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Leisure

Leisure - 07/01/2019

Paolo Amico, con le penne a sfera fa quadri inimitabili

I soggetti sono sempre diversi e possono essere anche visioni popolari. Ma l'effetto è nico come al PRemio Cairo 2019.

A distanza di 4 anni Paolo Amico, artista giovane che si esprime utilizzando per i suoi lavori su carta solo penne a sfera, è rientrato di nuovo fra i 20 finalisti del “Premio Cairo”. Nel 2018, il protagonista ha detto di voler “giocare meglio la partita più forti e maturi di prima. Comunque vada sarà un successo”, preannunciando infatti la non vincita ma molto clamore che si è generato intorno all’opera esposta che vi proponiamo in foto.

“La macchina fotografica che come un taccuino mi accompagna nella mia ricerca in strada, una volta in studio do il via alla fantasia e alle penne”, dice Amico che per il processo di realizzazione e stesura del colore applica un metodo molto simile a quello dei pastelli. La penna a sfera/ biro consente di modulare l’intensità del segno col variare della passione esercitata. Si procede per strati, dai toni più chiari sino al nero, trame su trame, velature su velature fino a coprire il foglio sottraendogli la luce, la carta bianca è la luce.

“Da questo excursus proseguo la ricerca in strada – spiega Paolo Amico, che ha portato all’ultimo Premio Cairo un lavoro dedicato ai nuovi condomini di Milano – che è una ricerca dedicata alla città, alla notte e al colore della notte; affascinato da questi elementi nascono paesaggi notturni fatti di luci fluorescenti che proiettano su strade e palazzi colori artificiali, dotandoli di una cromia che non gli appartiene. La penna è uno strumento che negli anni ha tanto raccontato attraverso la scrittura, adesso spero racconti tanto col disegno”.

Nato a San Cataldo (paese dell’entroterra siciliano) nel 1987, Paolo Amico ha studiato all’accademia Abardir di San Martino delle scale (PA), occupandosi dapprima di restauro pittorico, ma da subito decide di intraprendere la carriera da artista.
Passa diversi anni a Palermo, tra mostre personali e collettive, nel 2012 vince il “Premio Arte”, da li una grande crescita artista e personale, esponendo a Pietrasanta e Milano.
Nel 2014 intraprende rapporti con la Galleria Zabert (galleria con cui ancora opera e lavora), tra il 2014 e il 2016 arricchisce il suo curriculum con una serie importante di mostre e premi; molti eventi vanno citati, come: la personale “Visioni Torinesi” del 2014 presso la Galleria Zabert, la collettiva “Tentazioni” a cura di Luca Beatrice sempre presso la Galleria Zabert, la partecipazione alla finale del “Premio Cairo” a Milano nel Palazzo della permanente, “I Tesori d’italia” presso la fiera di Expo del 2015, la personale ad Ivrea “Ivrea città industriale”, fino alla mostra collettiva “Segno della memoria” presso il palazzo del parlamento europeo di Bruxelles a cura di Ermanno Tedeschi.
Adesso opera e lavora tra Torino e la Sicilia.Ha già vinto dei riconoscimenti come  il
“Premio Arte 2012”, a giugno del 2018 ha portato a casa il “Meneghetti International ArtPrize” voluto dalla Fondazione Antonio Meneghetti ed è stato finalista del “Premio Cairo 2014”.

In apertura:

Paolo Amico – La città che sale 2.0, penne a sfera su carta, 200×150 cm, 2018



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