7 Giugno 2024

Piero Pelù, ancora fuoco in musica

Il no alla guerra, la riedizione di "Il mio nome è mai più", sempre attuale. L'impegno con Emergency e le frecciate a Meloni e al Papa dal palco della Santeria di Milano.

7 Giugno 2024

Piero Pelù, ancora fuoco in musica

Il no alla guerra, la riedizione di "Il mio nome è mai più", sempre attuale. L'impegno con Emergency e le frecciate a Meloni e al Papa dal palco della Santeria di Milano.

7 Giugno 2024

Piero Pelù, ancora fuoco in musica

Il no alla guerra, la riedizione di "Il mio nome è mai più", sempre attuale. L'impegno con Emergency e le frecciate a Meloni e al Papa dal palco della Santeria di Milano.

Come nelle migliori storie del rock, al momento buio segue un rinascimento inaspettato. Piero Pelù, storico fondatore dei Litfiba da anni in carriera solista, si ripresenta al suo pubblico in piena forma dopo mesi di difficoltà personali. E lo fa con un album, “Deserti”, in uscita oggi e un bel concerto-anteprima, alla Santeria di Milano, in “forma professionale” con tanto di cuffie blu giganti di tipologia antirumore, che rimandano alla disavventura dell’anno scorso. Il cantante toscano ha subito un infortunio in studio di registrazione, uno shock acustico, e nonostante gli strascichi si è concesso con la solita verve al suo pubblico per la prima uscita promozionale.

Il “Mick Jagger di Firenze” si è esibito con una tipica formazione rock (basso, batteria, chitarra elettrica e voce), qualche supporto in base qua e là ma poca roba, per lo più su alcuni brani nuovi. Per il resto è stato un classico concerto rock di quelli che potevano aver luogo nei palchi milanesi negli anni ’90, più professionale a dire il vero di quelli che avevano luogo in quegli anni, tutto estremamente corretto e ordinato, però vabbè il sound quanto meno è un bel tuffo nel passato e anche grande coerenza con quella che è la sua storia e quello che si aspetta il suo pubblico. 

Live nudo e crudo. E rock all’italiana.

Fotoservizio di Stefano Iuso per The Way Magazine, Santeria – Milano, giugno 2024.

In evidenza alla prima data live del ciclo di lancio di “Deserti”, il bassista Max Gelsi con un bel classico Fender precision che suda classic rock dal manico chiaro in acero, quasi sempre bello distorto e aggressivo: tanta sostanza e tanto sostegno. Il batterista ha sfruttato al meglio le lande rock che aveva a disposizione, mentre Amudi Safa alla chitarra Les Paul ha contenuto gli assoli ma è stato acclamatissimo. Il tutto a servizio del sound classico del rock alla Pelù, molto coerente.

Con Piero Pelù sul palco, il chitarrista Amudi Safa, il bassista Max Gelsi e il batterista Luca Martelli.

Al pubblico divertito, in accordo con gli anni che passano, e molto variegato, Pelù ha ricordato anche la diatriba con la presidente del Consiglio in carica, Giorgia Meloni, che l’ha menzionato per una maglietta sfoggiata con l’effige della premier. Promozione del disco, dice lei. Lui: “Quella foto era del 25 aprile, e aveva una frase: ‘Sono antifascista’”. Tempismo ottimo per dedicarle un brano.

E il rocker fiorentino ne ha avuto anche per la recente polemica su Papa Francesco: “Vi vedo tutti peccatori, peccatrici, lesbiche, gay. Il Vaticano si è svuotato da quando il Papa ha detto via i froci”. E ha fatto inginocchiare tutta la platea. Compreso un signore abbastanza anziano che inizialmente non voleva inginocchiarsi, ma Piero ha fermato il concerto al grido di “finché non vi inginocchiate tutti non andiamo avanti, anche tu, ti vedo con gli occhialini e i capelli grigi”.

Anche classici del repertorio in scaletta allo showcase di Piero Pelù a Milano, che si è chiuso con l’anteprima del brano “Deserti”, uscito oggi.

DESERTI”, il nuovo album di PIERO PELU’ disponibile da venerdì 7 giugno, in tutti gli store digitali e nei negozi su etichetta Epic Records/Sony Music Italy. L’album è disponibile in digitale e in formato fisico: CD, vinile blu trasparente e vinile nero 180 gr.
Su Amazon sono inoltre disponibili in esclusiva la versione CD e la versione LP trasparente autografati. Per info: https://epic.lnk.to/DesertiIA. Sullo store del sito ufficiale di Piero si potrà, inoltre, acquistare la musicassetta in versione limitata e numerata.

“DESERTI” è un vero concept album e si inserisce, come secondo capitolo, nella TRILOGIA DEL DISAGIO iniziata nel 2020 con la pubblicazione del disco “Pugili fragili”.

Il cantante lo racconta così: “Il tempo del riposo a cui gli acufeni mi hanno obbligato lo scorso anno mi ha dato modo di fermarmi e riflettere, guardarmi dentro e guardare tutto quello che mi circonda. Ho viaggiato, ho letto, ho scritto, mi sono confrontato con altri artisti. Quello che ho capito è quello che ho cercato di raccontare in questo album. I deserti che attraverserete con me ascoltando questo disco sono deserti e desertificazioni a cui ci stiamo purtroppo assuefacendo senza riuscire a reagire come dovremmo”

Sono 12 le tracce che compongono il nuovo album, compresa una versione unplugged dell’ormai leggendario manifesto del pacifismo “Il mio nome è mai più”, brano che Pelù ha voluto ripubblicare in occasione dei 25 anni dalla sua uscita. Era, infatti, il 17 giugno 1999 quando Piero Pelù, Luciano Ligabue e Lorenzo Jovanotti scrissero il brano i cui proventi commerciali andarono a sostenere le attività di Emergency, in particolare i progetti umanitari in Afghanistan (ospedale che ancora oggi è in attività), Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.

“Il mio impegno su questi temi è chiaro fin dal 1982 quando pubblicai “Guerra”, il mio primo album. Se volessi oggi potrei pubblicare un disco intero raccogliendo tutte le canzoni che ho scritto sul tema della guerra e il valore della pace”.

Piero Pelù, sempre in prima linea per sostenere battaglie sociali, politiche e ambientali, anche per questo nuovo viaggio ha scelto di sostenere EMERGENCY, l’associazione fondata da Gino Strada e Teresa Sarti con cui già in passato aveva portato avanti diverse iniziative oltre al “Il mio nome è mai più”.

Report a cura di Stefano Iuso

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