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Leisure

Leisure - 06/12/2018

Pjero: “La mia semplicità è la forza della mia musica”

Il giovane artista di Avellino si è fatto notare alle home visit di X Factor 2018. In attesa della finale del talent di Sky vi facciamo scoprire cosa c’è dietro il percorso di un aspirante concorrente.

Nella semplicità c’è vita, c’è l’essenza delle cose. Ce lo dice lui, Pjero, nome vero Pierfrancesco Criscitiello, ragazzo avellinese di 23 anni che con la voce e la chitarra ha lasciato un segno nelle tante manovre di avvicinamento al talent show X Factor. Per l’edizione del 2018 Pjero è stato chiamato alle Home Visit, era nella squadra “Under Uomini” con Mara Maionchi ma alla fine non è entrato nel programma. Eppure, le sue cover di Ed Sheeran e la sua canzone inedita in italiano rivelano un approccio alla musica singolare e una voce che si lascia ricordare piacevolmente. Lo abbiamo incontrato alla manifestazione della AFI, Associazione Fonografici italiani, durante la Milano Music Week dello scorso novembre. Si è particolarmente distinto per una cover di Purple Rain di Prince affrontata da consumato performer.

Quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Ho iniziato tardi a fare musica, a 19 anni, 4 anni fa e la chitarra è arrivata in un secondo momento quando ho sentito di dover toccare la musica con mano, volevo arrivare allo step successivo, non mi bastava più cantare solo le canzoni. Con lo strumento entro appieno nella gestione delle emozioni.

Quindi dal nulla hai imparato lo strumento?

È stata una scintilla, un big bang, è esploso un mondo che era in attesa di uscire, era sotto di me. Ho iniziato come spesso accade per tanti ragazzi, facendo cover di successi stranieri.

Hai un repertorio che comprende anche canzoni in italiano. All’interno del programma ci sono state delle obiezioni?

Non ci siamo confrontati sulla lingua, ho cantato sempre in inglese a X Factor. Da quando sono bimbo ho il mito dell’Inghilterra, a volte mi scambiano per un turista quando cammino, per i capelli biondi. La musica rende in maniera diversa se accompagnata da testi in inglese, è una cosa strana, sono nato e cresciuto in Italia, sono stato a Londra per visitare la città, ma l’inglese è la mia lingua professionale.

Ora che sta per essere archiviata questa stagione di X Factor, cosa farai?

C’è un progetto di inediti con un album in costruzione che sarà in inglese, ma includeremo una canzone in italiano credo. Perché sento mia anche questa dimensione.

Mara Maionchi ti ha dato consigli?

C’è stato un momento nell’ultima fase di selezione dove abbiamo avuto modo di stare a cena con lei, è una persona che si interessa molto ai giovani e al futuro della musica. Ha provato a incanalare noi ragazzi in una certa direzione, per me è stato illuminante. Non mi va di dire cosa ci ha detto, lo voglio tenere per me, ma sono rimasto molto colpito.

Che ricordo hai di questa breve avventura?

L’atmosfera del programma è un ambiente amichevole, le giornate sono impegnative, interviste, riprese, fotografie, prove. Posso dire che tutti ci hanno davvero sostenuto, a partire da uno staff giovane che ci sa fare, ti fan percepire che c’è un lavoro enorme dietro lo spettacolo ma non la fatica.

Se dovessi riassumere la tua carriera finora, cosa diresti?

Le mie canzoni sono ancora scritte e nascoste a casa, ho iniziato a fare cover e poi ci ho preso la mano e la scrittura è diventata una necessità. Fino ad arrivare a pensare di avere una carriera. Sono stato ospite di eventi in piazza, serate nei pub, qualche escursione a Verona, concerti in Campania.

Pensi mai a cosa sarebbe stato se…?

Adesso capisco quanto sia importante anche ricevere di ‘no’, perché possono essere la costruzione di qualcosa. E da qui voglio ripartire, perché X Factor non mi ha preso nel meccanismo, ma mi ha fatto notare e adesso a credere nella mia musica non solo più da solo. Ho provato a mandare il pezzo a Sanremo Giovani, una candidatura che non è stata accettata. Adesso mi dedicherò al mio album che sto preparando con la S&M Production.

Da che ambiente arrivi?

Non ho famiglia di artisti, i miei genitori non mi hanno spronato, come tutti quelli che ti hanno a cuore ovviamente incitano a studiare e non vorrebbero distrazioni. Io sono iscritto a ingegneria informatica in questo momento. La musica per vivere la sento, se ci metto l’anima magari riesco pure a far capire alla mia famiglia che è questa la mia strada.

Cosa fai nel tempo libero?

Mi piace l’arte, disegnare, la grafica, mi piace lo sport. Ho gli hobby di un ragazzo normale. E appena posso, compongo.

 

Per contattare l’etichetta di Pjero qui.

Fotoservizio di Christian D’Antonio per The Way Magazine.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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