Stibbert, Firenze.

IL MUSEO – Il Museo deve la sua esistenza ad un uomo straordinario, Frederick Stibbert (1838-1906), di padre inglese e madre italiana, nato a Firenze ma educato in Inghilterra.

Proveniva da una famiglia di militari: il padre colonnello delle prestigiose Coldstream Guards, il nonno governatore generale del Bengala, India, da dove ebbe inizio la ricchezza della famiglia che il giovane Stibbert ereditò appena ventenne.

Dedicò presto la sua attenzione alla collezione per la quale egli stesso creò, sul colle di Montughi, un museo. “Il mio museo”, come egli lo chiamò, “che mi costa ingenti somme di denaro, tante cure e fatiche”, aggiunge nel suo testamento. Alla sua morte egli lasciò il Museo alla città di Firenze.

Il Museo è ora gestito da una Fondazione, istituita per volontà testamentaria di Stibbert stesso. Egli lasciò tutto il suo patrimonio museale in prima istanza alla Nazione Britannica, e in caso di rinuncia alla Città di Firenze che subentrò infatti al primo legatario. Gli obblighi, puntualmente assolti, erano di mantenere le collezioni nel luogo e negli ambienti per loro pensati e di aprire il Museo al pubblico per la conoscenza degli studiosi e l’educazione dei giovani.

La mostra è stata realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze,
Lorenzo de’ Medici – The Italian International Institute e Lions Club Firenze Stibbert. via Federigo Stibbert 26 50134 Firenze

In collaborazione con: UniCoop-Firenze, Catani e Gagliani Assicurazioni, Fracassi Worldwide Shipping, Meschi S.r.l., Consorzio vino Chianti.



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