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Leisure

Leisure - 25/05/2018

L’Isola di Loredana Salzano a Villa Pignatelli a Roma

Nella splendida location capitolina "ISOLA - Aeolian Islands”, mostra dell'artista siculo-campana curata da Sveva Manfredi Zavaglia, con il patrocinio del Comune di Lipari.

La mostra ISOLA Aeolian Islands inaugurata lunedì 21 a Villa Pignatelli a Roma è stata un successo di pubblico e critica. L’artista campana di origine e siciliana di adozione, Loredana Salzano, ha portato le sue tele materiche nel cuore della capitale con la sua personale visione del dialogo tra terra e figura femminile, che da sempre caratterizza la sua eclettica produzione.

“La mostra – ci dice – rappresenta per me una sorta di mostra antologica delle opere più rappresentative dei miei oltre dieci anni vissuti intensamente alle Eolie attraverso un percorso di grandi tele materiche / acquerelli onirici e sculture con pietre e materiali di recupero ,a cui si sono aggiunte 5 opere inedite realizzate per l’occasione a conclusione di questo ideale percorso .Tutte a vario titolo sul tema per me equivalente dell’identità : isola = donna = vulcano”.

Salzano è un’artista che si interroga e si dà risposte che ci fanno riflettere, specie se lette attraverso il suo tratto espressivo. “L’isola è essenzialmente per definizione un frammento di terra emersa circondato dal mare. Da tanto mare. Ma è invece, a mio modo di vedere, prima di tutto e ancor prima una condizione dell’anima, un modo di sentire e di percepire se stessi e il mondo. Non “dall’alto e da lontano” ma al contrario come introspezione : verso l’interno e dal basso”.

Da qui l’identificazione con i suoi soggetti femminili: “L’isola, a mio avviso identifica più di ogni altra metafora la donna, in bilico sempre tra la sua grande fragilità e la sua più grande forza. Un viaggio immaginato come un percorso sensoriale che si snoda attraverso le sette stanze della meravigliosa Villa neo rinascimentale che ospita la mostra, verso l’interiorità femminile in relazione alla dimensione “dell’Isola” come concetto e come natura ancora primordiale e dominante, da cui partire e a cui tornare per una “rinascita energetica capace di scuotere dal profondo l’intera umanità. Mi interessava sottolineare l’isola come ecosistema estremamente fragile e peculiare basato su delicatissimi equilibri , ma che proprio per la sua peculiarità rappresenta un nucleo primordiale ancora vergine , un seme puro che se ben piantato può la capacità di rigenerare il mondo dal profondo”.

Una debolezza che invece diventa forza espressa anche nella disposizione ragionata delle opere nella location di via Boncompagni, 12:Sono partita nell’ingresso della Villa dalla “stanza del Mare” che circonda l’isola – dice l’artista – . Un Mediterraneo circolare in cui ci si può perdere o al contrario ritrovarsi . Con l’installazione dei pesci finalmente in fuga da scatolette e reti coercitive < il grido è : liberate i pesci > . Si passa poi attraverso la seconda stanza ”la stanza del vento“ vero protagonista indiscusso e apparentemente invisibile delle isole eoliane. Una stanza di passaggio e di approdo e di genesi che passano attraverso i due simboli del vulcano e dei pesci svuotati dai significati stereotipati e fissi. La terza stanza è quella della cenere o anche “dei Vulcani spenti “ ove però il fuoco cova sotto ancor vivo in attesa di esser solo risvegliato da una rigenerazione che diventa anche rinascita del sentimento d’amore. La quarta stanza centrale è quella del “risveglio dei vulcani “ attraverso la donna che finalmente conscia della sua forza creatrice e costruttrice e forte della sua nuova consapevolezza: viene fuori dal vulcano: è la tela che sintetizza forse tutte la mostra e che ha il titolo di “ Nostra Signora dei Vulcani” .

È poi il momento della luce solare della quinta stanza quella “dell’isola dei colori”. Loredana Salzano la descrive così: “Della cartina emotiva della Trinacria e delle mappe vulcaniche : dove la poesia dal titolo” la Metafisica dei fichi d’india “ ricorda che dietro l’aspetto folcloristico e dolce, la Sicilia nasconde spesso un lato spinoso ,che pure fa parte della sua natura più profonda e contribuisce a consolidare il suo fascino tra luci e ombre . La sesta stanza ( buia e illuminata da un solo piccolo faro che crea un’atmosfera estremamente suggestiva ) è quella della meditazione o del misticismo ,attraverso una sola tela estremamente materica che è un riferimento vulcanico al venerdì santo < Passione Vulcanica >” .

Poi la settima sala offre “ nuda “ l’isola dei contrasti” di pietra : una scultura di pomice ed ossidiana da cui si riparte drammaticamente un velo nero scenografico tempestato di pomice bianca come un velo di donna.

Altro riferimento alla donna che, secondo Salzano “in sè riesce a contenere i contrasti più estremi eppure è capace di renderli armonici “.

Infine il tutto si apre nel salone da ballo carico di luce in cui una sola tela campeggia con una esplosione /implosione bluche è di buon auspicio verso un futuro di pace interiore e di rinnovamento del mondo . Tutto il percorso ideale dell’installazione attraverso gli splendidi saloni della Villa è accompagnato da alcune miei poesie calate dal soffitto come papiri srotolati e graffiti . Un omaggio alle isole e alle donne fragili e forti come i vulcani”.

Perché la donna?Non ne faccio certo una questione di genere . Anzi ! credo di aver scelto la Donna come protagonista delle mie opere : semplicemente perché io sono donna . Credo che gran parte di ciò che racconti un ‘artista sia per forza di cose autobiografico . Il percorso durante l’inaugurazione è stato accompagnato dai profumi evocativi dedicati alle Eolie di cui mi sono resa interprete attraverso una serie di acquerelli dedicati alle isole e ai venti e attraverso i vulcani olfattivi sculture in ceramica”.

Per completare la sensorialità dell’evento i vini dell’isola e dei vulcani della casa vinicola Tasca D’Almerita hanno accompagnato il vernissage . Il 28 maggio invece dalle 18 e 30 in poi ci sarà il finissagge della mostra .

Loredana Salzano – “ISOLA Aeolian Islands”

Villa Pignatelli Via Boncompagni 12 Roma



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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