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Leisure - 25/06/2018

Mario Biondi: “La mia carriera è decollata quando non avevo fretta per la popolarità”

Il catanese a Parma è chiamato a rappresentare l'Italia in ogni angolo del mondo. "Ne sono orgoglioso, la musica è un'arte da rispettare", dice in questa intervista.

Un catanese a Parma che gira il mondo. Avete indovinato, è il soul man più famoso d’Italia, Mario Biondi, che da poco è stato nuovamente celebrato nella sua città d’adozione. City of Gastronomy Festival, la due giorni di saperi e sapori con la quale Parma ha celebrato una lunga tradizione di gusto che ha portato l’UNESCO a riconoscerle il titolo, prima in Italia, di Città Creativa per la Gastronomia, l’ha visto protagonista. E il legame con la ristorazione continua nella nuova data qualche giorno fa in Sardegna, dove il cantante è stato invitato a tagliare il nastro al  Caffè Sole by Nuna, il ristorante del peruviano Raphael Rodriguez. La cerimonia era all’interno di The new Costa Smeralda experience” un contenitore di appuntamenti, lanciato da Marriott Costa Smeralda che gestisce gli alberghi per conto di Qatar Holding.

Sei talmente popolare che rappresenti l’Italia in molte occasioni. Come ti senti?

Sono contento di essere un orgoglio per l’Italia all’estero. Brazil parlo in quattro lingue, realizzato totalmente a Rio De Janeiro. La terra è molto simile a Napoli devo dire. Mi sono divertito col francese, italiano, portoghese e inglese e ora lo accosto assieme al mio repertorio standard dal vivo.

Ti senti un figlio del sud, nonostante i tuoi continui viaggi e spostamenti?

Da Napoli comincia il sud, lì c’è l’aria mondiale e cominci a percepire che l’estero non è così estero, in qualsiasi posto vai nel mondo capisci che le emozioni sono qui e nascono qui le cose. Napoli è anche la capitale del mio sud, della Sicilia, in qualche modo.

Mario Biondi sul palco del Napoli Pizza Village, giugno 2018 (foto di Maurizio De Costanzo per The Way Magazine).

Che bilancio fai della tua carriera finora?

A 12 o 13 anni facevo le piazze con mio padre, con Gianni Bella poi ho continuato. Nel 2006 ho avuto successo quando non avevo fretta, principalmente per questo credo. Non mi sono mai spinto a voler fare il cantante famoso tra virgolette, ho fatto musica per farla. Poi il caso ha voluto che una canzone prendesse il volo quando avevo 35 anni.

La musica per te è?

La musica va amata e rispettata. Non bisognerebbe bruciare le tappe, non può essere un’identità usa e getta. Meglio non avere i 15 minuti di popolarità se devono essere assoggettati a un meccanismo commerciale. La musica è un’arte per me.

Sei stato a Sanremo quest’anno. Progetti?

Non torno a Sanremo, ma mai dire mai. Rivederti è una canzone che mi ha dato soddisfazione, gli orchestrali mi hanno ripagato di tutto, di qualsiasi altra classifica. Per ora sono concentrato sugli impegni estivi e sul grande tour teatrale in Italia che farò a dicembre.

 

 



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