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Leisure - 16/07/2021

Le “Lezioni italiane” di Fabio Canino a teatro

Un modo per scoprire i veri talenti ed esperti che studiano davvero. Giovanna D'Angi cura la parte musicale al Brancaccino di Roma.

Fabio Canino ha intrapreso una nuova metamorfosi. Il celebre volto tv, autore e amatissimo giudice di “Ballando con le Stelle”, ha portato in queste settimane un talk show inedito a teatro. L’esperimento si chiama “Lezioni Italiane” (ultimo appuntamento il 21 al Brancaccino a Roma) e si avvale della presenza di esperti in determinate materie. Ogni puntata è monotematica: si è parlato di arte, spazio, animali, social media. L’ultima sarà dedicata alle parole. Con lui, in un trio vocale femminile, anche Giovanna D’Angi, cantante, attrice e ballerina, diplomata all’Istituto d’Arte e ha perfezionato gli studi da performer dal 2006 al 2008 presso la Musical Theatre Academy di Catania. Ha cominciato la sua carriera professionale nel 2005 partecipando al 55° Festival della Canzone Italiana (Festival di Sanremo) conquistando la quinta posizione. Da lì tanta tv e teatro fino all’incontro con Canino per lo spettacolo teatrale (dove interpreta Crystal e che riprende a dicembre 2021) “La Piccola Bottega degli Orrori”.

Una serie di incontri con ospiti diversi ogni sera, quello che Fabio Canino ha ideato per il teatro all’aperto Brancaccino a Roma. Il ciclo si chiama “Lezioni Italiane” e pone al centro della scena il raccontare la conoscenza, spaziando dall’avanguardia del sapere allo sfatare delle dicerie (da qui il riferimento ironico alle Lezioni americane di Italo Calvino). Il tono è seriamente leggero e il ritmo dell’incontro è affidato alla conduzione di Fabio Canino.
Lo show è arricchito da immagini, filmati, testimonianze inaspettate ed esilaranti sorprese di attori
comici e riscaldato da musica dal vivo, da giochi con il pubblico e, nella parte finale, dalla possibilità di fare domande agli ospiti per soddisfare le curiosità di ognuno dei partecipanti.

Cosa sono queste “lezioni”?

Fabio: Chiamiamole lezioni, incontri, spettacolo o conversazioni semiserie: l’importante è divertirsi. In un tempo in cui girano sui social sempre più fake news, leggende metropolitane e mezze verità senza mai salire in cattedra, esperti divulgatori in varie materie condivideranno con il pubblico le loro esperienze e competenze con leggerezza e ironia.

Come avete incorporato la musica nel racconto dal vivo?

Giovanna: Tutto nasce da un incontro teatrale, ci siamo vissuti per alcuni mesi prima del fermo della pandemia, come si fa quando si lavora in teatro, abbiamo anche festeggiato con Fabio in Sicilia il suo compleanno. Lui ha voluto coivolgermi nell’esperienza del talk e ho arrangiato tutti i pezzi per tre voci. Il mio compito è stato mettere pezzi in scaletta, sceglierli con lui, adattarli alle tre donne che è un esperimento già provato in Piccola Bottega degli Orrori.

Ci sono delle canzoni popolari o vostre personali preferite a cui non avete rinunciato?

Giovanna: Spaziamo tra repertorio italiano e straniero. Il primo intervento è col brano che rappresenta il tema della serata e poi c’è una sigla finale. Io ho cantato It’s Raining Men in medley con I Will Survive.

Fabio: La musica la scelgo in base alla voce e adattamento vocale, ma Giovanna è talmente brava che riuscirebbe a cantare di tutto. Il tema della serata in qualche modo c’entra ma non necessariamente, scegliamo anche in base a come suona una canzone. Ci sono brani editi, famosi, la sigla del talk è la canzone di Stevie Wonder Love’s In Need Of Love Today, che è molto apprezzata da quelli che tornano e la cantano insieme a noi. Un brano in qualche modo legato a quello che sta accadendo, anche l’amore ha bisogno di amore.

Il piglio sperimentale è anche nei contenuti. In cosa si discosta questo spettacolo dal resto che c’è in scena in tv e teatro al momento?

Fabio: Chi «sa di non sapere» sa molto di più di chi è convinto di sapere tutto. Proprio da questa considerazione nasce il nostro format. nel periodo storico in cui stiamo vivendo tutti parlano di tutto. Ognuno è convinto di essere esperto di qualsiasi argomento, creando non pochi problemi a chi invece le cose le sa veramente. Voglio premiare chi studia e chi si applica, chi davvero ha un talento per qualcosa.

In questo bosco segreto al centro di Roma avete ospitato tante eccellenze. Di che calibro è il parterre degli interventi?

Fabio: Vari esperti ci hanno raggiunti. Per mercoledi prossimo, che è l’ultima puntata ed è la più importante, abbiamo puntato sulle parole in generale. Ne parleranno Marco Balzano, premio Campiello scrittore che racconta perché le parole sono importanti. Paola Gregori racconterà delle parole della lingua dei segni. Lirio Abate vice-direttore dell’Espresso parlerà invece del peso delle parole, lui che vive sotto scorta e che smaschera le truffe con le inchieste.

Siete contenti di come si sono evolute le vostre carriere?

Giovanna: Quando ho iniziato non c’erano i social come ora. Queste nuove opportunità mi hanno fatto cambiare il modo di arrivare alla gente. Ho però vissuto il declino della discografia e delle produzioni teatrali, ma nonostante tutto in 16 anni di attività sono andata sempre avanti. La cosa bella è perfezionare e prendere del buono da tutti, ogni esperienza è stata sempre unisca. Sono stato fortunatissima ad aver trovato bellissime persone sulla mia strada.

Fabio: Non punto alla popolarità generica, ma se fai un programma di successo sembra che tu debba farlo sempre. Preferisco fare più cose nel momento in cui mi piacciono, per questo spazio tra teatro, libri, tv. Una carriera così mi porta una popolarità più bassa ma concreta, non sono famoso solo perché appaio. Nelle 10 settimane di ‘Ballando’ ovviamente ho una visibilità molto alta, ma in generale le persone che mi seguono si interessano a me perché mi conoscono.

Il maggior successo di queste ‘Lezioni’ quale è secondo voi?

Fabio: Per la puntata sui social ero preoccupato perché ho voluto riunire quattro esperienze di vita diverse, ascoltare i singoli che vengono a raccontarsi. Eppure attraverso le esperienze personali i personaggi che lavorano con il web hanno attirato e incuriosito. Abbiamo ascoltato l’esperienza di Daniela Collu e Paolo Stella, Immanuel Casto. E poi Luca Tommassini ha rivelato come ha convinto molte delle star con cui lavora a essere presente sui social media prima dell’esplosione. Abbiamo fatto capire che non si diventa famosi per caso, ma c’è lavoro dietro.

Giovanna: Anche in questa esperienza sono stata fortunatissima a trovare bellissime persone, ti porgi in maniera diversa nei confronti della professione, vedi che il vero talento non si tira mai indietro. Regalare la propria arte sotto ogni punto di vista è la cosa principale dell’artista. Devi dare l’esempio buono.

Hai assorbito molto dagli incontri professionali che hai avuto?

Giovanna: Con Michelle Hunziker ho un rapporto bellissimo, nel 2018 mi ha chiamato come ospite a Sanremo nonostante non ci vedessimo da tempo. Con Iva Zanicchi è nata un’amicizia dopo l’esperienza teatrale di ‘Men in Italy’. La prima volta che l’ho vista in concerto ho pensato: voglio essere lei. Piena di energia e inarrestabile. Con Roberto Bolle, per quanto sia stata breve la mia giornata con lui per il suo special televisivo, ho avuto la possibilità di vedere come lavora un artista e capire il suo mondo.

Cosa vi aspetta in autunno?

Fabio: La ripresa di ‘Ballando con le stelle’ e quella teatrale di ‘Piccola Bottega degli Orrori’.

Giovanna: Sto pensando ai prossimi featuring da pubblicare. Luca Madonia, cantautore made in Sicily, si è prestato con la voce sul mio brano “Senza Paracadute” ed è stato un incontro di due generazioni a confronto bellissimo. E poi non vedo l’ora di tornare in teatro a dicembre, abbiamo da recuperare due anni in scena.



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