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Leisure - 05/03/2021

Måneskin a Sanremo 2021: “Zitti e buoni è un brano così sbagliato da diventare giusto”

Il brano in gara al Festival sarà contenuto nell’album “Teatro d’ira - vol I” in uscita il prossimo 19 Marzo.

Non c’è solo il duetto con Manuel Agnelli in questo Sanremo 2021 a dir poco energetico per i Måneskin. La scelta della cover di un pezzo celeberrimo dei CCCP, “Amandoti” (1990, rilanciato da Gianna Nannini nel 2004) ha fatto schizzare in alto le quotazioni di “Zitti e buoni”, l’inedito in gara al 71esimo Festival della canzone italiana. Il brano sarà contenuto nell’album “Teatro d’ira – vol I” in uscita il prossimo 19 Marzo.

Da un’idea di Måneskin e Simone Peluso. Il video di “Zitti e buoni” è una produzione Maestro Production Regia e montaggio: Simone Peluso

I Måneskin sono, Damiano (voce),Victoria(basso), Thomas (chitarra)e Ethan (batteria) e sonoin gara per la prima volta alla 71ma edizione del Festival di Sanremo nella categoria campioni con il brano “Zitti e Buoni” interamente scritto e composto dai Måneskin, dalle sonorità crude e distorte, e con un graffio rock che caratterizza l’attitudine della band. Un brano carico che ha la dimensione live nel suo dna, quella di cui gli artisti si sono nutriti attraversando l’Italia e l’Europa nel primo lungo tour di oltre 70 date sold out. 

Zitti e buoni” è un pezzo che parla principalmente di redenzione e voglia di spaccare il mondo con la musica, una sfida contro i pregiudizi, tema centrale nelle produzioni del gruppo.

Sul brano Damiano ci ha raccontato che:

«Zitti e buoni è un brano nato prima della nostra esperienza ad X Factor, infatti è un brano che abbiamo scritto nei primi mesi dalla formazione della band ed è un brano che ha subito tante modifiche essendo nato con una identità diversa però negli anni, sviluppando il nostro sound, l’abbiamo rivisto e riadattato fino ad arrivare a questa versione che arriva dopo il tour in Italia e in europa e all’esperienza a Londra che ci ha molto influenzato sia a livello personale che di gruppo. Con questo brano noi non ci rivolgiamo a nessuno in maniera particolare, quello che vogliamo che sia chiaro è che noi siamo una band che ha studiato negli ultimi anni per arrivare ad avere un sound riconoscibile e una volta arrivati alla maturazione di questa identità quello che diciamo è che noi siamo questi, questa è la nostra musica e questo è il nostro progetto e nessuno potrà mai spostarci da questo. Siamo venuti a Sanremo non con tante aspettative perchè sapevamo che il nostro pezzo era “scomodo” e non in linea con quello che è il contesto ma il feedback dall’esterno ci stupisce perché abbiamo ricevuto un numero di streaming e risposte sui social molto importanti.»

Gruppo rivelazione del 2017, i Måneskin, il cui nome significa “chiaro di luna” in danese, sono: Damiano cantante, Victoria al basso, Thomas alla chitarra e Ethan alla batteria. Alcuni dei componenti si conoscono fin dai tempi delle medie, ma è solo nel 2015 che i ragazzi iniziano a suonare insieme. Il sound della band è caratterizzato dalle diverse influenze musicali dei membri: un mix di rock, rap/hip hop, reggae, funky e pop, il tutto tenuto insieme dalla voce soul di Damiano,

Victoria ha poi precisato che:

«L’idea di portarla a Sanremo è venuta in modo molto naturale, perché quando abbiamo finito questo brano abbiamo subito capito che ci rispecchiava davvero tanto ed abbiamo pensato che fosse così sbagliato per Sanremo che quasi sarebbe diventato giusto (ride). Siamo felici di essere sul palco dell’Ariston, che è  un palco storico dove siamo abituati a vedere un certo tipo di musica, che rispecchia determinati canoni. Quello di cui siamo molto fieri è che se uno crede in quello che fa ed è genuino e trasparente alla lunga viene fuori e ripaga. Siamo molto felici dei risultati che stiamo ottenendo con questo pezzo che ha un sound molto duro ed è diverso da quelli che sono in cima alle classifiche di questi tempi.»

Nella serata delle cover i Maneskin sono rimasti fedeli alla loro identità portando il brano “Amandoti” cantandolo con Manuel Agnelli e proprio sulla cover sempre Victoria ci ha detto:

«Anche nella scelta della cover, Amandoti e di Manuel Agnelli è valso lo stesso discorso di identità, perché abbiamo voluto dar luce anche a questo tipo di musica e Manuel Agnelli rappresenta questo genere in Italia. Lui è stato molto importante anche dopo X Factor perchè ci ha sempre spronati ad essere sempre noi stessi e di non farci imporre limiti da nessuno».

Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan hanno iniziato a esibirsi live da giovanissimi nelle strade di Roma e con la loro straordinaria energia hanno conquistato il pubblico, spazzando via stereotipi di genere, mescolando influenze e stili in un mix originalissimo e unico, arrivando a collezionare oltre 16 dischi di platino e 5 dischi d’oro. Dopo l’esordio sul palco di Sanremo, i Måneskin non vedono l’ora di suonare per la prima volta nei principali palazzetti italiani.

“Zitti e buoni” è accompagnato da un  videoclip, diretto da Simone Peluso, che vede Damiano, Victoria, Thomas e Ethan alternarsi sulla scena interpretando con un’energia vigorosa il brano, tutto girato in un set minimal dove a risaltare è la musica attraverso la performance di ogni membro della band. Il video di “Zitti e Buoni” trasuda l’energia live che i Måneskin fanno vivere dal palco con grande impeto, catapultando il pubblico in quella dimensione. 

Il brano in gara a Sanremo2021 sarà contenuto in “Teatro d’ira – Vol I”(disponibile in presave e preorder) il prossimo progetto discografico dei Maneskin che dopo l’album di debutto “Il ballo della vita”, doppio disco di platino, pubblicano il 19 marzo: il primo volume di un nuovo progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno e che racconterà in tempo quasi reale gli sviluppi creativi della band insieme alle prossime importanti esperienze, fra le quali quella del Festival. Un percorso ambizioso e in continuo divenire, partito dal singolo “Vent’anni” (disco di platino) che trova la sua prima estensione in “Teatro d’ira – Vol. I”. Un disco tutto suonato, registrato in presa diretta, rimandando alle atmosfere analogiche dei bootleg anni ’70 e allo stesso tempo contemporaneo, capace di rappresentare lo stile della band. Il teatro, metafora in contrasto con l’ira del titolo, diventa lo scenario in cui questa prende forma. Non si tratta di una collera contro un bersaglio, ma di un’energia creativa che si ribella contro opprimenti stereotipi. Una catarsi che genera, grazie all’arte, una rinascita e un cambiamento in senso positivo.

In “Teatro d’ira – Vol. I” la band trova una nuova connotazione sonora per esprimere il proprio messaggio. Al centro della loro scala dei valori campeggia la libertà dalle sovrastrutture e dai filtri inutili, unita al desiderio di essere autentici. Un appello che si rivolge alla Generazione Z, ma che si allarga a tutto il pubblico: un invito a scrollarsi di dosso etichette preconfezionate per vivere appieno ed essere se stessi, senza paura del giudizio.

Sull’album Damiano ci ha detto che:

«Teatro d’ira sarà il racconto di quello che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Abbiamo voluto questo contrasto nel titolo, teatro e l’ira, perché il teatro spesso viene accostato a qualcosa di elegante invece noi abbiamo voluto accostarlo all’ira proprio per dire che non parliamo di rabbia distruttiva ma al contrario di una rabbia costruttiva dalla quale far nascere qualcosa, quella rabbia che spinge alla rivoluzione.»

Sempre sull’album Thomas e Ethan hanno precisato che:

«Abbiamo avuto modo di registrare questo album in modo molto crudo, avevamo una casa-studio perchè i letti erano proprio al piano sovrastante la sala di registrazione e questo ci permetteva, anche di notte, di scendere in studio e registrare anche la singola idea che ci veniva in mente. Questo progetto è il frutto di anni di lavoro,  ed è una crescita che ci rappresenta in pieno, che rappresenta tutte le influenze che abbiamo avuto. Ognuno di noi ha avuto una maturazione personale circa gli strumenti che suoniamo e questo sicuramente ha influito anche sulla crescita del gruppo.»

Proprio oggi sono state annunciate  le prime date del tour, organizzato e prodotto da Vivo Concerti, in due fra i più importanti palazzetti italiani. 

I Maneskin porteranno la loro strabiliante carica live sui palchi del Palazzo dello Sport di Roma martedì 14 dicembre e del Mediolanum Forum di Assago (MI) sabato 18 dicembre. 

Il debutto nei palazzi sarà l’occasione per presentare il secondo album della band “Teatro D’Ira – Vol. I” in uscita il 19 marzo, da oggi disponibile in preorder e presave.

Testo a cura di Nicola Di Dio



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