Tennesse Williams lo accompagnò a Ravello nel 1948 in Geep. E da allora il grande scrittore americano Gore Vidal incominciò ad accarezzare l’idea di passarci del tempo. Ci visse, nella città a picco sulla costiera amalfitana, dal 1972 per ben 30 anni. E oggi, a 10 anni dalla sua scomparsa, il piccolo comune in provincia di Salerno tributa un ricordo sentito al grande esponente della letteratura mondale con la pubblicazione gratuita online di “Ravello Rendez-Vous“, un cortometraggio che ne rivive le memorie italiane, legate soprattutto alla sua dimora a 400 metri sul mare.

A 10 anni dalla scomparsa a Hollywood Hills dello scrittore, saggista, sceneggiatore, e anche candidato politico, la pellicola racconta un viaggio introspettivo, quasi onirico, sospeso tra sogno e realtà, che consegna allo spettatore un itinerario che dalla piazza principale del paese costiero giunge fino a La Rondinaia. La sua casa a picco dalla roccia sul golfo che affaccia sul mare di Amalafi, è il piatto forte del racconto. Nel cortometraggio la voce dello scrittore americano (nella fiction parla Angelo Bommino), impersonato dal bravo Antonio Totti Pacileo della Compagnia Artenauta Teatro, si alterna con scorci mozzafiato della villa e della Costiera Amalfitana. Per circa venticinque minuti lo spettatore è immerso in un giorno di un “interminabile” mese di luglio attraverso avvenimenti storici, momenti di vita vissuta ed aneddoti che hanno caratterizzato la permanenza dello scrittore a Ravello.
Gore Vidal scrive, e così viene recitato nel corto di Approach Film, scritto e diretto da Marco Cascone: “Sono stato classificato come un caustico enfent terrible della cultura americana ma non ho mai amato le etichette“. Con queste premesse, la mente e l’uomo approdarono nel paese costiero campano per cercare libertà e pace. Pace per poter scrivere ed esprimere Secono l’autore, che descrisse questo posto come “il più bello visto al mondo”, “a Ravello la bellezza si vede aristocraticamente dall’alto, privilegio di pochi. Mi piace perché sono stato sempre un meridionale dentro”.
Tra le più belle residenze mediterranee al mondo, la villa fu edificata nel 1927, per volere di Lucylle, divenuta nel tempo contessa Szecheney, figlia del nobile inglese Ernest William Beckett (Lord Grimthorpe). Oggi che la villa è trasformata da residenza privata a resort di lusso, il general manager della location di soggiorni ed eventi Flaviano Pinto la descrive come “luogo di architettura coraggiosa e ospitalità riservata”.

