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Leisure - 10/10/2019

Niccolò Fabi: “In musica è meglio convincere sussurrando che urlando al megafono”

Cerca la necessità di farsi capire da tutti, Niccolò Fabi che domani torna sul mercato con "Tradizione e tradimento". Da dicembre il tour.

Non scrivo musica, non suono e non canto in maniera speciale ma quando entro in una stanza per creare succede qualcosa di magico. Lì mi sento diverso dagli altri”. Niccolò Fabi è molto conscio della sua particolarità nel panorama musicale italiano, ma è anche un artista molto umile e, diciamo, autoponderato e bilanciato per sfociare in egocentrismi da onnipotente. Che talvolta perdoniamo a tutti quelli che ci tengono compagnia da anni con la loro musica. Ma a questo riflessivo e introspettivo cantautore romano tributiamo sempre più approvazione per quello che ha il coraggio, è il caso di dire, di tirar fuori. Il disco che esce domani, “Tradizione e tradimento (in CD, vinile e digitale) arriva a anni e mezzo di distanza da “Una somma di piccole cose”, album che ha segnato un punto fondamentale per la ventennale carriera del cantautore, perché lo aveva visto protagonista unico di composizione e realizzazione.

Niccolò Fabi torna con la scelta di scrivere solo quando si è mossi da una reale ispirazione e necessità. “Mi accorgo – dice alla sua prima conferenza stampa – di scrivere qualcosa di valido se scaturisce da emozione e in momenti di tensione: quando non lo faccio sono uno qualunque. Se canto una canzone qualsiasi sono un tipo molto comune, non mi ritengo speciale a prescindere. Era l’ora di spingere sull’acceleratore e per questo ho iniziato a raccontare la vita che non è finita, ovviamente. Quando ho detto qualche anno fa che volevo fermarmi era perché pensavo di aver dato tutto. E forse di aver visto tutto, ma non è così. Ci sono altre stagioni della vita, altre prospettive che vale la pena raccontare”.

 

Niccolò Fabi durante la conferenza stampa di stamane a Milano. Il cantautore ha detto di aver fatto per la prima volta una conferenza per il lancio di un suo disco. (foto di Christian D’Antonio / The Way Magazine)

 

Anticipato dai brani “Io sono l’altro” “Scotta”, il disco “Tradizione e tradimento”, nato tra Roma e Ibiza, è un viaggio poetico e sonoro composto da 9 canzoni che si muovono sempre sul filo che unisce l’analogico al digitale, il calore acustico e l’elettronica tagliente.

«È un disco sulla ricerca di un equilibrio all’interno di un cambiamento tra la memoria e la prospettiva – racconta Niccolò Fabi – La scelta difficile tra cosa conservare e cosa lasciare andare, come evolversi e trasformarsi rispettando la propria identità. Come trarre forza da ciò che ci è stato consegnato come tradizione e allo stesso tempo avere il coraggio di tradire quel percorso”.

Alla produzione artistica Niccolò Fabi insieme a Roberto Angelini e Pier Cortese, storici amici e compagni di viaggio e di palco, che torneranno con il cantante in tour questo autunno.

Determinante sui 3 brani, Amori con le ali”, “Nel blu” e “A prescindere da me”, la collaborazione, dal suo studio di Ibiza, con Costanza Francavilla, musicista e produttrice romana. Yakamoto Kotsuga, produttore e compositore di colonne sonore, ha invece caratterizzato l’arrangiamento di “Io sono l’altro”.  Completano la squadra che ha collaborato al disco Riccardo Parravicini che lo ha registrato e mixato, e i musicisti Daniele “mr Coffee” Rossi, Fabio Rondanini e Max Dedo. ” Il disco precedente era talmente mio – dice oggi – che era tutto scritto e suonato da me e dai miei pensieri. Un ritiro bucolico lo ha partorito mentre questo è nato dall’esigenza primaria di riuscire a trovare modo per essere intimo perché non riuscirei a essere diverso… ma anche con la necessità di farsi capire da tutti”.

Quindi in maniera naturale, “questo disco è più estroverso anche se la mia non è comunicazione da manifestazione, penso lo si sia capito. Non sono uno che dal vivo grida: su le mani! Ma le cose dette in  un orecchio a volte sconvolgono molto di più di quelle dette da un megafono”.

 

La copertina di “Tradizione e Tradimento” , cd che usa materiali di ricilo, è una foto scattata da Niccolò Fabi in Mozambico. “La fotografia di copertina l’ho fatta io ma non è nata dalla voglia di avere una nuova carriera in un altro campo d’espressione. A maggio ho fatto un viaggio con una ong di cui sono sostenitore, Medici con l’Africa. Si occupano di sette paesi africani portando medici in loco e ricostruendo un sistema sanitario. A me piace dar loro voce, nella maniera meno enfatica possibile ma anche sottolineando la storia di un bel pezzo d’Italia che si impegna in cause simili. In Mozambico dopo il ciclone che si era abbattutto sulla costa siamo andati a fare una passeggiata sulla spiaggia. E con il gruppo che mi seguiva abbiamo iniziato a fare foto al paesaggio. Ma io a un certo punto sono stato attratto dal pavimento, da questi colori forti che generavano contrasto, tra incrostazioni e una balaustra verde. Il dualismo di questa foto ben si adattava all’idea che volevo avesse il disco”.

Da dicembre, Niccolò Fabi farà il suo ritorno live nei teatri italiani. Il concerto vedrà sul palco Niccolò Fabi con Roberto Angelini, Pier Cortese, Alberto Bianco, Daniele “mr coffee” Rossi e Filippo Cornaglia.
Queste le date del tour, prodotto e organizzato da Magellano Concerti e Ovest:
27 novembre – Cascina (PI) – La città del teatro (data zero)
1 dicembre – Ravenna – Teatro Dante Alighieri (Biglietti Esauriti)
2 dicembre – Milano – Teatro Degli Arcimboldi (Biglietti Esauriti)
8 dicembre – Pescara – Teatro Massimo
10 dicembre – Cosenza – Teatro Rendano
12 dicembre – Catania – Teatro Metropolitan
13 dicembre – Palermo – Teatro Golden
19 dicembre – Trento – Auditorium Santa Chiara
20 dicembre – Vicenza – Teatro Comunale (Biglietti Esauriti)
21 dicembre – Vicenza – Teatro Comunale (Biglietti Esauriti)
7 gennaio – Udine – Teatro Nuovo Giovanni da Udine
8 gennaio – Trento – Auditorium Santa Chiara
10 gennaio – Bologna – Teatro EuropAuditorium
11 gennaio – Firenze – Teatro Verdi
12 gennaio – Torino – Teatro Colosseo
13 gennaio – Genova – Teatro Politeama Genovese
19 gennaio – Roma – Auditorium Parco della Musica
20 gennaio – Roma – Auditorium Parco della Musica
21 gennaio – Napoli – Teatro Augusteo
22 gennaio – Bari – Teatro Team
24 gennaio – Ancona – Teatro Le Muse
25 gennaio – Assisi – Teatro Lyrick
29 gennaio – Bergamo – Teatro Creberg
30 gennaio – Parma – Teatro Regio

A ben guardare, sembra una terra e un cielo infuocato: “Non mi interessava il valore artistico ma la dualità dello stacco. Fa parte di un viaggio emotivo che veramente ho fatto, e ha anche un valore simbolico perché secondo me l’artista ha una responsabilità di curare i dettagli. Deve vedere e soffermarsi dove gli altri non vedono”.

Le esperienze all’estero per motivi umanitari l’hanno segnato: “I ragazzini in questi paesi vedono le partite della lega inglese dove ci sono tanti giocatori che vengono dall’Africa e per loro questi calciatori sono molto più dei cantanti. Quando sono andato in Palestina con Roberto Baggio l’effetto che ha avuto sui bambini è stato incredibile”.

Del nuovo disco, dice: “La sfida musicale mia è mettere assieme la lingua italiana anche dal sapore letterario, forte, lucido, dichiarativo e la musicalità che porta al sogno che non mette a fuoco ma sfoca.Questa volta mi è venuta in mente questa visione, Quasimodo incontra gli Sigur Rós, avevo anche ipotizzato un loro fantomatico incontro”.
Questo perché, dice, “la musica elettronica è stata uno stimolo creativo e non un vestito a fine creazione. Ho portato la tradizione acustica sull’elelttronico, come su ‘Amore con le ali’, dove ho iniziato a cantare tutti gli strumenti su una base elettronica, mi rattrista scrivere e poi arrangiare con l’elettronica, io voglio renderla parte dello strumento creativo“. Ci sono altri momenti speciali nel disco: “La canzone ‘Scotta’ dal punto di vista creativo è uno di quei gesti artistici che ogni artista riconosce essere fuori dal comune. Perché è stata scritta in un’oretta e sembra avere una forma già costruita altrove. Mi sono ritrovato con alcune parole e le ho messe al piano in un pomeriggio speciale. Lì in un arpeggio hanno trovato collocazione più forte”.

 

Per Fabi è arrivato anche il momento di far conti con l’età, perché lui stesso si sente cambiato: “L’età di ognuno di noi è un dato importante, le nostre cellule lavorano e ne risentiamo, influenzano i nostri pensieri. Io ho iniziato a scorpire me stesso in maniera approfondita a partire dagli organi.  Non possiamo permetterci di perdere queste considerazioni, l’artista che non racconta la sua età è uno spreco, la stagione che si vive è diversa. Per essere potente e dare altra prospettiva e memoria per chi ti ascolta devi fare i conti con l’età”.

E forse anche per merito del tempo che passa, il cantautore è finalmente pronto a dare una definizione di se stesso: “Sono un seduttore conquistatore, faccio avvicinare le persone a me finché non si convincono a scoprire le cose che stavo sussurrando. Succede che quelle cose diventano potenti e quindi sono stato bravo a non mollare in passato, mi dico ora. Il percorso medio dei cantautori è inverso: se agli altri togli i primi dieci anni di carriera, il pubblico non li riconosce. Io il meglio l’ho dato dopo, forse degli inizi sopravvive una sola canzone che il mio pubblico, immagino, tolleri oggi. Credo proprio che chi mi segue, abbia imparato ad ascoltarmi piano piano”.

Servizio fotografico di Niccolò Fabi: Chiara Mirelli

 

Più di 90 canzoni, 9 dischi di inediti, 2 raccolte ufficiali, 1 progetto sperimentale come produttore, 1 disco di inediti con la super band FabiSilvestriGazzè, 2 Targhe Tenco per “Miglior Disco in Assoluto” (vinte per i suoi ultimi due album) e dopo 20 anni di musica Niccolò Fabi è oggi considerato uno dei più importanti cantautori italiani. La mia vita è profondamente condizionata dalla mia sensibilità – dice presentano il disco nuovo – e quando oggi mi sento smarrito penso che le armi che ho per farmi ascoltare sono le parole e le canzoni. Credo che possano fungere da arginamento della disillusione, da contenimento dell’aggressività, smorzamento del cinismo. Questo è quello che posso fare in quella che sembra una discesa sempre più ripida”.

Il nuovo album verrà raccontato da Niccolò Fabi a partire da domani, venerdì 11 ottobre, nelle principali città italiane. Di seguito gli appuntamenti: 11 ottobre a La Feltrinelli di MILANO (Piazza Piemonte, 2 – ore 18.30), 12 ottobre a La Feltrinelli di TORINO (Piazza C.L.N., 251 – ore 18.30), 13 ottobre a La Feltrinelli di Padova (Via San Francesco, 7 – ore 18.30), 14 ottobre a La Feltrinelli di BOLOGNA (Piazza Ravegnana, 1 – ore 18.00), 15 ottobre a La Feltrinelli di ROMA (Via Appia Nuova 427 – ore 18.00), 16 ottobre a La Feltrinelli di FIRENZE (Piazza della Repubblica, 26 – ore 18.00), 17 ottobre a La Feltrinelli di NAPOLI (Piazza dei Martiri – ore 18.00), 18 ottobre a La Feltrinelli di BARI (Via Melo, 119 – ore 18.30), 19 ottobre a La Feltrinelli di PALERMO (Via Cavour, 133 – ore 17.00) e il 21 ottobre al Mondadori Bookstore di CAGLIARI (Via Roma, 65 – ore 18.00).

 



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