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Leisure - 26/11/2017

Revolution, l’arte è ribellione

La mostra con multi-media Musica e ribelli 1966-1970 - Dalla Londra dei Beatles arriva a Milano alla Fabbrica del Vapore a dicembre.

Un tocco di rivoluzione anni 60 arriva sotto la forma di mostra multimediale a Milano. REVOLUTION Musica e ribelli 1966-1970 – Dalla Londra dei Beatles a Woodstock, in programma alla Fabbrica del Vapore di Milano dal 2 dicembre al 4 aprile 2018.
Si tratta di una mostra spettacolare, proveniente dal Victoria & Albert Museum di Londra, che affronta in modo trasversale quegli incredibili anni che hanno fatto la storia, rivoluzionando musica, design e moda di un’epoca, in un percorso ricco di stimoli e sensazioni.
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Linda McCartney, Beatles at Brian Epstein’s house, 1967 Photograph © MPL Communication. Reproduced with permission from Paul McCartney

Nella cultura popolare mondiale c’è stato quel breve, densissimo periodo tra il 1966 e il 1970 che ha cambiato per sempre le vite di quella generazione e, a cascata, quelle di tutti noi. Il clima sociale e culturale dell’epoca viene qui rappresentato da oltre 300 fra oggetti di moda, design, film e canzoni, in un percorso esperienziale dove il visitatore viene travolto dall’atmosfera e dalla musica del momento anche grazie a un innovativo e sofisticato sistema audioguide Sennheiser.

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Djinn Easy Chair, designed by Oliver Mourgue, manufactured by Airborne, 1963 Photograph © Victoria and Albert Museum, London

Un viaggio in un’epoca in cui il mondo cambiava al ritmo di parole come pace, libertà e diritti uguali per tutti. Una mostra che riporta indietro nel tempo chi quegli anni li ha vissuti e li rimpiange e chi li ha solo sentiti raccontare e che ora può immergersi in quel clima sociale e culturale dei tardi anni Sessanta, unico e irripetibile, che ci ha resi come siamo.

Curata da Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Victoria and Albert Museum di Londra insieme a Francesco Tomasi, Clara Tosi Pamphili e Alberto Tonti, la mostra, già approdata a Londra e a Montréal Canada, è prodotta da Avatar e avrà uno spettacolare allestimento.
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‘Harlem Peace March (New York City, 1967)’ Photograph by Builder Levy, 1967 Image © Victoria and Albert Museum

La lunga onda della cosiddetta “Revolution” arriva dall’Inghilterra e porta con sé musica, moda, neologismi, visioni alternative del senso della vita. Improvvisamente Carnaby Street a Londra diventa l’ombelico del mondo, la fucina dalla quale vengono espulse valanghe di idee, il luogo delle sette meraviglie, la way of life della nuova generazione. La Gran Bretagna, oltre ad avere la Regina, in quei cinque anni rivoluzionari, produce anche Beatles e i Rolling Stones (più una lunga serie di gruppi straordinari come gli Animals, i Kinks, gli Who, gli Hollies, i Searchers, gli Zombies, i Moody Blues), ha Twiggy (detta “grissino”) e Jean Shrimpton (detta “gamberetto”), le due modelle più famose del mondo, ha Mary Quant che si inventa la minigonna, ha Cathy McGowan che lancia “Ready Steady Go!”, il programma TV più amato dai teenager, ha John Cowan, il fotografo che presta il suo studio ad Antonioni per girare “Blow Up”, ha Anello&David, il negozio che vende gli stivaletti a punta, ha un’infinità di capelloni che girano per le strade e fanno tendenza.
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Poster for The Crazy World of Arthur Brown at UFO, 16 and 23 June, by Hapshash and the Coloured Coat (Michael English & Nigel Waymouth), 1967 Photograph © Victoria and Albert Museum, London

Alla fine delle sette sezioni con gli oggetti più rappresentativi dell’epoca, una sala immersiva con cuscini e maxi schermo per rivivere il mitico Festival di Woodstock del 1969.
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Dress made by Marijke Koger of The Fool, 1967-68 Photograph © Victoria and Albert Museum, London



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