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Leisure

Leisure - 02/02/2017

Mauro Balletti ci fa vedere anche Mina che si nasconde

La mostra Ri.Tratto allo Spazio Kryptos fa luce sull'arte del creativo milanese che cura l'immagine della cantante che non si fa vedere.

Due sono le cose che probabilmente accomunano Mina a Mario Balletti. L’ironia e l’essere schivi. Perché quando si vedono le copertine dei dischi che dagli anni 70 il creativo milanese crea per la cantante più famosa della nostra storia, questo messaggio di leggerezza e intelligenza davvero arriva a tutti.

mauro balletti the way magazine (2)

Gemelli Rossi di Mauro Balletti allo spazio Kryptos, Milano, via P. Castaldi 26.

L’essere schivi si traduce in una certa ritrosia di lui, specie a parlar di se stesso, e nell’ormai leggendaria necessità di celarsi al pubblico di lei. Eppure, Mina proprio grazie a Balletti non ci ha mai abbandonato, è ovunque ogni anno che passa e si rinnova. Non si vede ma tutti sappiamo che immagine vuol dare di sé. Perché, per l’appunto, ci sono le copertine di Balletti a comunicarcelo.

Ovviamente, essendo fotografo, grafico e artista a tutto tondo, di Balletti bisogna approfondire anche altro. E l’occasione arriva allo Spazio Kryptos di Milano, nel vivace quartiere di Porta Venezia, dove fino al 16 febbraio c’è la possibilità di ammirare quello che Balletti fa oltre le copertine dei dischi.

La mostra Ri.Tratto è stata curata da Filippo Rebuzzini (dell’associazione culturale Obiettivo Camera), con l’intento di mostrare come pittura e fotomontaggio possano convivere, come foto digitale e manipolazione fisica possano fruttare meraviglia su supporto bidimensionale. Le tecniche che usa Balletti non sono in antitesi ma convergono verso lo stupore. E se al piano inferiore della galleria si ammirano nelle teche gli attrezzi del mestiere e gli schizzi da cui derivano poi le versioni finali dei quadri, emozionante è anche ripescare nella memoria collettiva le immagini che hanno accompagnato la notorietà dell’artista. Come il quadro originale che ha fatto da copertina a Ti Conosco Mascherina (1990), l’album che più di altri ha messo in relazione la raffinatezza estetica di Balletti con la storia dell’arte pittorica.

La mostra è anche allestita in un momento di particolare esposizione mediatica per l’artista, visto che proprio in questi giorni su Sky Arte va in onda il documentario Tra le Immagini di Mina. L’arte di Mauro Balletti (visibile anche qui).

Per info sull’artista qui



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