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Leisure - 29/03/2021

Loredana Errore: “La vita è il filo conduttore della mia musica”.

Oscar Wilde disse che che “Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte delle persone esiste” ed essere in vita è uno dei misteri più belli che possono equilibrare un intero universo. Tutti i colori e le note contrastanti tra loro, risultano essere poi lo shaker perfetto di grandi passioni e amori.  Per i suoi 10 anni di carriera Loredana Errore ha deciso di regalare ai fan un nuovo importante progetto discografico, “C’è vita” (Playaudio di Azzurra Music), disponibile in fisico e in digitale. 

C’è vita” è composto da sette tracce, di cui i tre singoli “100 vite”, “È la vita che conta” e il più recente “Torniamo a casa”, i due inediti “Madrid non va a dormire” e “Ora che nevica”, e una cover de “La Cura” di Franco Battiato. L’album contiene inoltre una speciale versione di “Ragazza Occhi Cielo”, brano scritto per lei da Biagio Antonacci all’inizio della sua carriera.

Nel disco si affronta il tema di quanto sia importante dare valore alla propria vita; i testi sono stati cuciti addosso alla cantante, che dalle negatività e dagli ostacoli che la vita le ha posto davanti è sempre riuscita a uscirne con il sorriso contagioso che la contraddistingue. 

Abbiamo incontrato Loredana che ci ha raccontato il suo “C’è vita”.

Loredana Erorre fotografata da Jacomo Maria Iacolino. Loredana è una cantante italiana di origine romena, divenuta famosa grazie alla partecipazione alla nona edizione di Amici, il talent show televisivo.

Il tuo nuovo album si chiama “C’è Vita”, vorrei sapere per te che cosa vuol dire vita e cosa vuol dire vivere?

«È una bellissima domanda la cui risposta ci aprirebbe ampi scenari, ti rispondo dicendo che la vita è un dono. Certamente non scegliamo noi di venire al mondo, ma poi, ci accorgiamo che ne vale davvero la pena quando iniziamo davvero a vivere ciò che ci accade. È un dono e come tale deve essere vissuto anche nei momenti di poca luce perché, secondo me, tutto quello che ci accade è sempre un dono in positivo. Vivere è reagire, è essere pronti già dal mattino ad accogliere una nuova giornata. Vivere è anche superare quei momenti di poca luce che dicevamo prima. Non esiste un manuale per vivere la vita è  la nostra autenticità che ci permette di tracciare i percorsi della nostra vita»

La vita quindi è il filo conduttore delle canzoni dell’album e nella “È la vita che conta”, brano contenuto nell’album, racconti  proprio di questi momenti di poca luce e dici che anche se si attraversa un momento di buio non sentiamoci soli. Nell’inciso tu canti “Se hai chi ti ascolta”…

Sicuramente questo brano contenuto nell’album celebra l’importanza della vita che vale più di ogni altra cosa, perché quando siamo in vita è davvero possibile che tutto accada. Tutto deve partire da noi stessi, la ricerca di qualcosa, l’affidarci a qualcosa che possa essere tanto terreno quanto non terreno che può essere tanto la fede quanto la musica,   in effetti “Se hai chi ti ascolta” può essere inteso come qualsiasi cosa a cui noi ci aggrappiamo. Per la mia esperienza personale chi ci ascolta senza avere fretta è Dio restando comunque un dialogo personale ma nel mio cosa posso dire che affidandosi alla fede ci si rende conto che si ha tutto da imparare, tutto da chiedere e tutto da vivere presentandosi con un atteggiamento da bambini, perché un bambino ha sempre bisogno di una guida e riservandosi così una meraviglia costante, giorno dopo giorno.

Questa canzone infatti inizia proprio con “Tu fammi sentire ancora come quando era bambina”.

«Si, è il bambino o bambina che non deve mai morire dentro di noi ed è anche inteso come un atto di umiltà nel senso che è il non sentirsi arrivati che ti permette di guardare tutto con estrema semplicità senza avere l’ansia di arrivare per forza per primi, l’importante è arrivarci ed è la consapevolezza in se stessi che ci fa andare lontani.»

La vita va vissuta intensamente, ma a volte abbiamo bisogno di tornare a casa intesa come un luogo, fisico ma non solo, nel quale trovare conforto e che ci permette di riprendere quelle energie necessarie a vivere la vita con intensità. “Tornare a Casa” è un brano contenuto nell’album, in questa canzone qual è la casa che tu racconti?

«Questo è un brano che si sposa bene con il vissuto di ognuno di noi. Questa casa l’abbiamo identificata in quella casa che ci ha dato riparo da questo momento spiacevole che ci ha coinvolto tutti però per me quando intendo casa intendo la musica. Un ritorno a casa inteso come ritorno alla musica. Nel 2020 sono ritornata alla casa della musica però manca ancora l’inaugurazione (ride) e fino a quando non si avrà la possibilità di ritornare a cantare dal vivo mancheranno i commensali, mancherà chi davvero rende viva la casa.»

Il primo brano pubblicato è stato 100 vite, una canzone nella quale dici che dobbiamo andare avanti con forza, anche contro le avversità perché quando poi trovi la strada giusta e soprattutto la percorri con il cuore alla fine troverai sempre il sole ed è quanto racconti anche nel videoclip della canzone.

«Le 100 vite sono le tante possibilità che la vita ci da e  non dovremmo avere mai paura di ricominciare, lo dobbiamo fare partendo sempre da noi stessi e mettendoci il cuore. Ciò accade quando ci prendiamo per mano ed abbiamo il coraggio di affrontare ogni nuova sfida quindi tutto acquisisce un valore maggiore. La nostra vita è sempre destinata ad assumere nuove forme che si cada o meno è tutta una continua metamorfosi. Io ho una profonda gratificazione per la vita perché tutte le volte che sono caduta il mio rialzarsi è stato meraviglioso.»

L’album contiene anche la cover de “La Cura”  del Maestro Franco Battiato. Questa canzone, tra le altre interpretazioni, potrebbe essere intesa come un celebrare l’amore o donare la propria vita ad un’altra persona. Quando ti hanno proposto di cantarla e poi l’hai cantata qual è il significato che tu hai dato a questa canzone?

«Questa canzone ha un testo meraviglioso che fa sognare da tanti anni e sono onorata di averla cantata. È stato un guanto di sfida lanciato dal mio discografico Marco Rossi il quale mi diceva “Perchè non cantiamo La Cura?”. Lui non lo sapeva ma in quel momento mi stava facendo un regalo immenso perché questa canzone è stata il momento conclusivo del mio ritorno nella casa della musica quindi Le Cura l’ho percepita come un atto di amor proprio, teso a far star bene te stesso ma anche le persone che ti circondano. Un atto d’amore che deve essere in primis verso se stessi.»

Nell’album è contenuta anche la canzone che ti ha lanciata nel mondo della musica ed è Ragazza occhi cielo. Ma questa tua versione è diversa da quella di dieci anni fa e non intendo per l’arrangiamento che è si diverso ma ho trovato una netta differenza a livello comunicativo è il linguaggio paraverbale che è completamente diverso.

«Questa è una canzone alla quale sono affezionatissima, scritta dal grande Biagio Antonacci  che me l’ha voluto dedicare e io ne sono onorata. Ti posso dire con certezza che ogni volta che ho cantato questa canzone c’è stato sempre un qualcosa di nuovo, che si è aggiunto alla mia storia, alla mia vita e quindi alla mia esperienza. Se noti questo sicuramente dieci anni di vita hanno contribuito molto. Sicuramente c’è una maturità diversa ed è legata al messaggio della canzone che è la voglia mia di vita, voglia mia di musica. Ciò che voglio è che questa canzone dia sempre uno spunto luce. La vita è il filo conduttore di tutto ed è sempre la protagonista, lo dico  io quando canto  e lo dicono questi angeli che hanno scritto per me i testi delle canzoni che raccontano le mie esperienze personali non solo con Ragazza occhi cielo ma anche con le altre canzoni che mi hanno accompagnato nel mio percorso artistico e che valorizzano la vita»

Vita quindi non soltanto come filo conduttore di questo album ma vita come filo conduttore della tua musica.

«Esatto e spero si possa quanto prima tornare a cantare dal vivo ed è così che la mia vita musicale si completerà in quell’atto unico, irripetibile e insostituibile che è la musica live.»  

Vita che le ha riservato numerose sfide infatti all’apice della carriera e del successo, a soli 28 anni, un incidente stradale l’ha messa a dura prova, ponendo un grande interrogativo sulla possibilità di riprendere la carriera artistica. La Fede e il costante incitamento e appoggio dei suoi tanti fan le hanno permesso di riprendere lucidità e di vedere la luce oltre il tunnel, per perseguire più forte di prima la sua vocazione, superando quel terribile momento. Oggi Loredana è forte del nuovo percorso intrapreso: una nuova collaborazione discografica che ha portato all’uscita di questo album. 

Intervista a cura di Nicola Di Dio



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