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Leisure

Leisure - 05/11/2018

Mike Nelson, un parcheggio abbandonato che fa arte

L'artista britannico nell'opera site specific "L'atteso" ha bloccato il tempo enigmaticamente con 20 auto ancora accese ma ferme nei calcinacci. A Torino alle OGR.

Dal 2 novembre 2018 al 3 febbraio 2019 le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino presentano L’Atteso, la prima mostra personale in un’istituzione italiana dell’artista inglese Mike Nelson, a cura di Samuele Piazza.

L’installazione riproduce un parcheggio abbandonato con macchine e moto ancora accesi e in qualche modo vitali. Il visitatore è chiamato ad entrare nel parcheggio con migliaia di calcinacci a terra e provare suggestioni che vi assicuriamo sono totalmente inedite.

Sono 16.870, tra stampa, addetti ai lavori e pubblico generico, gli ingressi complessivi registrati da OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino durante le giornate della Contemporary Art Week dall’1 al 4 novembre 2018. Quasi il doppio dei visitatori rispetto al 2017, quando nelle stesse giornate sono stati registrati 9.946 ingressi.

L’interesse del pubblico si è concentrato in particolar modo sulla mostra L’Atteso di Mike Nelson,  visibile al pubblico fino al 3 febbraio 2019 (giovedì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00; venerdì dalle 11.00 alle 20.00).

Mike Nelson – che ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 2011 ed è stato due volte candidato al Turner Prize – realizza un nuovo progetto, pensato appositamente per gli spazi delle Officine Grandi Riparazioni. Il Binario 1 appare completamente trasformato in un “luogo altro” da un’installazione su larga scala che va a occupare l’intera navata con un intervento poderoso ma, allo stesso tempo, quasi intimo: lo spazio ex-industriale è reso irriconoscibile, generando un effetto straniante in cui il visitatore è chiamato a trovare il suo percorso personale, a esplorare liberamente gli elementi presenti alla ricerca degli indizi necessari per costruire la propria individuale narrazione.

Emergono le tematiche del viaggio (metaforico e reale) e della mobilità, entrambe care all’artista: una sorta di fil rouge di questo racconto che, nella cornice delle OGR, dove per un secolo si sono riparati i treni, trova una sponda ottimale per amplificare il senso di un’opera lasciata volutamente priva di chiavi di lettura predefinite.

Dentro un ambiente buio, tra una distesa di macerie pressate, stazionano una ventina di automobili parcheggiate, coperte di polvere, in stato di abbandono. Non è chiaro perché le macchine siano in quello stato, ma diversi oggetti che raccontano le memorie dei loro possessori sono ancora distribuiti tra i sedili e portano traccia del passato del luogo e di questi personaggi. Solo poche fonti luminose e sonore guidano l’esplorazione dei visitatori, chiamati a interagire con gli elementi di questa complessa installazione, immersi in una sospensione spaziale e temporale che rende indefiniti i contorni esistenziali, prima ancora che visivi.

Nelson ancora una volta interviene con una trasformazione radicale dello spazio che con lo spazio dialoga, creando un’atmosfera di attesa e di sospensione – che richiama alla memoria grandi maestri del cinema come Michelangelo Antonioni e Dario Argento, o artisti del calibro di Ed Kienholz, tutti fonti della nuova opera – creando un limbo fisico ed emotivo carico di fascino e complessità.

Foto di Filippo Alfero- Getty per OGR

Mike Nelson

L’Atteso curated by Samuele Piazza

BINARIO 1 Fino al 3 febbraio 2019 OGR – Officine Grandi Riparazioni 

Corso Castelfidardo 22, Torino

www.ogrtorino.it



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