23 Aprile 2022

Pedro Cabrita Reis: un “Field” di macerie nella chiesa sconsacrata di Venezia

L'arte del portoghese con la curatela di Michael Short alla Chiesa di San Fantin, fino al 30 settembre 2022.

23 Aprile 2022

Pedro Cabrita Reis: un “Field” di macerie nella chiesa sconsacrata di Venezia

L'arte del portoghese con la curatela di Michael Short alla Chiesa di San Fantin, fino al 30 settembre 2022.

23 Aprile 2022

Pedro Cabrita Reis: un “Field” di macerie nella chiesa sconsacrata di Venezia

L'arte del portoghese con la curatela di Michael Short alla Chiesa di San Fantin, fino al 30 settembre 2022.

Nato con la pittura e recentemente passato alle installazioni in tre dimensioni, Pedro Cabrita Reis ha creato uno dei momenti più forti e commoventi dell’apertura della Biennale di Venezia d’arte 2022.

Cabrita, nato nel 1956 a Lisbona, Portogallo, è uno degli artisti più illustri e importanti del nostro tempo. Presenta Field, una scultura di grandi dimensioni all’interno della Chiesa di San Fantin, Venezia, durante la 59. Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia. La chiesa, nei pressi del teatro La Fenice, è stata oggetto di restauro e forse la sua sagrestia diventerà sede dell’archivio dei manoscritti del famoso teatro. In ogni caso la suggestiva installazione dell’artista portoghese è una valida ragione per passare a visitare questo luogo di grande impatto e sconosciuto ai più del centro storico di Venezia.
Il luogo dove insiste Field domina il vasto interno della chiesa, estendendosi sopra e attraverso l’area centrale della navata. La sua ampia e varia topografia fonda e sostiene lo spazio del pavimento, rafforzando la percezione dei volumi soprastanti. La scultura è una forma di bassorilievo, costituita da una griglia indeterminata di piattaforme in acciaio che evocano le passerelle utilizzate quando si verificano condizioni d’acqua alta in città. Entro i suoi confini, una moltitudine di tubi luminosi a LED uniformi brucia costantemente su queste piattaforme, sotto l’occlusione di detriti che sembrano essere piovuti dall’alto. Il caos sovrapposto del campo detritico contrasta fortemente con la regolarità delle luci che formano la griglia sottostante.

Attraverso l’uso da parte di Cabrita della materialità vernacolare (illuminazione industriale, frammenti di demolizione) che evocano mitologie concettuali arcaiche (come sopra, così sotto; luce contro oscurità), Field occupa uno spazio intermedio letterale, oltre che figurativo, creando uno stato di cose per lo spettatore per risolvere le tensioni fisiche, concettuali e spirituali. Presentato durante le minacce attualmente in corso all’umanità su questo pianeta (pandemia, cambiamento climatico, divisioni politiche, tecno-feudalesimo), Field invita all’impegno e alla consapevolezza in un ambiente fisico che offre agli spettatori l’opportunità di impegnare la propria immaginazione. Si coglie anche la manifestazione delle possibilità future alternative e potenzialità che possono essere personalmente arricchenti e reciprocamente gratificanti.

Per info su visite: Pedro Carbita Reis a Venezia 2022.

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