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Leisure

Leisure - 30/03/2020

“My name is Francesca” 3 artiste in 5 stanze tematiche virtuali

La mostra online con i lavori di Francesca Fini, Francesca Leoni, Francesca Lolli a cura di Francesca Interlenghi.

Tre video artiste italiane contemporanee, Francesca Fini, Francesca Leoni e Francesca Lolli fanno parte di una mostra virtuale avvincente, “My Name is Francesca”, specchio dei tempi che stiamo vivendo. Il titolo gioca ironicamente proprio sul concetto di nomen omen, ovvero sul tentativo surrealistico di suggerire un legame fatale tra il nome e la damnatio artistica delle tre protagoniste.

All’indirizzo mynameisfrancesca.com ci sono 5 stanze tematiche (Femmineo – Identità – Archetipi – Grande Ma-dre – Inediti) popolate e animate da video-installazioni, testi, suoni ed azioni performative in live streaming.

Perché proprio la performance art e la video arte? Si può trovare una connessione ideale tra una generazione, quella ampia che negli anni ’70 e ’80 ha chiamato le figlie Francesca, e la diffusione capillare, soprattutto tra le donne artiste, delle arti time-based, ovvero quelle forme espressive che utilizzano e manipolano il tempo, a differenza di quelle senza tempo come scultura e pittura.

My name is Francesca è un progetto artistico dedicato al lavoro delle tre performer e filmmaker italiane lanciato dalla curatrice e performing artist Francesca Interlenghi (il nome torna…). Nasceva in un primo tempo come articolata proposta di mostra fisica per spazi tradizionali. Oggi siamo qui ad annunciare il suo improvviso debutto in rete, come risposta attiva alla crisi del contatto e del contagio che tutti stiamo vivendo sulla nostra pelle a causa dell’emergenza Coronavirus SARS-CoV-2.

My name is Francesca, nella sua estemporanea e inedita versione on-line, si propone come progetto aperto, dinamico e partecipato, che si arricchirà fino a metà aprile giorno per giorno di interventi, suggestioni e interazioni, attraverso questa strana ed epocale quarantena italiana.

LE ARTISTEFrancesca Fini è un’artista che si confronta con il cinema sperimentale, l’animazione digitale, l’installazione e la performance art. I suoi progetti affrontano spesso questioni legate al rapporto tra spazio pubblico e privato, tra spettacolo e spettatore. Le linee narrative di Francesca Fini sono incentrate su uomini e donne che sembrano vivere all’interno di un luogo metafisico posto tra realtà e fantasia, come in una visione onirica. Le immagini in movimento di Francesca Fini sono ordigni conturbanti, turbano evocando passioni ed emozioni, mettono in scena un corpo amplificato dalla tecnologia che mantiene intatta la propria natura.

Francesca Leoni, laureata in “Communication Studies” alla University of North Carolina di Wilmington, inizia durante il periodo del College la sua attività in ambito teatrale dopo di che, al rientro in Italia, il suo interesse si sposta verso la performance e le pratiche cinematografiche. Studia prima con Marco Bellocchio e, in seguito, alla Rutger Hauer Film Factory. Dal 2011 inizia un’attività di video performance con il compagno Davide Mastrangelo con una particolare ricerca sulle relazioni. Allo stesso tempo, porta avanti, singolarmente, un lavoro incentrato sull’identità in quanto fusione tra corpo sociale e corpo personale.

Francesca Lolli concentra la sua indagine sulle diversità di genere e le questioni socio-politiche. Attraverso il corpo e il video cerca di farsi veicolo di emozioni, cerca di sublimare la sua visione della vita e del mondo che la circonda e molto spesso possiede. L’obiettivo principale della sua ricerca è quello di ricevere ed elaborare il ‘qui e ora’, di parlare del presente e di poterlo trasporre in una dimensione universale. Spiega l’artista: “Vorrei che il mio corpo tramite il video fosse un mezzo pulsante e ricettivo dei mali (e beni) dell’epoca nella quale mi è dato vivere”.

 

LE STANZE TEMATICHE – Il progetto si sviluppa attraverso cinque stanze tematiche virtuali, popolate e animate da video-installazioni, testi, suoni, applicazioni in Realtà Aumentata ed azioni performative in live streaming. 

​Per apprezzare l’installazione virtuale, bisogna seguire la guida-colore, insieme alla curatrice della mostra Francesca Interlenghi, che accompagna lungo un ricchissimo percorso tematico.

3 donne. 3 storie di resilienza. 3 approcci vitalistici all’arte. Un’unione di intenti che vuole mettere in crisi l’oggettività di questo momento di crisi spostando l’attenzione dal luogo di cultura chiuso “per emergenza epidemiologica da COVID-19”, recita il decreto ministeriale, al luogo di cultura aperto alla proiezione e al senso dell’amplificazione. Una messa in questione dei fatti nell’epocale quarantena italiana.

La curatela del progetto è una garanzia: Francesca Interlenghi, autrice, curatrice indipendente e docente di Storia del Costume e della Moda è da sempre interessata alla contaminazione dei linguaggi espressivi e qui si trovano linguaggi caratterizzati da una forte originalità individuale, da una ricerca personale febbrile.

Per tutto il tempo della durata della mostra lo spettatore avrà libero accesso alla galleria e potrà immergersi in un percorso variegato e articolato che si presenterà come un dialogo serratissimo tra le diverse tematiche care alle artiste: il delicato equilibrio tra pubblico e privato, tra uomo e donna, tra eterno ed effimero (Francesca Leoni), il conflitto di genere e la questione politica dell’arte (Francesca Lolli), la tecnologia come arma femminile, la distorsione della bellezza e il cyborg (Francesca Fini).

 

LE ARTISTE

Al dì là della situazione contingente, accomunate dall’interesse a sviluppare le proprie ricerche reinventando ogni volta mezzi e modalità d’uso del video, Francesca Fini, Francesca Leoni e Francesca Lolli producono originali declinazioni che ci fanno percepire questo mezzo come una delle più vitali e innovative forme dell’arte contemporanea.

Francesca Lolli, still dal video “Don’t Call Me Baby”.

Francesca Lolli è nata a Perugia, ma si trasferisce a Milano nel 1998 dopo un breve periodo di studi in filosofia nella città natale. Si diploma alla scuola di Teatro Arsenale come attrice e poco dopo si laurea in scenografia all’ Accademia di Belle Arti di Brera. Durante gli anni dell’accademia lavora come attrice nella compagnia del Teatro Arsenale e partecipa a numerosi spettacoli (Il gioco dell’epidemia di E. Ionesco, Il berretto a sonagli di L. Pirandello, Pulp di C. Bukowsky, La chiesa di L. F. Celine, ecc…). 

Per la tesi decide di girare un documentario su un famoso fotografo newyorkese: Andres Serrano. Dal quel momento decide di cambiare la sua vita e di dedicarsi completamente alla video arte, alla performance e alla regia. La sua ricerca si concentra sulle diversità di genere e le questioni socio-politiche. I suoi lavori sono stati proiettati in numerosi festival nazionali ed internazionali.

Sito web Francesca Lolli

Francesca Leoni. video still di “Ego-crazia”.

Francesca Leoni è nata in Italia ma è cresciuta in Brasile. Dopo il liceo si è trasferita negli Stati Uniti dove si è laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università della Carolina del Nord a Wilmington. Durante il college ha iniziato i suoi primi studi di teatro e performance, prendendo parte a produzioni teatrali e cortometraggi.

Tornata in Italia, ha iniziato a lavorare con produzioni video e ha continuato a studiare teatro e performance. In particolare ha studiato cinema con il regista italiano Marco Bellocchio e si è diplomata al Teatro de Los Sentidos con il gruppo internazionale guidato da Enrique Vargas. Mettere insieme video e performance è sempre stato il suo obiettivo, ecco perché ha creato con Davide Mastrangelo il progetto di performance video Leoni&Mastrangelo, con cui co-dirige il Festival di new media Ibrida a Forlì.

Sito web Ibrida Festival

Francesca Fini “Self Defense”.

Francesca Fini è un’artista interdisciplinare che da anni si muove in quel territorio di confine dove le arti si ibridano, cercando di distillarne la sua sintesi personale proprio nel linguaggio performativo e videoperformativo contemporaneo. Ha la sua base in Italia, ma espone, ricerca e lavora in tutto il mondo. Negli anni ha presentato il suo lavoro al Museo MACRO e MAXXI di Roma, al Guggenheim di Bilbao, al Schusev State Museum of Architecture di Mosca, alle Tese dell’Arsenale di Venezia, al Georgia Institute of Technology, a Tokyo per il Japan Media Arts Festival e molti altri. 

A Venezia ha preso parte alla prima Venice International Performance Art Week, nei suggestivi spazi di Palazzo Bembo. Nel 2014 e nel 2016 è stata selezionata da Bob Wilson per partecipare alla residenza artistica presso il Watermill Center di New York, e successivamente invitata alla Triennale di Milano per un evento del Watermill presso l’Illy Art Lab. 

Nel 2016 ha ultimato il film sperimentale Ofelia non annega, inserito da Adriano Aprà tra i migliori film italiani degli ultimi 20 anni. La Treccani cita Francesca Fini alla voce cyber-performance, tra artisti più significativi di questo linguaggio in Italia.

Sito web Francesca Fini

Per tutto il tempo della durata della mostra lo spettatore avrà libero accesso alla galleria e potrà im-mergersi in un percorso variegato e articolato che si presenterà come un dialogo serratissimo tra le diverse tematiche care alle artiste: il delicato equilibrio tra pubblico e privato, tra uomo e donna, tra eterno ed effimero (Francesca Leoni), il conflitto di genere e la questione politica dell’arte (France-sca Lolli), la tecnologia come arma femminile, la distorsione della bellezza e il cyborg (Francesca Fini).

 

MY NAME IS FRANCESCA www.mynameisfrancesca.com

A Virtual Exhibition | 16 marzo – 16 aprile 2020 Francesca Fini – Francesca Leoni – Francesca Lolli a cura di Francesca Interlenghi



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