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Leisure

Leisure - 30/05/2019

Milano Photo Week, le novità del 2019

Anche Blow-Up restaurato al festival milanese di fotografia. E la personale del fotografo tedesco Ingar Krauss

Portare la fotografia in città vuol dire dare spazio ai grandi scatti d’autore e ai progetti delle scuole, parlare di arte, architettura e fotogiornalismo, oppure scoprire George Simenon fotografo e Tadao Ando fotografato, entrare negli archivi partecipare a tantissimi corsi, talk, letture portfolio e premi fotografici.

Sempre nell’intento di parlare a un pubblico ampio la fotografia diventa un percorso di sensibilizzazione per la salvaguardia degli oceani con Il mare che vorrei, progetto realizzato da MPW grazie al nostro main partner LaMer, in collaborazione con MUBA Museo dei bambini e UPY-Underwater Photographer of the Year. Sotto i portici della Rotonda della Besana un percorso fotografico di grande impatto visivo e tre laboratori per bambini ci insegnano l’importanza del mare per le nostre vite e il nostro futuro.

Progetto dedicato è anche il Milano A/R, per raccontare con 24 fotografie, 12 post e 12 storie 60 anni di Milano: un piccolo gioco per mostrare sui social il cambiamento della città. Con Gianni Berengo Gardin abbiamo selezionato 12 fotografie iconiche del suo archivio mentre da Perimetro arrivano i 12 scatti contemporanei che gli si affiancano, delicatamente, portandoci in un viaggio per immagini sulla Milano di oggi.

Dalla contaminazione tra immagini e musica nasce infine Realpolitik Masquerade Party, organizzato con BASE, Cesura e Music Innovation Hub. Sarà la grande festa della MPW: un’intera notte, quella di sabato, dove la fotografia e la musica live underground diventano un vero happening che attiva, con un’azione a sorpresa, la partecipazione del pubblico.

Infine la collaborazione con Internazionale che quest’anno diventa a una vera sperimentazione: 10 progetti fotografici dalla carta stampata arrivano sullo schermo di un cinema. Storie che ci portano in Siria, in Sud Africa, in Nigeria e in viaggio con un Omero contemporaneo. Oppure la testimonianza visiva che, con grande dignità e stimolando molte domande, ci presenta come fossero quadri, i ritratti dei pasti dei più poveri del mondo. Nella sala del Cinemino nostro nuovo partner, domenica, chiuderemo la MPW19 così.

E poi tutti i progetti realizzati grazie ai partner culturali : Accademia di Belle Arti di Brera, Anteo, Armani Silos, BASE Milano, Contrasto, Fondazione Prada, Forma Meravigli, Frigoriferi Milanesi, Galleria Carla Sozzani, Leica, Micamera, MIA, MUBA, Palazzo Reale, Photofestival e per il primo anno Cinemino, Pirelli HangarBicocca e Mudec.

Il 5 giugno Cramum e Gaggenau aprono presso il Gaggenau DesignElementi Hub di corso Magenta 2, a Milano, VITREUS, la mostra, a cura di Sabino Maria Frassà, dedicata alle opere dell’artista e fotografo tedesco Ingar Krauss. Realizzata con il supporto di Goethe-Institut Mailand, VITREUS è parte del ciclo di mostre ‘IN-MATERIAL, quando la materia si fa pensiero’, promosso da Gaggenau insieme al progetto non profit Cramum per tutto il 2019.​

VITREUS – All’interno della Milano Photo Week il 5 giugno Gaggenau e CRAMUM portano per la prima volta in Italia il “ciclo dei vetri” del fotografo tedesco Ingar Krauss – premio Leica 2004. La mostra, curata da Sabino Maria Frassà, è parte del progetto artistico In-Material ed è stata realizzata grazie al supporto di Goethe-Institut Mailand e della Design Elementi.

Grazie a GAGGENAU e CRAMUM, il 5 giugno arriva al Gaggenau DesignElementi Hub di Corso Magenta 2, per la prima volta in Italia, VITREUS, la mostra dedicata alle opere del noto artista e fotografo tedesco Ingar Krauss, a cura di Sabino Maria Frassà e realizzata con il supporto del Goethe-Institut Mailand e dello stesso Gaggenau DesignElementi Hub. Dopo Parigi e Berlino, in occasione di Milano Photo Week, la “serie dei vetri” arriva a Milano: si tratta di un percorso di circa 20 scatti rielaborati pittoricamente con la tecnica della velatura, che ritraggono composizioni di vetri in grado di catturare ed esaltare la luce, intesa come materia. “Sarebbe riduttivo e limitante pensare a Ingar Krauss come a un fotografo: le sue composizioni fotografiche sono il risultato di un’alchimia – anche tecnica – tra fotografia, luce e pittura”, racconta il curatore, “Nella ‘serie dei vetri’ la centralità della luce prende il sopravvento e diventa essa stessa oggetto di indagine e ricerca artistica: essenziali composizioni di vetri sono montate al fine di includere ed esaltarne la luce. Attraverso queste opere Ingar Krauss riesce così a dare forma, materia e corpo alla luce”.

Presso Il Cinemino, una vera chicca per appassionati: la versione restaurata del film memorabile di Michelangelo Antonioni. “Blow Up”.

Il film del maestro girato nel 1966, restaurato da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, in collaborazione con Warner Bros.e Park Circus presso i laboratori Criterion e L’Immagine Ritrovata, sarà preceduto da un’introduzione del direttore della Fotografia Luca Bigazzi che ne ha supervisionato il restauro.

Le proiezioni saranno in lingua originale con sottotitoli italiani (via Seneca 6, 4 giugno 21.15).

 



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