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Leisure - 29/10/2018

Milano Scultura, il meglio della quarta edizione

Tre giorni di arte e installazioni alla Fabbrica del Vapore di Milano. Gli esperimenti più riusciti e gli artisti che resteranno nella memoria.

Chiusasi IV edizione Milano Scultura, la Fiera d’arte contemporanea dedicata esclusivamente a scultura e installazioni, facciamo rapidi bilanci di quello che si è visto.

In primis, alcuni artisti che ci hanno catturato. Come la scultrice Laura Malattia, origini pavesi, operante a Milano, si è fatta strada nell’ambito dei negozi e showroom alla moda con i suoi particolari tavoli d’arte. Sempre sul confine tra artigianato e arte, la scultrice ora ha presentato questo pezzo che è davvero una sintesi di tutto quello di cui c’è bisogno per farsi ricordare.

Laura Malattia, Classic man, 2018 legno pelle cuoio ottone foglia d’oro resina

La fiera ritornava con il duplice obbiettivo di fare il punto sullo stato dell’arte e contribuire al dibattito attorno alla ridefinizione degli ambiti espressivi e concettuali della scultura.

Gabriello Anselmi crocodile and the skyscrapre, 2018 legno

L’esposizione, a cura di Valerio Dehò, ideazione e organizzazione di Ilaria Centola, ha visto riunirsi  galleristi, artisti e laboratori che producono arte in modo tematico: nei mille metri quadrati dell’Ex Locale Cisterne non solo opere tridimensionali classiche, ma anche da parete, realizzate con materiali nobili come marmo o bronzo, installazioni classiche e multimediali, fatte con materiali di scarto e di recupero, Public art, opere tridimensionali effimere o arte ambientale.

Da sinistra, due particolari di opere di Barbara Pellandio e Barbara Ceciliato. Milano Scultura, 2018.

Milano Scultura conferma anche per questa edizione format innovativi quali Limited, la sezione dedicata a opere di grandi dimensioni, e Progetti Speciali, tre ampi spazi espositivi a tema: “Installazione Mobile” di Lisa Borgiani, incentrata su un modello tridimensionale, composto da reti, che definisce uno spazio reale e che resta trasparente al suo interno; la ricerca dello Studio C&C dal titolo “Il Vento E Il Monte”, dedicata al tema del paesaggio e alla sua trasformazione con la metamorfosi degli scenari; il lavoro collettivo “Crossing Time, Crossing Space, Crossing Arts” presentato dagli artisti di Vi.P. Gallery, con sei attraversamenti che esplorano il tempo e lo spazio tramite la contaminazione e lo sconfinamento.

Milano Scultura 2018. Da sinistra, Andrea Pandri – Panspermia 2015 Andrea Marini Vena Tubi d’alluminio, 2016 Antoh Mansueto, Latvia 2018

Il tema delle arti plastiche diventa ancora più rilevante in rapporto al mondo dell’educazione, al quale Milano Scultura si è saldamente legata, per creare un momento di rilancio di quest’arte intesa in un senso contemporaneo e non come una pratica consegnata ai libri di storia.

In questo contesto l’Accademia di Belle Arti di Brera presenta iniziative che coinvolgono allievi e maestri in un confronto con i materiali, dal più classico al meno convenzionale.

Lisa Borgiani, Installazione Mobile a Milano Scultura 2018.

Sempre presente sin dalla prima edizione del 2015 con la mostra dei docenti – e quindi nelle successive con temi incentrati sulla Land Art e sulla lavorazione del marmo – l’Accademia quest’anno ha presentato “Micro Fusion” a cura di Zhenru Liang di Spazio forME: un’installazione di opere in microfusione a cera persa che gli studenti hanno fuso personalmente con diversi metalli seguendo differenti modalità poetiche e rappresentative.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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