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Leisure - 23/12/2019

“Pinocchio Reloaded”, a teatro il musical che stravolge la storia con Giancarlo Capito

L'attore che è anche co-regista dello spettacolo, dice: "Quando si rigenera il significato, c'è sempre spazio per la sperimentazione".

Da protagonsita sul palcoscenico è arrivato ad affiancare regista e produttore nel suo ultimo spettacolo. Per Pinocchio Reloaded, Giancarlo Capito (di cui avete già letto su The Way Magazine qui) non solo veste i panni di Geppetto per due volte (e poi capirete anche perché). L’attore e cantante è responsabile anche di scelte autoriali per questa favola rock in musical, che include anche dei cantati rap, che sta già stravolgendo il modo in cui si percepisce la commedia musicale in Italia. Uno spettacolo corale, diverso, contemporaneo che merita di essere approfondito. “Pinocchio Reloaded stravolge la storia per darne un nuovo significato. Credo sia questo il vero senso di sperimentare”, dice Capito.
Giancarlo come sei arrivato a questo traguardo?
Sono sulla scena da 15 anni e sono oramai al decimo musical, considerando solo le produzioni principali. La differenza sta sicuramente nella consapevolezza. Quando ho interpretato il primo musical vale a dire Fame nel 2005 ero un giovane performer appena uscito dall’accademia che sperava di poter fare questo lavoro per tutta la vita. Non sapevo come sarebbe andata. Poteva essere il mio primo ed ultimo show. Invece il sogno è continuato ed ora mi approccio con maggiore maturità ad ogni nuovo personaggio che incontro nel mio cammino.
Che differenza c’è tra quello che hai fatto in passato e “Pinocchio Reloaded”?
Per questo show ho avuto la fortuna di affiancare Maurizio Colombi che è il regista ed autore insieme al produttore di Showbees Gianmario Longoni, come suo aiuto ed assistente. È stupendo vedere come uno show nuovo e inedito possa prendere forma. Abbiamo cominciato con la scelta del cast e quindi tutta la trafila delle audizioni dove abbiamo visionato oltre 400 persone. Una volta formato il cast si è cominciato a lavorare sullo studio dei volti, le musiche, le scene i costumi. Un lavoro che nonostante lo show sia già in scena è in continua evoluzione.
Che rapporto di lavoro hai con Colombi, che ha già lavorato alla versione italiana di “We Will Rock You” e “Rapunzel”?
Maurizio ama chiamare questo show un “open file” poiché ogni giorno ci accorgiamo di cose che funzionano e cose che andrebbero migliorate e pertanto vengono cambiate. È stato molto impegnativo poiché la doppia veste (assistente alla regia e performer) mi porta ad avere il doppio delle responsabilità e mi costringe ad avere un livello di attenzione e concentrazione sempre altissimo. E poi, per questo spettacolo in particolare, chi si aspetta di vedere la classica favola su Pinocchio si sbaglia.
Che effetto ha avuto all’inizio sul pubblico il vostro racconto?
Inizialmente il pubblico è rimasto stranito. Ma una volta capito lo show è stato molto apprezzato. Basti pensare che nell’ultima settimana abbiamo quadruplicato le vendite al botteghino. Lo show è accompagnato musicalmente dalle splendide canzoni del concept album di Edoardo Bennato “Burattino senza fili”. Ma vista l’ambientazione si è cercato di dare una chiave di lettura diversa e moderna. I pezzi sono stati rifatti in chiave Rap Trap e molto più rock. Il direttore musicale Davide Magnabosco insieme ai suoi collaboratori Alex Procacci, Paolo Barillari ed Alberto Schirò hanno fatto secondo me un lavoro eccezionale. Inoltre ci siamo rivolti per alcuni arrangiamenti ai Producer Rise e Mastermind che hanno dato un tocco di modernità in più.
Cosa rende Pinocchio Reloaded unico, secondo te?
Lo stravolgimento dei personaggi in primis e le musiche in seconda istanza. Un musical con pezzi rap in Italia non si è mai visto e soprattutto vedere una storia nota come quella di Pinocchio radicalmente modificata può lasciare di stucco. Inoltre nello show sono presenti degli inserti di meta-teatro in cui gli attori commentano l’evolversi della storia non più da personaggio ma da attore stesso. Diciamo che il pubblico deve guardare lo show con occhio attento.
Che cosa dovrebbe diffondere la cultura dei musical a tuo parere? Disimpegno, bellezza, eleganza, pensieri alternativi?
Deve diffondere tutto questo. Uno show come Pinocchio fa riflettere. Altri fanno passare dei semplici momenti spensierati altri ancora commuovono. Il teatro è sempre stato sin dall’antichità veicolo di messaggi sociali e  di critica.
Tu cosa cerchi quando scegli uno spettacolo da spettatore?
Dipende dal mio stato d’animo. Ma principalemte cerco qualcosa di non ovvio che mi prenda e mi appassioni qualunque sia il  suo messaggio.

Pinocchio Reloaded. Favola di un burattino senza fili. Un musical rivoluzionario con la forza dirompente del primo amore. Dai creatori di Peter Pan Il Musical, produzione originale italiana firmata Show Bees da oltre un milione di un milione di biglietti venduti e vincitore del Premio Gassman e Biglietto d’Oro Agis 2016/2017 e 2017/2018. La regia intuitiva e avveniristica porta il nome di Maurizio Colombi, già autore di grandi successi come We will rock you, Rapunzel – Il Musical e La regina di ghiaccio e ideatore con Peter Pan della prima opera musicale tratta da un concept-album.

 

Come ti senti in questo Geppetto attualizzato? Sei curioso di vedere il Geppetto di Benigni? 
Mi sento molto bene. Il mio Geppetto (o meglio Jp) è un papà che cerca di essere poco papà. È più un eterno adolescente e sicuramente sarà molto diverso dal classico Geppetto narrato nella storia di Matteo Garrone al cinema. Ma non vedo l’ora di andarlo a vedere.
Ti è mai capitato di fare paragoni con musical che hai interpretato?
Beh, sì Anche se i paragoni riguardano più che altro i diversi modi di lavorare dei registi e delle produzioni che investono nello show.
Chi sono i tuoi eroi sulla scena? 
I miei eroi sono colleghi che stimo molto e con cui ho avuto la fortuna di lavorare. Sicuramente chi sogna di fare questo mestiere ha avuto un unico grande punto di riferimento: Manuel Frattini. C’è ancora un grande dispiacere per la sua recente scomparsa, sarà dura da accettare. Chissà quanto altro avrebbe potuto regalarci. Ma probabilmente ha scelto di calare il suo sipario lasciando il ricordo di un eterno Peter Pan.
E chi sono i tuoi riferimenti in quanto presentatore, visto che hai anche questa qualità?
Guarda in realtà non ho dei riferimenti veri e propri, ho solo scoperto di essere capace a farlo prendendo un microfono in mano. Sicuramente nello stile di presentatore, anche se non è propriamente il suo, mi piace molto Fiorello. Ma credo che Paolo Bonolis in assoluto sia il più bravo in questo momento.

Il premio ricevuto da Giancarlo Capito come miglior direttore artistico del tour operator Nicolaus.

Raccontaci del premio che ti è stato assegnato di recente…
Lavoro ormai da 5 anni come art director per resort e villaggi turistici e negli ultimi 2 ho avuto la fortuna di entrare a far parte di un brand in forte espansione dal punto di vista turistico che è il tour operator Nicolaus di Ostuni che lo scorso anno ha acquistato il marchio Valtur. Con mia grande sorpresa dopo la prima di Pinocchio il responsabile della divisione villaggi Nicolaus Valtur, Donato Calella, mi ha premiato come miglior direttore artistico del gruppo che nel complesso ha 40 villaggi tra Italia ed estero. È stato per me un grande orgoglio perché ho investito tanto negli ultimi anni in questa attività e ciò mi ripaga di tanti sacrifici.
Come credi sia cambiata la fruizione del teatro negli ultimi anni?
Io credo che la fruizione sia cambiata solamente nei numeri. Purtroppo c’è tanta offerta ma poca disponibilità economica. Recentemente ho parlato della possibilità di incentivi anche statali per andare a teatro oppure della possibilità di biglietti popolari in base alle fasce economiche. Sarebbe bello se i teatri fossero sempre sold out. D’altronde la cultura è l’unica droga che crea indipendenza.
Le repliche, dopo la partenza di Milano: Genova dal 16 gennaio 2020, Firenze dal 23, Parma dal 1 febbraio, poi Trieste, Torino, Napoli, Montecatini, Bologna.


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