Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 20/06/2017

Le Immagini della scienza. La fotografia scientifica nelle collezioni del Museo Galileo

Da oggi a Firenze per tutta l'estate in esposizione gli strumenti conservati nei depositi e una selezione dei materiali iconografici solitamente a disposizione solo di studiosi.

Se siete appassionati di fotografia da non perdere è l’esperienza al Museo Galileo di Firenze che parte oggi. C’è una mostra, che è anche occasione di conoscenza, dedicata agli albori della fotografia e alla celebrazione dei suoi strumenti.

Nell’Ottocento l’uso del mezzo fotografico produsse notevoli mutamenti nella pratica scientifica. E non è un caso che a ospitare la mostra siano i locali del Museo Galileo che conserva diverse testimonianze di questo cambiamento: proprio in città avvenne qualcosa di molto particolare e unico in merito allo sviluppo del mezzo fotografico.

Nel percorso espositivo di Immagini della Scienza – La fotografia scientifica nelle collezioni del Museo Galileo ci sono macchine fotografiche, libri, documenti, lastre e stampe fotografiche. L’adozione della fotografia mutò il modo di fare scienza e influì fortemente sullo sviluppo di molte discipline, dall’astronomia alle scienze naturali. Nella seconda metà dell’Ottocento, gli astronomi Giovanni Battista Donati (1826-1873) e Angelo Secchi (1818-1878), pionieri della spettroscopia stellare, furono grandi fautori della ripresa fotografica per lo studio dei fenomeni astronomici.

La ricerca di una nuova obiettività conobbe importanti sviluppi a Firenze, grazie ad autorevoli scienziati come Paolo Mantegazza (1831-1910), Odoardo Beccari (1843-1920), Giorgio Roster (1843-1927) e Stefano Sommier (1848-1922) che nel 1889, insieme a fotografi professionisti come Carlo Brogi (1850-1925) e Vittorio Alinari (1859-1932), fondarono la Società Fotografica Italiana. Nel dinamico contesto culturale fiorentino, la fotografia si diffuse come formidabile strumento di documentazione culturale e nuovo linguaggio visivo. Fra i protagonisti, si distinse il medico e igienista Giorgio Roster per gli eccellenti risultati tecnici raggiunti, a livello internazionale, nella fotomicrografia e nella telefotografia.

La mostra, rivolta a tutti i tipi di pubblico, offrirà ai visitatori l’opportunità di ammirare alcuni degli strumenti conservati nei depositi del Museo Galileo e una selezione dei materiali iconografici raccolti nella biblioteca di ricerca, normalmente a disposizione solo degli studiosi. Tra gli oggetti in esposizione si segnalano una camera oscura portatile e una macchina dagherrotipica del XIX secolo, il grande “teleobiettivo” di Roster (1885), un apparato fotografico di notevole complessità che consentiva di comporre dettagliate vedute panoramiche, oltre a stampe originali del primo Novecento e a suggestivi ingrandimenti fotografici delle immagini più belle.

Due laboratori didattici sul funzionamento della camera oscura e sulle antiche tecniche fotografiche saranno disponibili su prenotazione.

In apertura foto di Speed Graphic (1912-1927)

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
Design of desire - 19/04/2016

KartellbyLaufen, design e precisione dalla casa agli hotel

KartellbyLaufen è il progetto in tandem di Kartell di Milano e Laufen di Basilea in Svizzera. L'azi [...]

Luxury - 11/05/2016

MayMoma: Il gioiello prezioso che si ispira all’art déco

MayMoma è un brand di fashion jewelry made in Italy che sta avendo molte attenzioni nel mondo grazi [...]

Leisure - 17/11/2016

Cantine La Pergola, un vino da cartolina sul lago di Garda

Cantine La Pergola ha lanciato la nuova linea di vini biologici a denominazione d'origine: Lugana, V [...]

Top