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Leisure

Leisure - 30/01/2018

Le discoteche finiscono in museo

Il Palladium e lo sTudio 54 a New York. Ma anche le nostre sale dal design anni 60 che hanno fatto scuola. La prima mostra di architettura "notturna" in Germania.

Ci ha pensato la corporazione svizzera Vitra, quella che rifornisce di materiali i più famosi architetti di Germania, a portare le discoteche in un museo. E succederà dal 17 marzo 2018 (fino al 9 settembre) al Vitra Design Museum, nella cittadina tedesca di Weil Am Rhein, sul Reno appunto.
Nella tranquilla provincia teutonica approderanno foto e cimeli di autentici templi dell’intrattenimento mondiali, i veri “anno zero” della trasgressione mondiale, quella nightlife che ha fatto sognare generazioni dal ventesimo secolo in poi.
La mostra vuole dimostrare come nightclub e discoteche siano stati forieri di cultura nel loro tempo. “Sono stati l’avanguardia della vita sociale”, dicono gli organizzatori tedeschi della singolare mostra. Soprattutto perché l’interno e la follia del design per la prima volta in queste cattedrali della musica notturna, si sono incontrati per un solo scopo: stupire i frequentatori.

Intitolata Night Fever. Designing Club Culture 1960 –today la mostra è la prima del suo genere a dare una storia totale del design contemporaneo dei locali notturni.

Ci sono gli esempi italiani del Radical Design degli anni 60, lo Studio 54 di New York negli anni 70, il Palladium sempre nella Grande Mela (foto d’apertura) dove c’erano le scenografie di Keith Haring.
Molto idolatrato questo posto anche dai fanatici del design, visto che l’intero locale venne disegnato da Arata Isozaki, il padre del neo-brutalismo e attualmente meta turistica milanese per l’Allianz Tower. Ecco, nell’epicentro della vita notturna americana di 4 decenni fa, Isozaki disegnava discoteche.

L'esterno del museo Vitra in Germania.

L’esterno del museo Vitra in Germania.

Poi ci sono le esperienze inglesi che hanno dato il via all’azione di recupero di spazi apparentemente inutili e inutilizzabili. La leggenda narra che l’origine di tutto fu la notte buia che ospitò a Londra l’apertura del Ministry Of Sound. Un garage abbandonato, sembrava ancora nel momento dell’apertura curata da OMA architecture studio. Poi sappiamo tutti come è andata: file chilometriche per entrare nel tempio della house inglese che è diventato leggenda (oltre che vera industria dell’intrattenimento, con linea di abbigliamento ed etichetta discografica).
Proprio per il carattere trans-creativo delle disco di ogni epoca e grado, in mostra ci sono anche film e foto vintage, flyer e pezzi di couture oltre che installazioni luminose che provano a ricreare le scenografie e i laser del dancefloor.

disco

Per orgoglio italiano vi anticipiamo alcune dimmagini della discoteca Flash Back, Borgo San Dalmazzo nella provincia di Cuneo. Sono di circa il 1972 concesse da Paolo Mussat Sartor.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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