15 Maggio 2017

Arnaldo Pomodoro sbarca all’Università Milano Bicocca

"L'ideale per me è ambientare le mie sculture tra la gente, le case, il verde, le vie di tutti i giorni" dice il grande artista. Ecco l'opera tra gli studenti.

15 Maggio 2017

Arnaldo Pomodoro sbarca all’Università Milano Bicocca

"L'ideale per me è ambientare le mie sculture tra la gente, le case, il verde, le vie di tutti i giorni" dice il grande artista. Ecco l'opera tra gli studenti.

15 Maggio 2017

Arnaldo Pomodoro sbarca all’Università Milano Bicocca

"L'ideale per me è ambientare le mie sculture tra la gente, le case, il verde, le vie di tutti i giorni" dice il grande artista. Ecco l'opera tra gli studenti.

The Pietrarubbia Group di Arnaldo Pomodoro è stata inaugurata stamattina presso l‘Università degli Studi Milano Bicocca; l’opera nata nel 1975 e completata nel 2015 è formata da 6 elementi ispirati al borgo di Pietrarubbia, simbolo del legame che l’autore ha con le Marche, sua terra di origine.

Dopo aver girato il mondo, l’opera arriva nel cortile dell’Università Milano Bicocca per simboleggiare, secondo le parole del rettore Cristina Messa, quanto università, cultura e arte siano strettamente connesse tra loro.

L’architettura di Pomodoro è un lavoro di grande bellezza e intensità artistica che entra in armonia con il luogo in cui viene posto; è un’opera che chiede di essere abitata, vissuta e che vuole entrare in contatto con i suoi destinatari.

Insieme alle opere La Sequenza (Fausto Melotti), I Sette Palazzi Celesti (Anselm Kiefer), Efimero (OSGEMEOS) presso Pirelli Hangar Bicocca; l’archivio storico Pirelli, Torre di raffreddamento, Chained (Edoardo Tresoldi e Gonzalo Borondo), Scogliere (Giuseppe Spagnulo) e la Deutsche Bank Collection l’opera si inserisce all’interno dell’iniziativa Boulevard dell’Innovazione che da poco più di vent’anni mira a una riconversione architettonica e funzionale del quartiere Bicocca a cura di Gregotti Associati International.

L’artista Arnaldo Pomodoro dice: “L’ideale per me è ambientare le mie sculture tra la gente, le case, il verde, le vie di tutti i giorni. L’opera diviene come una creatura vivente, che muta nel volgere della luce e delle ombre, ma anche nell’incontro con le persone, creando un inconsueto dialogo che lega opera e fruitore. L’opera diviene così patrimonio di tutti e acquista una valenza testimoniale del proprio tempo: riesce a improntare di sé un contesto e lo arricchisce di ulteriori stratificazioni di memoria”

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