Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 18/06/2018

Matt Mullican porta le sue icone giganti all’HangarBicocca

Gradi immagini, pittogrammi, icone, codici, segni, simboli e colori. L'artista californiano si è anche esibito sotto ipnosi, come sua abitudine. La mostra aperta fino a settembre a Milano.

Pirelli HangarBicocca presenta “The Feeling of Things”, la più grande retrospettiva mai realizzata sul lavoro di Matt Mullican (Santa Monica, California, 1951), uno degli artisti americani più riconosciuti, attivo dall’inizio degli anni Settanta e pioniere dell’utilizzo dell’ipnosi come pratica performativa nell’arte. Il progetto espositivo, che include migliaia di opere, immerge il visitatore nell’articolata cosmologia dei “cinque mondi” concepita dall’artista: un singolare sistema di rappresentazione della realtà composto da immagini, pittogrammi, icone, codici, segni, simboli e colori. Un vocabolario visivo capace di interpolare tradizioni, studi scientifici, credenze e culture di tempi e geografie differenti per interrogarsi sulle questioni esistenziali di sempre e sugli aspetti più ermetici e profondi della vita.

 

In Pirelli HangarBicocca vengono presentati oltre quarant’anni di lavoro di Matt Mullican a iniziare dagli anni Settanta in cui frequenta, come allievo di John Baldessari, il California Institute of the Arts di Valencia (USA), la scuola di belle arti supportata, tra gli altri, da Walt Disney, fino ad opere recenti, del 2018, realizzate appositamente per la mostra di Milano.

Un percorso che restituisce nella sua totalità l’abbondante produzione dell’artista e la straordinaria varietà di media utilizzati: sculture, grandi installazioni, opere su carta, in vetro, pietra, metallo, manifesti, multipli ed edizioni, neon, fotografie, dipinti eseguiti con la tecnica del frottage, video, performance, lightbox e progetti al computer e di realtà virtuale. Oltre a un campionario iconografico vastissimo: Mullican dà vita ai suoi personali pittogrammi (“Signs”). attingendo da elementi tratti dal mondo dei film e dei fumetti, dalle icone contemporanee di comunicazione, così come dalla segnaletica degli aeroporti, da illustrazioni scientifiche, da immagini derivate da diverse tradizioni (come i mandala hindu, immagini tantriche e simboli indiani hopi) e da altre di carattere primordiale, relative anche all’idea di nascita e morte, del fato e del destino.

Matt Mullican fa performance in trance davanti al suo pubblico.

La mostra, a cura di Roberta Tenconi, occupa i 5.000 metri quadrati delle Navate di Pirelli HangarBicocca. I visitatori sono invitati a percorrere questo spazio addentrandosi all’interno di un’imponente struttura architettonica rettangolare, suddivisa in cinque aree di diverso colore i cui tratti rimandano alle iconiche cosmologie dell’artista.

IL FILM – Il film Elevated (2005), creato da Matt Mullican attraverso frammenti di found footage di immagini di strada a New York negli anni Trenta, viene proiettato su un grande schermo all’interno della mostra “The Feeling of Things”, accompagnato dal vivo dalla composizione men. Il film è stato realizzato da Matt Mullican partendo da un found footage amatoriale in 16 mm, che coglie scene di strada a New York City. Lo sguardo apparentemente neutrale della cinepresa – il cui autore è sconosciuto all’artista e al pubblico – coglie la trama esistenziale delle vite di decine di persone anonime attraverso il fluire di eventi minimi e apparentemente insignificanti. Realizzato dall’artista nel 1990 con il titolo Untitled (DG Oswald NYC, 1935) il film è stato poi pubblicato nel 2005 con il titolo Elevated congiuntamente alla composizione di David Lang men (2001).

Matt Mullican, Elevated, 2005, still da video. Courtesy dell’artista

IPNOSI – Il momento clu della programmazione, per gli appassionati degli incontri con gli artisti c’è già stato. Esattamente con la performance in stato di ipnosi dell’artista all’interno dello spazio della mostra “The Feeling of Things”. Matt Mullican, in uno stato di trance indotto da un ipnotista, lascia emergere la personalità e i gesti di That Person, un’entità senza sesso né età che appare come suo alter ego all’interno di performance in stato di ipnosi. Nelle sue vesti Mullican svolge di fronte al pubblico azioni improvvisate e imprevedibili per durata e contenuto, muovendosi all’interno di un’area delimitata dove sono presenti alcuni oggetti legati alla quotidianità. La pratica dell’ipnosi è utilizzata dall’artista fin dalla fine degli anni Settanta come mezzo per indagare lo spazio psicologico e interiore e per mettere in discussione la posizione estetica ed esistenziale dell’artista.

Fino al 16 settembre, Pirelli HangarBicocca (Via Chiese 2, Milano)



Leisure - 21/02/2018

I “magnifici fallimenti” di Oliviero Toscani

Quante volte ci siamo sorpresi, indignati, arrabbiati e rallegrati davanti a uno scatto di Oliviero [...]

Design of desire - 12/04/2017

Morelato, il grande mobile d’ebano incontra la modernità

Fin da quando Aldo Morelato fondò la “Casa Rossa”, bottega artigiana a sud di Verona a metà de [...]

Leisure - 01/01/2018

Roberto Bolle mito contemporaneo in tv

Roberto Bolle continua a farsi promotore della danza presso le masse. E sono sconfinate davvero quel [...]

Top