Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 02/01/2018

Questo tango unisce il mondo a Buenos Aires

La nostra Marianna Nobile racconta il viaggio in Argentina sulle tracce del mito della danza che richiama ballerini nelle famose milonghe.

Buenos Aires per me vuol dire soprattutto TANGO ma è una città che va scoperta, che ha mille sfaccettature, tante storie che attendono di essere raccontate. È un luogo molto vivace, che manifesta con forza le sue passioni: dall’arte alla politica, dalla storia del passato che non deve essere dimenticata ai temi dell’attualità, al desiderio di innovazione senza dimenticare le tradizioni.

tango

È una città con grandi differenze economiche tra i vari quartieri, con vetrine che trasudano di empanadas y medialunas a tutte le ore del giorno e della notte e con quel filo rosso rappresentato dal Tango che lega San Telmo a Palermo, alla Ricoleta, a Belgrano, alla Boca.

Il tango qui si “percepisce”. È anche un’emozione che accompagna il ballerino che desidera scoprirne le sfumature e sentire sulla pelle il calore di quell’abbraccio che fa vibrare il corpo.

Alcuni poeti hanno definito il tango un’ossessione e forse in parte lo è: all’inizio ti sembra di non riuscire più a farne a meno. Vuoi andare solo a ballare e quando termina la serata e“chiudi” la milonga pensi già alla sera successiva e a quella dopo ancora.

Il tango è come innamorarsi di qualcuno, che ti aspetta puntuale e ti avvolge in un abbraccio che dura il tempo di una canzone che vorresti non finisse mai.

A Buenos Aires in particolare questo desiderio di ballare il tango viene assolutamente soddisfatto con un’ampissima scelta di milonghe e con molteplici possibilità di corsi per perfezionare il proprio stile o anche solo per avvicinarsi a questo ballo.

tango buenos aires

STORIA – Il tango si diffuse come ballo sociale nei quartieri di Buenos Aires tra il 1870 e il 1890. Gli immigrati di nazionalità differenti si ritrovavano a suonare insieme nei cortili e a condividere le musiche tradizionali. Questo favorì la contaminazione e permise al tango di diventare sempre più popolare.  Ha vissuto fasi di crisi per poi rinascere a metà degli anni ’80 e proseguire con grande energia fino ad oggi. L’aspetto positivo è che sta riscuotendo molto interesse anche tra i giovani argentini che adesso iniziano a ballare il tango e ad andare in milonga, cosa più rara fino a qualche anno fa dove erano gli stranieri a costituire la maggioranza degli appassionati. I giovani argentini sembravano più interessati ad altri ritmi, associando il tango ad una musica triste, ballata dai nonni.

Oggi invece c’è un grande fermento e un grande desiderio di imparare questa danza meravigliosa che “mette in contatto” e che ti consente di ballare a Buenos Aires con persone che arrivano da tutto il mondo per il Tango e che lo vogliono ballare lì, dove è nato e dove continua ad essere suonato all’interno di locali storici e tradizionali.

Esistono diversi stili e senz’altro il modo di ballare di oggi è molto differente da quello del passato:

Secondo un’ipotesi interessante il passaggio da spostamenti sempre rettilinei e cambi di direzione rigorosamente sul posto e dinamiche che combinano spostamento e rotazione potrebbe essere collegato al cambiamento della prospettiva esistenziale dei ballerini. Negli anni 30 e 40 del Novecento le scelte di vita delle persone erano più limitate e i cambiamenti possibili meno frequenti. Per scegliere una direzione, quindi, ci si poteva fermarsi e guardarsi attorno, poi una volta deciso si andava diritti per quella strada senza tante svolte o possibilità di ripensamento. L’uomo contemporaneo, invece, inserito in una società che cambia molto più rapidamente e che lo obbliga a un numero maggiore di scelte, è abituato a cambiare direzione nella vita, in modo più continuo, senza avere il tempo né sentire bisogno di fermarsi ogni volta per decidere”. (Alejandro Angelica)

Ho riportato questa frase del libro “Tango Puro” del maestro Angelica che oltre ad essere un’ipotesi interessante fa percepire quanto il Tango possa essere uno stile di vita, un fatto culturale e quanto possa riguardare la vita delle persone che ne rimangono affascinate.

tango the way magazine

VIAGGIO – Il mio viaggio nelle milonghe è iniziato con il Salon Canning in Av. Scalabrini Ortiz 1331, con una sala molto ampia dove di tengono “classi” prima della milonga e può capitarti di prendere lezioni da Julio Balmaceda e Virginia Vasconi che, con la loro energia e il loro coinvolgimento, ti fanno ballare per un paio d’ore e neanche te ne accorgi. Ma non sono i soli!

Al lunedì, alla Milonga “La Parrilla” trovi un ambiente davvero informale con tantissimi giovani che ballano il tango. È una milonga piccola ma dove si sprigiona un’energia notevolissima grazie anche ad un musicalizador davvero speciale…che spesso non si trattiene ed entra in pista dimostrando doti di grande ballerino.

La milonga “Los Zucca” è molto grande e io ho partecipato ad una serata con l’orchestra “La Juan D’Arienzo” formata da giovani e bravissimi musicisti di livello internazionale che hanno unito professionalità ad uno spirito frizzante e giovanile, contribuendo a rilanciare nel circuito milonguero la musica del tango in una chiave moderna, ma rispettosa della tradizione.

In varie serate si sono esibiti anche con il cantante che, ammetto, emozionava tantissimo con la voce e soprattutto con l’intensità dell’interpretazione.

E poi, tanti altri luoghi meravigliosi per ballare: El beso, Club Villa Malcolm, Club Gricel, la Catedral, la Viruta …per ballare ogni sera della settimana con la possibilità di iniziare da una parte e terminare in un altro locale.

La lezione più interessante che ho seguito è stata quella con Gustavo Naveira y Giselle Anne. Gustavo Naveira è considerato il “Maestro dei Maestri”…eccezionale nella spiegazione delle sequenze e simpatico allo stesso tempo,  con quell’umiltà e semplicità che solo i “grandi” sanno praticare. Abbiamo fatto una lezione all’interno di un vecchio teatro col pavimento in legno, senza aria condizionata e con un tasso d’umidità notevole che non ha minimamente intaccato l’entusiasmo, il coinvolgimento e la fatica nel voler provare e riprovare la sequenza…un tango “sudato” che assolutamente rimarrà nei miei ricordi come quello più intenso.

Ho provato la sequenza anche con un coreografo argentino che vive a Parigi e che “mixa” danza contemporanea e tango nei suoi spettacoli con risultati notevoli di buone contaminazioni tra generi musicali e stili differenti. In queste situazioni può capitare di provare a ballare con dei personaggi che davvero hanno tante storie da raccontare e vite che sempre mi emozionano, ricche di arte e danza dove la passione per il tango è una costante.

Ho seguito un seminario su Colgadas y Volcadas (Tecnica, Marcacion, Musicalidad y Circularidad) con i bravissimi Gustavo Rosas & Gisela Natoli alla Escuela Mondial del Tango.

E poi esibizioni di Maestri bravissimi ogni sera, quasi in ogni Milonga. Ci si siede e si aspetta la magia che scatta quando questi ballerini eccezionali cominciano a danzare e ci trasportano in un movimento fluido che fa trattenere il respiro fino alla fine. Il tango in quel momento si traduce in energia pura che sale dalla terra e si avvinghia ai corpi dei ballerini facendoli passare da sequenze molto delicate e “aeree” a complicate evoluzioni.

Le milonghe sono sparse nei vari quartieri ma forse a Palermo ci sono le opzioni migliori e quindi potrebbe valere la pena di soggiornare lì.

A San Telmo si respira il fascino della tradizione e dei caffè degli artisti…e si sente il tango che esce dalle case e arriva nelle strade, sempre gremite di persone di giorno e notte. C’ è anche un bellissimo mercato artigianale di domenica mattina.

Ho avuto l’opportunità di scrivere qualche anno fa un articolo dove ho analizzato dal punto di vista grafologico le scritture di Joe Corbata e Lucila Cionci, una coppia di ballerini davvero incredibili. Concludo questo breve viaggio tra il tango e i miei ricordi riportando un estratto di quell’analisi per porgere a loro, ancora una volta, il mio omaggio: “Le scritture di Joe e Lucila rappresentano a mio avviso la connessione che c’è tra di loro, la capacità di trovare un rifugio dove ancorarsi e l’opportunità di essere compresi”. Come spiegano questi due grandi Maestri, nel tango è fondamentale sentirsi e avviare una comunicazione e una connessione che faccia sentire i due ballerini nel “qui e ora”, uniti nell’abbraccio.

Ecco l’augurio per il 2018 è un invito che rivolgo a tutti a provare questa danza meravigliosa…qualcuno se ne innamorerà, per altri diventerà una vera ossessione…ma anche chi non si sentirà portato scoprirà qualcosa in più di sé…in quei pochi istanti in cui ci sarà un contatto nell’abbraccio con una persona che, magari, non si conosce …questa è la magia del tango.

Buon Tango a tutti…y “vamos a sacar la viruta al piso”  como dicen los argentinos!

tango argentino

TESTO E FOTO a cura di Marianna Nobile – grafologia.nobile@gmail.com

 

Marianna Nobile ha una laurea in  Scienze e tecniche psicologiche e una lunga esperienza da consulente in human capital. La sua analisi grafologica può essere applicata in svariati campi, dal motivazionale al giuridico, ed è un valido mezzo di analisi per la formazione e l’orientamento.
Iscritta all’Associazione Grafologi professionisti con la certificazione come Grafologa Professionista nel settore Professionale, nel 2016 ha vinto il concorso grafologico “Un ritratto per te” indetto da AGIF-Roma, ed è risultata prima ex aequo all’esame finale per il titolo di Grafologa a Roma nel 2014. Ha frequentato la scuola ARIGRAFMILANO, importante associazione italo-francese di grafologia in Italia.
Del suo lavoro dice: “La scrittura che rivela incredibilmente aspetti del nostro carattere a volte sconosciuti anche a noi stessi. La scrittura si modifica nel corso degli anni, risente della scelta dello strumento grafico e del tipo di carta usata, così come della dimensione del foglio. È influenzata dalle tradizioni culturali e dalle aree geografiche di appartenenza. L’analisi della scrittura è uno strumento affidabile che offre informazioni attendibili sull’intelligenza, l’emotività, il modo di relazionarsi con le persone. Fornisce una fotografia delle caratteristiche fondamentali del soggetto e permette di valutare le capacità relazionali e le attitudini professionali”.

 

Bibliografia consultata per la storia del tango: “Tango Puro” – manuale di tango argentino di A. Angelica /M. Aleotti/ L. C. Valla

La Milonga Argentina – distribution gratuita (si trova in milonga con l’aggiornamento mensile degli appuntamenti legati al tango a B.A.)

www.lajuandarienzo.com

“Il ritmo del tango argentino nelle grafie di Joe R. Corbata e Lucila Cionci” di Marianna Nobile – Stilus n. 29 – Gennaio 2016



Design of desire - 12/04/2016

Fuorisalone 2016, straordinario l’orto cinetico di Piuarch

Piuarch, lo studio fondato 20 anni fa a Brera da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini [...]

Leisure - 13/11/2017

Al Maxxi di Roma Home Beirut

Al Maxxi di Roma arriva la diversità culturale, la memoria della guerra, l'effervescenza del pr [...]

Leisure - 06/05/2018

Sylvain Bellenger: “A Capodimonte a Napoli il bosco in città più grande d’Italia”.

C'è qualcosa di sentimentale e nostalgico quando Sylvain Bellenger ci sorride all'ascolto dell'enne [...]

Top