3 Maggio 2022

Nel palazzo di Generali a San Marco

A seguito di un'opera di restauro durata tre anni, per la prima volta dopo 500 anni, riapriranno ufficialmente al pubblico le Procuratie Vecchie.

3 Maggio 2022

Nel palazzo di Generali a San Marco

A seguito di un'opera di restauro durata tre anni, per la prima volta dopo 500 anni, riapriranno ufficialmente al pubblico le Procuratie Vecchie.

3 Maggio 2022

Nel palazzo di Generali a San Marco

A seguito di un'opera di restauro durata tre anni, per la prima volta dopo 500 anni, riapriranno ufficialmente al pubblico le Procuratie Vecchie.

Generali Assicurazioni ha ristrutturato l’edificio dove i fondatori hanno stabilito i loro uffici a Venezia nel lontano 1832. Si tratta di un sontuoso palazzo con effigi e viste mozzafiato che da un lato si affaccia sul porticato della celeberrima piazza San Marco, dall’altro svela degli scenari incomparabili sui canali retrostanti.

Abbiamo visitato il palazzo la cui apertura è stata il tocco finale alle celebrazioni per i 190 anni di Generali. All’interno, al terzo piano, la testimonianza dell’impegno della compagnia assicurativa italiana nei confronti del mondo e dei più bisognosi, con i display interattivi dell’attività di The Human Safety Net, la fondazione globale di Generali. La sua missione è liberare il potenziale delle persone che vivono
in contesti vulnerabili, in modo che possano a loro volta trasformare la vita delle loro famiglie e
comunità. Sono due i programmi globali della Fondazione: il primo sostiene le famiglie vulnerabili con bambini fino a sei anni; il secondo sostiene i rifugiati nel loro percorso verso l’occupazione e l’imprenditorialità nei Paesi di accoglienza.

Atelier dell’Errore BIG. CHUTZPAH a cura di Gabi Scardi | The Human Safety Net, Procuratie Vecchie, Venezia.
L’installazione dello scultore italiano Edoardo Tresoldi “Monumento” che si vede nel portone sinistro del palazzo di Generali a Venezia.

CHUTZPAH. Una tenda che non è una tenda, animali che non sono animali, progetto espositivo di Atelier dell’Errore BIG, a cura di Gabi Scardi, inaugura The Art Studio, la nuova area dedicata all’arte contemporanea all’interno delle Procuratie Vecchie di Venezia. L’imponente edificio, che ha aperto ad aprile 2022 le sue porte per la prima volta in cinquecento anni di storia, è stato appena ristrutturato da David Chipperfield Architects, con il progetto degli interni e del percorso espositivo di Migliore+Servetto Architects, per diventare la casa di The Human Safety Net, la Fondazione di Assicurazioni Generali che aiuta persone in condizioni di vulnerabilità a esprimere il proprio potenziale migliorando le proprie condizioni di vita e quelle dell’intera comunità. The Art Studio nasce con l’idea di esporre opere d’arte che interpretano i temi su cui si concentra il lavoro di The Human Safety Net, i valori e la forza rappresentati nella mostra permanente A World of Potential.

L’installazione Monumento di Edoardo Tresoldi – realizzata in collaborazione con Carlotta Franco per lo sviluppo del concept architettonico e con il supporto progettuale di GICO Studio – rielabora il linguaggio della colonna monumentale e dei valori a cui ambisce la società per riflettere sul proprio tempo.
La colonna è posizionata nello spazio attorno al quale si sviluppa la scala monumentale delle Procuratie Vecchie.

L’architettura monumentale è un canto che tralascia la funzione per ritualizzare un pensiero attraverso un atto plastico” – dichiara Edoardo Tresoldi. “La storia dei popoli è un flusso ereditario di figure retoriche che ciclicamente si ripropongono; ridefiniscono i propri significati e stabiliscono simbolismi che non solo abbiamo imparato a leggere ma che, generazione dopo generazione, abbiamo assorbito come una sorta di linguaggio latente dell’inconscio collettivo. Così , spogliando un monumento del proprio simbolismo, ciò che resta è un canto lirico virtuoso e malinconico, distaccato e solenne, eppure in cerca di contatto perché nasce per esprimersi, per essere prima manufatto e gesto e poi concetto e presenza. Con Monumento utilizzo il linguaggio retorico della colonna monumentale come riflessione sul nostro tempo e sulla retorica dei valori a cui ambisce la nostra società; una società che ribadisce la necessità di ridefinire il concetto di forza, di rileggere il ruolo della fragilità e che propone l’ascolto e il dialogo al centro delle relazioni interculturali”.

Generali è uno dei maggiori player globali del settore assicurativo e dell’asset management. Nato nel 1831, è presente in 50 Paesi. Il brand assicurativo italiano ha firmato un accordo pluriennale con il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PNUS). Nell’ambito di questa partnership, Generali si impegna a fornire risorse tecniche e finanziarie alla Insurance and Risk Finance Facility (IRFF) del PNUS, la piattaforma per lo sviluppo e la diffusione di soluzioni assicurative e di finanziamento del rischio per lo sviluppo, parte del Sustainable Finance Hub del PNUS.

Generali manterrà i propri uffici di rappresentanza nell’edificio, così come attività private già presenti, istituzioni culturali e fondazioni. Il progetto di recupero è stato curato da David Chipperfield Architects Milano. L’architetto di fama mondiale ha affermato: “Siamo grati a Generali e alla città di Venezia per averci dato la straordinaria opportunità di lavorare al progetto delle Procuratie Vecchie. Riparare, riunificare e adattare i molti strati di questa storica struttura è stata una sfida complessa e gratificante che ci riconnette con il potere dell’architettura sia come sostanza fisica sia come processo di collaborazione. Non vediamo l’ora di vedere l’edificio reintegrarsi nella città e sostenere Venezia come luogo vivo di attività e innovazione”.

Vedute mozzafiato dalle aperture del palazzo Generali alle Procuratie. Come storica sede delle attività italiane di Generali, Venezia è da sempre legata alla Compagnia, con cui condivide il Leone di San Marco come simbolo. Poco dopo la fondazione a Trieste nel 1831, Generali stabilì la propria presenza nelle Procuratie Vecchie.
L’edificio delle Procuratie Vecchie è tra i più straordinari di Piazza San Marco. Il nome deriva dal suo uso originale come abitazione e luogo di lavoro per i Procuratori di San Marco, come viene raccontato oggi nella moderna esposizione appena aperta a cura di Generali. Ad accogliere i visitatori, un teatrino di marionette con sfondo digitale che narra la storia della carica più prestigiosa dopo quella del Doge. I Procuratori erano funzionari della città responsabili dell’amministrazione della basilica, così come dell’esecuzione dei testamenti e della cura dei poveri e degli orfani. I Procuratori non avevano uno stipendio, ma in cambio godevano del privilegio di vivere per sempre in Piazza San Marco. Quando furono costruite per la prima volta nel XII secolo, le Procuratie Vecchie erano una struttura a un piano edificata sopra una lunga arcata al piano terra. Nel 1512 un incendio causò il crollo di parte della facciata e i funzionari della città decisero di ricostruirla nell’ambito di un vasto programma di rinnovamento urbano chiamato renovatio urbis per iniziativa del Doge Andrea Gritti. L’architetto Bartolomeo Bon supervisionò per primo il progetto, seguito da Jacopo Sansovino. Piazza San Marco si trasformò così da centro medievale a foro cittadino rinascimentale in stile classico.
“A World of Potential” è una mostra interattiva in cui potrai capire meglio te stesso e i tuoi diversi punti di forza. Alla fine del viaggio, scoprirai la tua forza principale e incontrerai una persona della rete The Human Safety Net che condivide la tua stessa forza principale. Inoltre, potrai donare la metà del prezzo del biglietto ai programmi.

Gli interventi di ristrutturazione a cura di David Chipperfield, una meraviglia nella meraviglia del palazzo, hanno guardato a tecniche costruttive antiche, locali e tradizionali e hanno utilizzato l’artigianato per pavimenti, muri e soffitti, utilizzando pastellone e terrazzo, marmorino e scialbatura, ma anche cocciopesto e cotto, cercando non di imporre ma piuttosto di ereditare, in modo da completare in un insieme unico e recuperare l’integrità di ciò che è stato presente per centinaia di anni nel luogo probabilmente più rappresentativo di Venezia. Grande attenzione è stata data all’utilizzo di materiale riciclato ed alla conservazione, ove possibile, di elementi originali appartenenti alla storia dell’edificio, come il recupero del legno esistente e il riutilizzo dei coppi in terracotta per la realizzazione dei pavimenti a terrazzo veneziano.

Sono state studiate tecniche ad hoc per la protezione dell’edificio, come un sistema che limita gli effetti degli eventi di alta marea, ed una particolare tecnologia antincendio ad acqua nebulizzata che interviene in modo efficace ma rispettoso dei delicati ambienti. Inoltre, è stato utilizzato un avanzatissimo sistema di modellazione computerizzata per analizzare il rischio sismico dell’edificio e progettare correttamente gli interventi di consolidamento strutturale.

L’intervento di riqualificazione del palazzo di Generali a Venezia ha interessato anche il primo ed il secondo piano, per creare uffici di rappresentanza e spazi espositivi di altissimo livello, in un contesto unico ma dotati di apparecchiature tecniche di ultima generazione e di avanzate tecnologie smart per ottenere il massimo comfort, alte prestazioni e connettività ottimale.
La biblioteca comprende biografie ispiratrici, libri per bambini e titoli sulla storia e il patrimonio artistico di Venezia. La biblioteca è stata curata da Bibliothèques Sans Frontières (BSF), organizzazione umanitaria no-profit, ed è la prima del suo genere a Venezia. Ospiterà fino a 3.000 libri in cinque lingue e sarà allestita con contenuti di alta qualità fruibili da parte dei visitatori.
A sinistra, il grande disegno zoomorfo Mater GB7, a molti colori e foglia oro. A metà tra un museo della scienza e della tecnologia e un’esperienza antropologica. A Venezia, nella sede Generali al terzo piano, le persone, durante un viaggio esperienziale, sono invitate a guardare dentro di sé con esperienze che aumentano la loro autoconsapevolezza e la loro percezione delmondo. È qualcosa di reale, che agisce sui sensi, sulla memoria e fa nascere emozioni positive. Ma è anche un’esperienza che crea un passaggio da “io” a “noi”. Alla fine del percorso il visitatore può incontrare, attraverso un video, un protagonista di The Human Safety Net che condivide i suoi stessi punti di forza.
Visitando The Human Safety Net si ha la possibilità di esplorare le proprie sensibilità e potenzialità e metterle al servizio del miglioramento personale e lavorativo. La scienza del carattere per creare luoghi di apprendimento e lavoro è stata portata a Venezia da Generali grazie a un accordo con il metodo VIA e l’aiuto di esperti della Mayerson Academy, un’organizzazione no- profit con sede a Cincinnati, Ohio (USA).

Il terzo piano, con una superficie di circa 3.000 metri quadrati, ospita la sede di The Human Safety Net, che si dedica all’empowerment delle persone e crede nel potenziale umano e nel diritto di esprimerlo. Parte della sede ospita un’innovativa esposizione aperta a tutti, incentrata sulla consapevolezza personale e sullo sviluppo del potenziale umano e affiancata da spazi per l’interazione, la condivisione e il dialogo: un caffè, ambienti di lavoro per The Human Safety Net e i suoi partner e un auditorium. “A World of Potential” è la mostra ospitata al terzo piano delle Procuratie Vecchie che offre ai visitatori un’esperienza immersiva e interattiva per comprendere e connettersi con il proprio potenziale, esplorando i punti di forza del proprio carattere, e per vedere le migliori qualità nelle altre persone. La mostra è curata da Orna Cohen, co-fondatrice di Dialogue Social Enterprise (DSE), impresa sociale con sede ad Amburgo, in Germania, che dal 1988 promuove l’inclusione sociale delle persone vulnerabili attraverso mostre e laboratori in tutto il mondo.

La ristrutturazione delle Procuratie Vecchie restituisce al suo autentico splendore uno degli edifici simbolici di Venezia e fa parte di un più vasto intervento nell’area Marciana che Generali ha sostenuto con orgoglio e passione. L’impegno e la visione includono anche la partecipazione come Main Partner al complesso lavoro di restauro botanico e valorizzazione dei vicini Giardini Reali, promosso e realizzato da Venice Gardens Foundation sotto la direzione della Presidente Adele Re Rebaudengo.

The Café, gestito da illycaffè, è un luogo aperto dove le persone possono incontrarsi per gustare buon cibo e bevande. È uno spazio accogliente dove residenti, turisti, ONG, volontari e partner possono fare una pausa, rilassarsi e socializzare. Per loro è stata studiata un’offerta ricca e diversificata, per ogni momento della giornata: dalle prime ore del mattino per iniziare con l’aroma dell’unico blend illy 100% Arabica, nelle tostature Classico, Intenso e Forte, e la piccola pasticceria, fino alla pausa pranzo con un’originale proposta di insalate e sfizi salati, per arrivare alla sera con un’ampia proposta di cocktail per l’aperitivo. Nel menù si possono trovare proposte tipiche locali, rivisitate in chiave moderna e con materie prime di alta qualità come i biscotti Buranei e Zaeti, la Focaccia Gourmet con radicchio e baccalà mantecato o ancora la selezione di cicchetti veneziani. The Café ospita anche una biblioteca per ristorare mente e corpo, offrendo spunti di riflessione su questioni come lo sviluppo della prima infanzia, l’inclusione sociale e l’imprenditorialità sociale.

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Christian D'Antonio

Christian D'Antonio

Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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