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Leisure

Leisure - 24/10/2019

Reneé Zellweger è una Judy Garland da Oscar

La duplice ambientazione Hollywood/Londra e la fedele ricostruzione della performer di talento. Ma tanto sfortunata e in crisi.

Alla Festa del cinema di Roma si è ammirata l’interpretazione, molto probabilmente, del prossimo premio Oscar femminile: Reneé Zellweger. L’attrice americana si è cimentata, forse, in uno dei suoi ruoli più difficili della sua carriera, riportando in vita, nella sfaccettatura più drammatica, la figura leggendaria di Judy Garland. La sfortunata attrice del ‘Mago di Oz’.

Il biopic, diretto da Rupert Goold, narra gli ultimi mesi di vita della star hollywoodiana la quale iniziò la sua carriera a soli due anni. In pratica non ebbe mai una vita cosiddetta normale, la sua infanzia e la sua adolescenza gli vennero negate per i rigidi vincoli imposti nei contratti che aveva stipulato con le majors.

Ragazza prodigio, con una voce incantevole, Judy Garland si spense il 22 giugno del 1969 per un’overdose di barbiturici. Secondo l’autopsia non le sarebbe rimasto molto da vivere: era anche affetta da cirrosi epatica. Reneé Zellweger non solo è truccata come lei, ma la sua trasformazione fisica è tale che si è totalmente calata nella parte. Abituati ad ammirarla nelle commedie, in questo lungometraggio emerge tutta la sua maturità artistica. La sua prova convincente commuove e traina, quasi da sola, l’intero film.

Con questo non vuol dire assolutamente che la sceneggiatura, scritta da Tom Edge ed a sua volta tratta da una piecé teatrale di Peter Quilter ‘End of rainbow’, non sia valida, anzi. Lo script è ben solido, capace di riuscire a mostrare il lato più umano, più fragile di quella che era prima di tutto una donna.

Le sue sconfitte, i suoi traumi ed i suoi problemi non sono da sfondo alla trama ma un l’elemento cardine sul quale ruota tutta la struttura narrativa. La duplice ambientazione, tra gli studi di Hollywood e la Londra di fine anni ’60, aiuta ad esplicare al meglio l’esistenza di una persona in crisi con il mondo intero solo all’apparenza.

In realtà era in crisi con sé stessa proprio per non aver trascorso in maniera spensierata i primi anni della propria esistenza. Il film, di produzione britannica e che uscirà nelle sale italiane il prossimo 16 gennaio del 2020, ha il merito di omaggiare anche, nella sua essenza, l’attrice, la cantante e la ballerina che fu.

La vera Judy Garland, nella sua carriera, si aggiudicò due Oscar per “E’ nata una stella” (attrice protagonista), e “Vincitori e Vinti” (attrice non protagonista).

Testo a cura di Vincenzo Pepe – Inviato The Way Magazine a Roma

 



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