8 Aprile 2022

Renato Zero: “Il coraggio di sentirsi difettosi”

Incontro a Roma col cantante che esce col suo 33esimo album in studio "Atto di fede". Contiene registrazioni di cori, orchestre e voci di Giacomo Voli e di Lorenzo Licitra.

8 Aprile 2022

Renato Zero: “Il coraggio di sentirsi difettosi”

Incontro a Roma col cantante che esce col suo 33esimo album in studio "Atto di fede". Contiene registrazioni di cori, orchestre e voci di Giacomo Voli e di Lorenzo Licitra.

8 Aprile 2022

Renato Zero: “Il coraggio di sentirsi difettosi”

Incontro a Roma col cantante che esce col suo 33esimo album in studio "Atto di fede". Contiene registrazioni di cori, orchestre e voci di Giacomo Voli e di Lorenzo Licitra.

“Dobbiamo avere il coraggio di sentirci difettosi, inadeguati”. Renato Zero presenta il suo nuovo album Atto di Fede a due anni di distanza dall’ultima uscita, “Zerosettanta”.

Un disco lirico, straziante e musicalmente avvincente. Non ci sono molti cantautori che lavorano con un’orchestra, e Zero in questo album si avvale della straordinaria presenza della Budapest Art Orchestra diretta da Andras Deak con l’arrangiamento del maestro Adriano Pennino.

Al suo primo progetto editoriale, Renato Zero che ha sempre usato la parola con coscienza, lancia una provocazione con “Atto di fede”, disco e libro: sceglie di parlare degli uomini gli uomini, del valore del nostro passaggio terrestre, della profonda dignità che ha il nostro tempo su questa Terra. Foto di Roberto Rocco.

Libro e doppio cd, in uscita per edizioni Tattica venerdì 8 aprile in tutte le librerie, nei negozi di dischi e nei book store digitali, Atto di Fede contiene 19 brani inediti di musica sacra scritti e composti da Renato Zero con pensieri e riflessioni degli Apostoli della Comunicazione – Alessandro Baricco, Luca Bottura, Pietrangelo Buttafuco, Sergio Castellitto, Aldo Cazzullo, Lella Costa, Domenico De Masi, Oscar Farinetti, Antonio Gnoli, Don Antonio Mazzi, Clemente J. Mimun, Giovanni Soldini, Marco Travaglio, Mario Tronti, Walter Veltroni – e voci narranti di Oscar Farinetti, Pino Insegno, Giuliana Lojodice, Marco Travaglio, Luca Ward, Renato Zero.

«Accarezzare Dio da vicino, fargli i complimenti per avermi gestito, per aver mantenuto intatta la mia fede, tanto utile quando ci si assume la responsabilità verso gli altri – dichiara Renato Zero durante la conferenza stampa tenutasi nella Sala Marco Aurelio dei Musei Capitolini di Roma – . Si parla sempre di spettacolo con una tale leggerezza mentre, invece, c’è anche la religiosità. Io mi segno la croce tutte le volte che devo entrare in palcoscenico, non per esibizionismo, ma è una forma quasi di tutela, di protezione, affinché io non sbagli e dia il massimo di quello che mi è dato da poter offrire al pubblico».

E continua: «Atto di Fede è una sfida. C’eravamo dimenticati di Dio da parecchio tempo, non l’abbiamo più frequentato e non ci siamo più fatti frequentare da lui. Abbiamo lasciato che l’indifferenza, l’apatia, la stanchezza intellettuale ci impedisse di raggiungerlo. Questa umiltà di dirci cattolici e cristiani è sparita dalla circolazione, è preferibile giocare i tre numeri al totip per raggiungere quella serenità che, invece, avremmo garantita con poca spesa, soltanto puntando il pensiero ogni tanto attraverso le nuvole, cercando Dio per ringraziarlo anche del dolore che ci procura, perché attraverso il dolore comprendiamo noi stessi, comprendiamo la serenità e l’apprezziamo ancora di più, dopo essere inciampati nel buio».

Oltre alla Budapest Art Orchestra diretta da Andras Deak, la rinnovata collaborazione con il Coro Internazionale istituito dall’Orchestra Filarmonica della Franciacorta e le imponenti interpretazioni di Giacomo Voli e di Lorenzo Licitra.

Un lavoro collettivo, di più anime e voci autorevoli, unite insieme sotto l’egida di un artista incredibilmente prolifico, superbamente immaginifico che scava forse come nessun altro nell’ontologia.

E sul suo mestiere, racconta Renato Zero: «Il nostro è un lavoro come tutti gli altri, dove si cerca il risultato, dove il nostro impegno deve essere premiato non da una remunerazione adeguata, ma dalla soddisfazione di vedere qualcuno che ti sorride e dice che hai fatto bene».

Il disco contiene brani scritti e composti da Renato Zero, con la Budapest Art Orchestra registrata presso gli studi East Connection Music Recording di Budapest da Gabor Buczko, arrangiamenti corali di Danilo Madonia per il Coro Internazionale Filarmonica della Franciacorta, Coro di voci bianche: MdN est 1519 dell’Istituto Madonna della Neve di Adro (BS). Direzione cori: maestro Edmondo Mosè Savio. Sax nel brano “Il miracolo è donna”: Stefano Di Battista. Il flauto sotto il dialogo di Don Antonio Mazzi è eseguito da Andrea Griminelli. Sul pensiero di Domenico De Masi il sax è interpretato da Stefano Di Battista.

Testo a cura di Francesco D’Acunzo

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