6 Luglio 2019

Massimo Di Cataldo: “Quella volta a pranzo con River Phoenix e Keanu Reeves”

Il nuovo disco "Dal Profondo". Il cantautore dice: "La musica da sempre mi permette di trasformare il magma dei miei pensieri in una forma condivisibile con tutti gli altri".

6 Luglio 2019

Massimo Di Cataldo: “Quella volta a pranzo con River Phoenix e Keanu Reeves”

Il nuovo disco "Dal Profondo". Il cantautore dice: "La musica da sempre mi permette di trasformare il magma dei miei pensieri in una forma condivisibile con tutti gli altri".

6 Luglio 2019

Massimo Di Cataldo: “Quella volta a pranzo con River Phoenix e Keanu Reeves”

Il nuovo disco "Dal Profondo". Il cantautore dice: "La musica da sempre mi permette di trasformare il magma dei miei pensieri in una forma condivisibile con tutti gli altri".

Lo avevamo incontrato il 31 agosto di un anno fa a Minturno per la festa cittadina, in occasione del Festival. In quella giornata la conversazione con Massimo di Cataldo fu troppo breve per approfondire alcuni argomenti, alcune impressioni che cercò già di esternare in quella giornata musicale. Con lui c’erano anche gli altri colleghi con i quali aveva condiviso l’esperienza televisiva di ‘Ora o mai più’.

In quel periodo Massimo di Cataldo non produceva raccolte di inediti propri da ben nove anni. Adesso di anni ne sono trascorsi dieci anni ed il cantante romano, lo scorso 24 maggio, ha regalato ai suoi fans un nuovo album. Composto da una tracklist di dieci brani, ‘Dal Profondo’ rappresenta il vero ritorno del cantante con un omaggio ai suoi due miti musicali: Lucio Battisti e Mogol.

DAL PROFONDO” (Dicamusica/Self), è l’ottavo lavoro in studio dell’artista, che arriva a quasi dieci anni di distanza dal precedente.

Dieci brani scritti negli ultimi anni durante i quali l’artista è stato impegnato in un’intensa attività live alternata a partecipazioni tv. Dieci storie attraverso le quali si sviluppa un discorso sulle relazioni sentimentali, in un immaginario dialogo introspettivo alla ricerca della ragione stessa delle emozioni.

Il disco è prodotto e realizzato dallo stesso Massimo Di Cataldo insieme ad Alessio Pizzotti Ingo Peter Schwartz ed è stato anticipato dal singolo “Non ti accorgi”, attualmente in rotazione radiofonica.

In questo tuo nuovo lavoro cosa c’è di profondo?

“E’ stato un lavoro introspettivo al quale mi sono dedicato attraverso la scrittura, toccando le corde della mia anima. Una sorta di terapia. Come quando vai nella ricerca di qualcosa dentro di te, forse soprattutto per dargli un significato alle emozioni, per capirle”.

 

Tra le dieci nuove canzoni del nuovo album quale è stata la prima che hai composto?

“Probabilmente ‘Non ti accorgi’ è una di quelle canzoni alla quale io stavo già lavorando, prima ancora che uscissero i primi singoli. Però inizialmente era una bozza, una crisalide, poi la prima canzone che è stata pubblicata è ‘Prendimi l’anima’ e da lì, dall’esito che ha avuto questo brano, si è rafforzata l’idea di lavorare ad un album completo”.

Fino adesso tutti gli incontri nei vari ‘instore’ da Milano a Napoli, come sono andati?

“Molto bene. Devo dire che c’è stato un bel rapporto tra presenza ed entusiasmo da parte delle persone che sono venute per salutarmi, per farmi firmare il disco. Tutto sommato mi fa ancora piacere che esista il supporto cd, anche per alcuni affezionati”.

Sta ritornando in voga anche il vinile. Lo hai pubblicato anche in formato Lp?

“Non ancora. Ma è qualcosa a cui sto pensando, magari con un’edizione deluxe più avanti. Però inizialmente è stato importante uscire con il supporto cd, perché è un materiale che rimane. La musica digitale non si fissa in alcun modo”.

Erano più o meno dieci anni che non producevi cd, dischi. Dopo tutto questo tempo come ti sei sentito nel tornare nella mischia?

“Ma sai in questi dieci anni ho comunque lavorato come produttore. Quindi non per me, ma per altri. Ho fatto diversi esperimenti e sono usciti dei singoli, anche una raccolta in digitale. Però un album con la sua storia, con un suo concetto è più integrale e comunque è come uscire come un libro, come una sorta di racconto completo. Evito di considerare l’aspetto commerciale anche a causa della crisi. Ciò che mi interessa di più è comunicare attraverso le canzoni; e attraverso un album in cui le canzoni sono concettualmente legate tra loro da un discorso comune. Quindi a distanza di tempo, probabilmente anche di più di dieci anni rispetto all’ultimo album e da quando ho iniziato, è cambiato moltissimo il mercato, è trasfigurato. E’ chiaro che oggi funziona tutto in modo diverso. Per me la più grande soddisfazione è quella di poter comunicare attraverso questa forma”.

Una curiosità: parlaci della tua esperienza cinematografica:

“E’ stato un caso perché feci un provino, se non ricordo male in uno studio dei Parioli, e dove c’era proprio il regista Gus Van Sant che stava cercando dei volti. Lui mi vide, chiacchierammo un po’. A quei tempi il mio inglese era un po’ scolastico, poi è migliorato perché ho lavorato tanto con musicisti inglesi. Quasi un anno dopo, per mia grande sorpresa mi chiamarono e c’erano River Phoenix e Keanu Reeves. Dopo alcune riprese andammo a pranzo tutti insieme ed il pranzo fu offerto da Keanu Reeves”.

Una domanda scherzosa: siccome che il film si intitolava ‘Belli e Dannati’ tu eri il bello o il dannato?

“Ma sai il tema era un po’ particolare. Si parlava di ragazzi di strada. Un film un po’ pasoliniano come racconto. Prendeva spunto da Shaekspeare. Si può dire che non sarò più dannato come un tempo, ma magari d’annata”.

Ritornando nell’ambito musicale: nel tuo futuro c’è ancora spazio per il Festival Di Sanremo oppure ci hai messo una pietra sopra?

“Sanremo è sempre stata una vetrina importante ma al momento non so quando prenderò parte”.

Come è Massimo Di Cataldo nel privato? Ha qualche hobby?

“Anche nel privato c’è sempre la musica in primo piano. MI piace suonare la batteria ed ho alcuni amici con i quali mi vedo, ci riuniamo; e molte volte suoniamo pezzi rock. anni ’70. Suoniamo i Led Zeppelin. Il mio mito musicale è John Bonham”.

Nel tuo nuovo disco c’è la cover di Battisti ‘Il Nastro Rosa’ come è nata l’idea di riproporla?

“L’ascoltai per la prima volta da ragazzino e rimasi folgorato. Da quel momento iniziai ha pensare che anche io potevo fare qualcosa di simile nella vita. Cioè esprimermi nella forma sublime della musica. Certo sono partito da un riferimento altissimo e la sua è una delle più belle canzoni italiane. Per tanti anni l’ho proposta, l’ho suonata con la band ed è uscita questa versione. Ed abbiamo deciso di registrarla in studio. Per me questo è un omaggio a quelli che considero i miei maestri Mogol e Battisti”.

Tra tutte le canzoni che tu hai scritto nella tua carriera: quella a cui sei più legato?

“Ce ne sono tante sinceramente. Non posso non citare ‘Se adesso te ne vai’ che forse è il brano più conosciuto tra quelli che ho scritto. Mi ha dato molto, non solo nei confini nazionali ma anche nei Paesi dell’America latina e anche in Spagna. E’ una delle cento canzoni italiane più conosciute. Per me è una grande soddisfazione”.

In un tuo futuro c’è la possibilità di qualche altra cover?

“Quando suono dal vivo mi piace riproporre pezzi famosi, quindi perché no. Non escludo in futuro di dedicare un progetto intero alle covers, anche se è solo un’idea non la escludo. Magari non proprio con le canzoni straconosciute, semmai quelle meno famose”.

Un’ultima domanda: ma con quelli di ‘Ora o mai più ti senti ancora?

“Allora proprio a causa dei nostri impegni non è possibile qualche rimpatriata, ma i contatti sono rimasti”.

L’intera tracklist del suo nuovo cd: Non ti accorgi; C’è qualcuno; Ci credi ancora all’amore; Ci penserò domani; Allora scusami; Con il nastro rosa; Perché l’amore; Prendimi l’anima; Domani chissà; Continuerà.

 

“Con il nastro rosa”. “Ero bambino quando ascoltando per la prima volta questa canzone ne rimasi innamorato tanto da sognare per anni di realizzarne una cover”. Finalmente il sogno per Di Cataldo si avvera con questa elegante ed energica versione messa a punto durante i concerti degli ultimi tour e realizzata in studio con la stessa band che lo accompagna dal vivo. A completare il quadro un evocativo video girato per l’occasione proprio presso il CET, la tenuta nel centro Italia dell’autore Mogol

 

 

Intervista a cura di Vincenzo Pepe.

Già dalla copertina del disco il cantautore è ritratto nel gesto di svelarsi, così come nei testi delle canzoni rivela il suo lato più profondo e intimo.

È un album introspettivo, nonostante il sound abbia espliciti richiami rockeggianti, che racconta un aspetto più intimo del mio universo emotivo attraverso canzoni scritte in un arco di tempo significativo della mia vita– racconta Di Cataldo in merito al nuovo disco –arriva un momento in cui un uomo, oltre che artista, ha bisogno di fare un punto della situazione e la musica da sempre mi permette di trasformare il magma dei miei pensieri in una forma condivisibile con tutti gli altri“.

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