1 Marzo 2023

Mixed by Erry, una storia di musica e vita

Il più famoso pirata musicale d'Italia negli anni Ottanta aveva creato un impero parallelo alla discografia ufficiale. Oggi è protagonista di un film tratto da un libro. "Ai giovani dico di avere passioni ma sempre nella legalità".

1 Marzo 2023

Mixed by Erry, una storia di musica e vita

Il più famoso pirata musicale d'Italia negli anni Ottanta aveva creato un impero parallelo alla discografia ufficiale. Oggi è protagonista di un film tratto da un libro. "Ai giovani dico di avere passioni ma sempre nella legalità".

1 Marzo 2023

Mixed by Erry, una storia di musica e vita

Il più famoso pirata musicale d'Italia negli anni Ottanta aveva creato un impero parallelo alla discografia ufficiale. Oggi è protagonista di un film tratto da un libro. "Ai giovani dico di avere passioni ma sempre nella legalità".

Della Napoli città delle contraddizioni si legge, e si vede spesso ultimamente. Libri e fiction stanno saccheggiando nell’immaginario di una città che si adegua ai tempi ma in fondo resta sempre uguale. E questo mondo di opposti che coesistono emerge chiaramente in Mixed by Erry, ultimo film di Sydney Sibilia scritto assieme a Armando Festa, in uscita in tutte le sale italiane il 2 marzo. Tratto dal libro omonimo di Simona Frasca pubblicato da Ad Est dell’Equatore, la trama narra dell’incredibile, a tratti straordinaria, epopea di una famiglia, quella di Enrico Frattasio che dal finire degli anni Settanta fino ai Novanta ha creato un’impresa parallela alla discografia italiana. Erry in questione è il giovane aspirante dj che con l’aiuto di 14 laboratori in città falsifica i dischi in uscita e li immette su musicassetta sul mercato parallelo. Erry fa di più, ci aggiunge anche un tocco di creatività partenopea: crea compilation monotematiche, organizza mashup inediti, a volte fa cantare pure il fratello in brani selezionati. Tutto falso ovviamente, ma tutto tollerato in un Paese che finì al centro di una inchiesta internazionale con richiesta di risarcimento. L’Italia era nel mirino dei giganti della discografia mondiale perché inclusa nella lista nera per il mancato rispetto delle norme internazionali sulla proprietà intellettuale.

Erry, che oggi ha 60 anni e ha pagato con i suoi fratelli il conto con la giustizia, si ritrova al centro di un clamore mediatico senza precedenti. Il film, voluto da Netflix e Rai Cinema, ha destato un enorme interesse perché racconta di un’Italia (e regole discografiche) che non ci sono più. Erry era lo Spotify delle bancarelle, un pirata appassionato nemmeno tanto conscio, a sua detta, dei danni che arrecava all’industria che lo nutriva. E il processo di arresto della sua impresa, che comprendeva i fratelli Peppe, Angelo e Claudio, non fu nemmeno tanto solerte. Oggi i video pirata su YouTube vengono rimossi nel giro di poche ore. L’arresto di Erry risale al 1997, ben 17 anni dopo l’esplosione della sua attività.

Enrico ci ha detto: “Nel 1974 ero adolescente a Forcella, quartiere difficile di Napoli. Papà per toglierci dalla strada ci instradava a lavoretti per vivere. Poi vinsi il 13 al Totocalcio e mi venne l’idea di investire in un’attività”.

Passione musicale e conoscenza del mercato sono alla base della sua escalation. “Quando vidi una compilation Studio 54 mixed by Foxy John la copiai su cassetta e scrissi all’amico che me l’aveva chiesto: Mixed by Erry“. Siamo sul finire degli anni 70, impazza la disco music e da quel momento le copie sull’allora nuovo supporto (che si ascoltava in macchina soprattutto, più maneggevole del voluminoso vinile) divengono richiestissime.

Erry fonda la sua impresa, ha anche qualche tocco di genio quando nello stesso lato di una cassetta mixa “Ancora” di Edoardo De Crescenzo con una versione francese “Encore et Encore” di Mireille Mathieu che nessuno aveva in Italia, e tutto decolla.

Con l’esperienza imprenditoriale dei miei fratelli passammo da 50 cassette duplicate alle 300mila dei nostri grandi successi – dice oggi – e addirittura fummo noi a doverci difendere da chi ci copiava. Mettemmo la dicitura sulle musicassette che spiegava che le copie con le fotocopie non erano autentiche”.

Il logo riconoscibile, la trovata di mettere stampati in maniera leggibile i titoli e la durata dei pezzi resero le compilation Mixed by Erry riconoscibili in tutta Italia. Molti esemplari arrivavano anche all’estero. “Io volevo fare il dj – dice oggi Erry – e quando mi capitava di fare serate lontano da Napoli arrivava sempre qualcuno con una cassetta targata col nostro marchio”.

Fin quando nel 1997 non arrivò il primo arrresto in Europa per pirateria, Erry e i suoi fratelli agirono indisturbati, forse anche perché la scena del crimine napoletano era occupata da altro. Poi il recente caso del libro (“mi commuove ogni volta che lo apro, perché è un pezzo di vita“). Da quella stagione di grandi guadagni e conseguenti perdite e confische nacquero anche scossoni personali (“la separazione, ma oggi ho tre belle figlie“). E sicuramente un pentimento: “Il nostro messaggio è credere nei sogni, mettere passione in quello che si fa ma sempre nell’ambito della legalità e disciplina“.

L’ascesa del brand dei falsari della musica fu talmente vorticosa che ci furono anche corteggiamenti da parte degli artisti stessi. “Non voglio nominarli, ma finire in una compilation all’epoca voleva dire estrema popolarità. Gli episodi che ricordo con più entusiasmo sono la cover che feci cantare a mio fratello di un successo dei Modern Talking del 1985, ‘Piccere'”, in origine ‘Cheri Cheri Lady’ e quando la Rai ci chiese di avere una sigla per il Napoli, dove usammo una base di Sergio Caputo“.

C’è sempre un risvolto nelle attività illecite: “Sognare a Forcella era difficile e io con questa attività riuscì ad appianare i debiti di mio padre, senza accorgercene davamo da vivere a chi lavorava con noi”.

Dopo l’arresto, Erry ha voluto rimuovere il ricordo di quella stagione. Oggi racconta che c’è sempre stato negli anni un interesse per raccontare ma ha sempre rifiutato di collaborare. “Ero un po’ come Liberato, nessuno mi riconosceva ma tutti sapevano cosa fosse Mixed By Erry. Oggi sto vivendo un momento di euforia e soddisfazione ma si apre la piaga dei ricordi e a volte prevalgono quelli del trauma del carcere, perché io davvero non mi aspettavo uno tsunami legale di quelle proporzioni”.

Ora i fratelli, che si occupano di altro, stanno preparando una band, per tentare di suonare in giro per l’Italia. E valutano la proposta che è arrivata di fare una compilation, questa volta legale. “Un po’ siamo rientrati nel settore, quando ci hanno chiesto di scegliere la colonna sonora per il film. Abbiamo selezionato 13 brani possibili, tra cui i classici anni Ottanta ‘Fade to Grey’ e ‘Sweet Dreams'”.

#MixedByErry, il nuovo film di Sydney Sibilia, con con Luigi D’Oriano, Giuseppe Arena, Emanuele Palumbo e con Francesco Di Leva, Cristiana Dell’anna, Adriano Pantaleo, Chiara Celotto, Greta Esposito, Fabrizio Gifuni, dal 2 marzo nelle sale per 01distribution.

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Christian D'Antonio

Christian D’Antonio (Salerno,1974) è direttore responsabile della testata online di lifestyle thewaymagazine.it. Iscritto all’albo dei giornalisti professionisti dal 2004, ha scritto due libri sulla musica pop, partecipato come speaker a eventi e convegni su argomenti di tendenza e luxury. Ha creato con The Way Magazine e il supporto del team di FD Media Group format di incontri pubblici su innovazione e design per la Milano Digital Week e la Milano Design Week. Ha curato per diversi anni eventi pubblici durante la Milano Music Week. È attualmente ospite tv nei talk show di Damiano Gallo di Discovery Italia. Ha curato per il quartiere NoLo a Milano rassegne di moda, arte e spettacolo dal 2017. In qualità di giudice, ha presenziato alle manifestazioni Sannolo Milano, Positive Business Awards, Accademia pizza doc, Cooking is real, Positano fashion day, Milan Legal Week.
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