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Leisure - 09/08/2021

L’ultimo cartellonista del cinema: Renato Casaro

Il grande creativo originario di Treviso firmò i manifesti per molti capolavori del cinema, come L'ultimo imperatore, C'era una volta in America, Rambo, Amadeus, Balla coi lupi, 007.

Renato Casaro e la sua arte di illustratore di film globalmente riconosciuti è in mostra a Treviso, la città che lo ha partorito.
La Mostra

Una grande mostra in tre luoghi trevigiani per documentare l’arte di Renato Casaro. Ciascuna delle tre sedi (il nuovo Museo Nazionale Collezione Salce – che per l’occasione apre nella ritrovata Chiesa di Santa Margherita, affiancando così l’altra sede del medesimo Museo al Complesso di San Gaetano – e i Musei Civici di Santa Caterina) mette a fuoco un aspetto dell’ampia vicenda creativa di Casaro. Per analizzare e presentare il “meglio” dell’intero corpus delle innumerevoli opere realizzate dall’artista a partire dal 1955 (anno del suo primo film Criminali contro il mondo). E lo fa partendo dal “prodotto finito”, ovvero dai manifesti a due e quattro fogli, destinati alle sale cinematografiche o all’affissione. Sono oltre un centinaio i pezzi selezionati e restaurati per l’occasione.
I rari e introvabili fogli del decennio 1955-1965, mai apparsi in una mostra, presentano un artista in rapida formazione che, grazie al fertile ambiente romano – dove Cinecittà è in quegli anni una delle industrie più prolifiche della capitale – riesce a dare il meglio di sé in ogni genere: storico, peplum, commedia, noir e il nascente e dirompente fenomeno del “Western all’italiana”. Ed è sorprendente vedere accostati, nella grande “terrazza” di Santa Margherita, Trinità e Rambo o gli indimenticabili manifesti di capolavori quali I magnifici sette, C’era una volta in America, Amadeus, Il nome della rosa, Il tè nel deserto, L’ultimo imperatore.


Strutturata con una progressione cronologica – ma con una scansione anche tematica che segnala i generi più “frequentati” da Casaro – la mostra, sia nella sede di Santa Margherita che in quella di Santa Caterina, accosta ai grandi e multicolori affissi, una selezionata serie di bozzetti studio e gli “originali” (l’opera finita che serviva per stampare il manifesto), provenienti dall’archivio dell’artista e da importanti collezioni pubbliche e private.


Questo permette di comprendere al meglio la crescita professionale e la cifra stilistica dell’artista ma anche le innovazioni tecniche che Casaro adotta e sviluppa negli anni: dalla “istintiva” pennellata degli esordi, alle composizioni in parte fotografiche degli anni Settanta, sino alla raffinate maquettes ad aerografo che lo rendono celebre, in particolare nei ritratti degli attori protagonisti, tra gli anni Ottanta e Novanta, quando il manifesto disegnato giunge al tramonto. Una perizia che gli vale la collaborazione con le maggiori case di produzioni americane (Fox, United Artists, MGM, Columbia) e con i più grandi registi del secondo Novecento.
Nelle tre sedi della mostra è presente un inedito video che, per flash, mostra al pubblico trailer e spezzoni di film dei quali Casaro ha curato il corredo iconografico e alcune sue riflessioni su una carriera professionale di quasi cinquant’anni. Nella innovativa sede di Santa Margherita è stata ideata per l’occasione anche una sezione didattica dove i visitatori più giovani potranno, in totale autonomia, comporre e creare un loro manifesto di cinema. E ancora, un sezione dedicata agli ipovedenti con la riproduzione tridimensionale del celebre affisso Il tè nel deserto.
Una sezione particolare, dal titolo Dall’idea al manifesto è allestita negli spazi di San Gaetano, prima sede del Museo Nazionale del Manifesto. Qui il pubblico può scoprire l’intero iter della creazione di un manifesto: dai contatti con le case di produzione o di distribuzione ai primi schizzi a matita; dal bozzetto di prova (spesso con molte varianti richieste, o imposte, dalla committenza) a quello esecutivo. Sino alla fase dell’inserimento del lettering (un tempo manuale, in seguito fotomeccanico) e alla stampa. Sei film simbolo di Casaro “raccontano”, con una forte valenza didattica, tutto il mondo tecnico e artistico che sta dietro la creazione di un manifesto.
Gli oltre trecento pezzi presentati nelle tre esposizioni sono pubblicati nel volume realizzato per questa mostra da Grafiche Antiga (pp. 270 in edizione italiana e inglese) che riporta testi critici sull’artista, immagini d’epoca, fotografie di scena e un primo analitico repertorio delle sue opere per il cinema.

Renato Casaro
L’ultimo cartellonista del cinema.
Treviso, Roma, Hollywood
Treviso, 12 giugno 2021 – 31 dicembre 2021
Museo Nazionale Collezione Salce, Chiesa di Santa Margherita
Museo Nazionale Collezione Salce, Complesso di San Gaetano
Musei Civici di Santa Caterina

Testo a cura di Gianni Foraboschi



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