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Leisure - 10/09/2019

Mimmo Jodice a Vistamarestudio di Milano: “Le valigie di cartone segno di un’epoca”

"Mimmo Jodice: Open City/Open Work" traccia un collegamento fra i primi esperimenti con la fotografia e i paesaggi architettonici di Napoli.

“Guardate questo scatto con le valigie di cartone sopra le teste dei bimbi. Questo ho visto con i miei occhi alla stazione dei treni“. Mimmo Jodice in persona mostra lo scatto che simboleggia un’epoca, quella della, a tratti drammatica, emigrazione di italiani da Sud a Nord nel secondo dopoguerra. Lo scatto che definiremo “epico” è esposto assieme ad altri in bianco e nero nella mostra Vistamarestudio al centro di Milano (fino al 9 novembre -viale Vittorio Veneto 30 Milano, zona Repubblica )

Mimmo Jodice – I gigli di Nola 1971.

Mimmo Jodice – Culto ritualizzato dei morti, Napoli 1975

Mimmo Jodice – Il volo dell’angelo a Giugliano 1972

Mimmo Jodice – Ospedale psichiatrico, 1976

Nato a Napoli nel 1934, Jodice si dedica alla fotografia a partire dagli anni Sessanta, considerandola fin dall’inizio non tanto un mezzo descrittivo quanto uno strumento espressivo. Negli anni Ottanta smette di fotografare la figura umana e usa il bianco e nero per trasfigurare gli spazi urbani vuoti, le architetture, i paesaggi, i frammenti archeologici e altre testimonianze della storia dell’uomo, caricandoli di un’atmosfera metafisica. L’intensità delle sue immagini deriva da un paziente lavoro in camera oscura, a partire da negativi di formato quasi sempre quadrato.

Open City/ Open Work, a cura di Douglas Fogle, la prima personale dellÂ’artista in galleria a Milano. La mostra traccia un collegamento fra i primi esperimenti di Mimmo Jodice con la fotografia negli anni 60 e le prime incursioni nella sua Napoli.

“Il mio mestiere non è fotografare. Il mio mestiere è vedere”. – Mimmo Jodice

“Mimmo Jodice crea ciò che comunemente viene chiamata fotografia. Ma lo si può davvero considerare un fotografo? Forse sarebbe meglio definirlo un visionario che utilizza la macchina fotografica nella sua esplorazione del mondo. Jodice ha trascorso buona parte degli ultimi sessant’anni utilizzando la macchina fotografica per guardare il mondo da molteplici e diverse prospettive. I suoi primissimi esperimenti risalgono agli anni Sessanta e rivelano un’attrazione rivoluzionaria per l’aspetto materico della fotografia – le proprietà quasi alchemiche della carta fotografica, le soluzioni reagenti, l’ingranditore e tutta l’attrezzatura della camera oscura. Infatti, le sue prime immagini non sono altro che sperimentazioni, volte a creare quello che, nel 1962, Umberto Eco definì “Opera aperta”, piuttosto che convenzionali riproduzioni documentaristiche del mondo. Questa loro apertura, sia formale sia contenutistica, permette molteplici interpretazioni e lascia spazio a una poetica sperimentale d’avanguardia e, al tempo stesso, inaspettatamente umana. Mimmo Jodice: Open City/Open Work traccia un collegamento fra i primi esperimenti con la fotografia – i paesaggi architettonici strappati e ricomposti – e il primo tentativo di Jodice di “guardare” Napoli, la sua città natale, nella serie Teatralità quotidiana a Napoli, dell’inizio degli anni Settanta. Queste fotografie si avvicinano all’antropologia – immagini di feste popolari, manicomi, fabbriche, ecc.- per poi virare e aprirsi verso una poetica fatta di architetture e delle persone che vi abitano. Forma e contenuto si legano e si intrecciano nello sguardo di Jodice sulla città come organismo vivente e vitale, dagli angoli e i materiali più svariati: poesia visiva della vita di ogni giorno”.’ Douglas Fogle

Mimmo Jodice è nato a Napoli nel 1934. Autodidatta, artista di avanguardia fin dagli anni Sessanta, attento alle sperimentazioni e alle possibilità espressive del linguaggio fotografico, è stato protagonista nel dibattito culturale che ha portato all’affermazione della fotografia italiana anche in campo internazionale. Il suo lavoro è stato esposto nei musei in tutto il mondo. Le mostre personali recenti includono: Museo Eretz, Tel Aviv, 2018; Madre, Napoli 2016; Städtische Museen Jena, Jena 2013; Museo del Louvre, Parigi 2011; Maison Européenne de la Photographie, Parigi 2009; Palazzo delle Esposizioni, Roma 2009; Museo di Capodimonte, Napoli 1988 e 2008; Spazio Forma – Centro Internazionale di Fotografia, Milano 2007; MART – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, 2004; MASP – Museu de Arte de Sao Paulo, 2004; The Museum of Photography, Mosca 2004. Nel 2003 il suo nome è stato inserito nell’Enciclopedia Treccani, ha ricevuto il premio ‘Antonio Feltrinelli’ dall’Accademia dei Lincei, nel 2006 la Laurea Honoris Causa in Architettura dall’Università Federico ll di Napoli, nel 2011 l’onoreficenza ‘Chevalier de L’Ordre des Arts et des Lettres’ dal Ministero della Cultura Francese e nel 2013 la Laurea Honoris Causa in Architettura dall’Università Svizzera Italiana. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private. Vive e lavora a Napoli.

Mimmo Jodice – I gigli di Nola 1971.

Orari martedì-sabato 10.00 – 19.00

Vistamarestudio | Viale Vittorio Veneto 30 – 20124 Milano

T +39 02 63471 549

contact@vistamarestudio.com | vistamarestudio.com



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