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Leisure - 27/10/2020

Manuel Agnelli, Emma, Mika ed Hell Raton raccontano i 12 finalisti di X Factor

Mai come in questa edizione del talent show di Sky Italia, emergono i talenti dei ragazzi. Hanno scritto le loro canzoni.

Con un formula nei fatti rivista in corsa, la 14esima edizione di X Factor Italia è in definitiva un format di talent show diverso da quelli a cui eravamo abituati. Ora che partono i Live su Sky Uno il 29 ottobre, ne abbiamo approfondito la trasformazione con i protagonisti al tavolo dei giudici: Manuel Agnelli, Hell Raton, Emma e Mika.

Manuel Agnelli, 54 anni, giudice di X Factor Italia per la quarta volta, dopo il trittico 2016, 2017 e 2018.

Manuel Agnelli, cantante degli Afterhours e ormai personaggio televisivo (ha condotto due programmi in proprio) racconta il suo ritorno a X Factor così: “Ci sono i brani inediti dei ragazzi da sentire al primo appuntamento dei Live in questa edizione. Così X Factor inizia a fotografare cosa succede nella musica italiana oltre che avere attenzione per il mercato. Un megafono importante per chi arriva in finale, anche se le cover fanno parte di un percorso. Questo non è un contest fra autori ma fra artisti e le cover mettono a fuoco la personalità. La gara fa parte di un percorso di crescita, non bisogna sentirsi arrivati, bisogna trovare nuovi stimoli”.

Emma, definita volto angelico ma di animo strong dalla produzione del programma, fin qui ha dimostrato grinta e anche emozioni: “Abbiamo la possibilità di fare musica in un momento tosto ed è una grande esperienza.“. E sull’esclusione di Roccuzzo, che ha scatenato molto clamore, sottolinea: “Ho fatto delle scelte coerenti, ma non ho mai parlato di fragilità umana come una discriminante. Vero, ce n’è tanta al momento e tanto fragili sono i giovani. Ma io ho parlato di fragilità artistica”.

Emma, 36 anni, vincitrice della nona edizione di Amici di Maria De Filippi nel 2010, è al suo debutto come giudice di un talent show su Sky.

Mika racconta la sua gara: “Dobbiamo anche difendere i nostri ragazzi e le nostre scelte. Mi sembra che entriamo nella settimana più difficile per l’Italia e l’Europa, non voglio negare la competizione ma ricordarci di quello che mettiamo in gara. Non cadiamo nella trappola di difendere egocentrismo, dobbiamo essere sinceri e difendere la loro musica, portandola nelle case di tutti. Se gli argomenti sono intorno alla musica è una cosa giusta”.

Mika, 37 anni, è un cantautore e showman libanese naturalizzato britannico. A X Factor Italia siede al tavolo dei giudici per la quarta volta (dal 2013 al 2015 ininterrottamente).

Hell Raton, trentenne sardo al suo esordio su Sky, è un rapper che si è sempre occupato principalmente dell’aspetto manageriale della Machete Empire Records. Oggi dice della sua esperienza in tv: “Sono sceso in campo con il mio mestiere, essendo una novità e la vittoria sarà se la musica parlerà anche quando il programma sarà finito. Sarà una competizione per un fine bello”.

I Live Show di X Factor 2020 saranno ogni giovedì alle 21.15 su Sky Uno, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW TV; il mercoledì successivo al primo on air, saranno poi proposti in prima serata su TV8.

Le 12 proposte musicali in gara sono:

– il trapper con la faccia da duro ma dal cuore tenero Blind, 20enne perugino cresciuto nel quartiere popolare di Ponte San Giovanni a cui è molto legato, che ha “fame” di imparare, crescere e arrivare; il livornese ma di casa a Londra Blue Phelix, 22enne dall’immagine gender fluid assai popolare su TikTok, polistrumentista di cui i giudici hanno apprezzato sin da subito coraggio e talento; lo studente 18enne di Casalecchio di Reno (Bologna) Santi, ragazzo acqua e sapone, molto legato alla sua famiglia, suona chitarra, sassofono, pianoforte, batteria e basso, è figlio del nuovo cantautorato indie pop: loro tre compongono la squadra degli Under Uomini guidati da Emma, che avrà in squadra come producer Frenetik & Orange; “Si è instaurato un clima molto diretto, colgo in loro delle sfumature in sala prove, siamo da soli e parliamo tanto. Sono tre ragazzi diversi per gusti e personalità – racconta la cantante pugliese che rifiuta l’idea del giudice “supremo” – hanno anche tante cose da raccontare. Hanno tutti e tre bella idea di quello che vogliono fare, ogni giorno è una sfida e ho tanta responsabilità e protezione. Mi rendono orgogliosa del mestiere che faccio e anche dell’opportunità che ho di stare con loro, per non renderli copie di copie”.

Casadilego, 17enne di Teramo che studia pianoforte classico e suona anche la chitarra e che alle Audition aveva fatto commuovere Manuel Agnelli con un pezzo di Joni Mithcell; cmqmartina, 21enne di Monza che finora si è fatta apprezzare con cover di Domenico Modugno e Jovanotti ma anche con un suo inedito che i giudici hanno valutato subito come una hit; MYDRAMA, 22enne della provincia di Cremona dall’immagine e dal carattere molto forti il cui nome fa riferimento ad alcuni “drammi” sentimentali che ha vissuto in passato: a loro tre il compito di portare in alto la bandiera delle Under Donne di Hell Raton, che ha scelto di lavorare con il produttore Ignazio Slait Pisano. Il giovane produttore di Machete al suo debutto ai live di X Factor dice: “Le esibizioni mi hanno sempre lasciato con un buon feeling e questo promette bene sulla riuscita. Sono molto soddisfatto perché le ragazze mi hanno sempre sorpreso, siamo tutti nell’ambito urban ma mi piace contaminare e scoprire altri ambiti musicali. Ho scelto tre carte diverse proprio per questo aspetto”.

Hell Raton, al suo debutto a X Factor in questa edizione 2020.

– i Little Pieces of Marmelade un duo della provincia di Ancona formato da Daniele, insegnante di chitarra (batterista, voce principale, 25 anni); e Francesco, sound engineer (chitarra e il sinth, seconda voce, 24); i Manitoba, duo formato da Filippo (chitarra e basso, seconda voce, 29 anni) e Giorgia (voce e drum machine, 26), entrambi della provincia di Firenze, che fanno indie rock con sonorità elettroniche; i Melancholia, trio di Foligno, Perugia, formato da Benedetta (voce, 22 anni), Fabio (tastiere, 24) e Filippo (chitarra, 23), forte identità musicale, sul palco sono un mix di energia ed espressività: sono i 3 Gruppi di questa edizione che, capeggiati da Manuel Agnelli, avranno in squadra Rodrigo D’Erasmo come loro producer; “Una delle squadre più particolari che ci sono state a X Factor – dice Agnelli – ho fatto una scelta di qualità di talento, ma abbiamo avuto più possibilità di farli crescere e ho scelto quelli che pensavo potessero anche crescere meglio nel tempo che abbiamo. Sono personalità particolari che non dipendono da quello che succede nel mercato, ma quello che succede adesso. Sono tre proposte contemporanee, anche aperti ad esperimenti estremi visto che sono naturalmente estremi”.

Il mercato e la vena artistica sono stati sempre i due estremi in cui si è mosso Agnelli nella sua veste di coach: “Ma non mi si può dire che abbia privilegiato le ragioni commerciali, anzi”.

Eda Marì, 25enne di San Lucido (Cosenza), gestisce una scuola di danza insieme a sua madre, finora si è esibita, tra l’altro, con due applauditissimi inediti; N.A.I.P., 29 anni, nato a Lamezia Terme ma bolognese di adozione, si è fatto notare con scrittura e stile ironici e assai particolare, suona chitarra, batteria, synth, pianoforte e loop station; Vergo, 29enne nato a Palermo ma trasferitosi a Milano dove di giorno fa il portinaio e di notte il producer, look carismatico e mosse curate e accattivanti: sono loro tre, infine, i componenti della squadra degli Over di Mika, che ha scelto la consulenza di Taketo Gohara. “Siamo una squadra molto colorata – dice l’artista internazionale – perché è una confluenza di culture e ispirazioni artistiche. Questo mi piace nella musica, mischiare senza problemi. Una ricchezza totale, una visione del pop con la provocazione dell’emozione. Qualsiasi genere può provocare emozioni diverse. La fisicità e il messaggio che devono comunicare durante la performance in diretta. Voglio che il pubblico a casa vive quello che io ho vissuto quando sono stato di fronte a tutti e tre. Voglio che loro vincano, e sono sempre legato al detto inglese: meglio essere l’underdog”.



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