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Leisure - 03/06/2020

Roma rende omaggio alla ceramica di Guerrino Tramonti

"Alchimie di terra e di luce" dall'11 giugno fino a settembre per il ceramista e scultore scomparso nel 1992.

Roma rende omaggio al maestro della ceramica Guerrino Tramonti (Faenza 1915-1992), con un’importante mostra allestita nella Casina delle Civette di Villa Torlonia. Un luogo che rappresenta l’eccellenza dello stile Liberty, dove le opere in ceramica, i dipinti e gli arazzi dell’artista – circa 50 quelle esposte – dialogano con le decorazioni delle sale del Museo, in particolare con gli arredi, come pavimenti e maioliche di rivestimento, insieme alle vivaci cromie delle vetrate.

Casina delle Civette, Villa Torlonia, lato sud, inizio sec. XX.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e a cura di Maria Grazia Massafra, Raffaella Lupi e Stefania Severi, si avvale del Patrocinio dell’Associazione Italiana Città della ceramica (AICC), del Comune di Faenza e del Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) ed è organizzata dalla Fondazione Guerrino Tramonti, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Apriti Sesamo e la Galleria Sinopia di Roma.

La mostra Alchimie di terra e di luce. I mille volti della ceramica di Guerrino Tramonti, allestita dall’11 giugno al 27 settembre 2020 nelle prestigiose sale espositive della Casina e della Dipendenza, costituisce un grande e ulteriore riconoscimento per Tramonti, ceramista, scultore e pittore fra i più affermati del XX Secolo in Italia.

In foto d’apertura: Guerrino Tramonti, 1968-71, Grande disco decorativo con cristallina a grosso spessore, 6,5 x 55,5 cm, © Archivio Museo Tramonti, Photo by Raffaele Tassinari; Guerrino Tramonti, 1979, Grande disco decorativo con cristallina, 6,5 x 52,5 cm, © Archivio Museo Tramonti, Photo by Raffaele Tassinari.

VILLA TORLONIA – Villa Torlonia, conosciuta come residenza estiva di Benito Mussolini, è la più recente delle ville nobiliari romane. Conserva ancora un particolare fascino dovuto all’originalità del giardino paesistico all’inglese, uno dei pochi esempi a Roma, e alla ricca, e inaspettata quantità di edifici ed arredi artistici disseminati nel parco.

Giovanni Torlonia, ottenuto il titolo di marchese nel 1797, acquistò nello stesso anno, per sancire la conquista del nuovo status, la Villa Colonna (già Pamphilj) sulla Nomentana. Giuseppe Valadier venne incaricato di sistemare la tenuta in modo da renderla all’altezza delle altre Ville principesche di Roma.
Tra il 1802 e il 1806 Valadier convertì l’edificio padronale in un elegante Palazzo, trasformò il piccolo casino Abbati in una palazzina assai più graziosa (l’attuale Casino dei Principi), edificò le Scuderie e un maestoso ingresso (demolito con l’ampliamento della Nomentana). Valadier si occupò anche della sistemazione del parco realizzando viali simmetrici, tra loro perpendicolari alla cui intersezione, in posizione centrale era posto il palazzo, con il prospetto settentrionale in asse con uno degli ingressi della villa sulla Nomentana. Numerose opere di arte classica, in gran parte scultoree, vennero acquistate per arredare la Villa.

Alla morte di Giovanni, il figlio Alessandro incaricò, nel 1832 , Giovan Battista Caretti, architetto e pittore, di arricchire e ampliare la tenuta.

Nel 2013 è stato aperto al pubblico il Teatro mentre è prevista a breve anche l’apertura pubblico dello straordinario complesso della Serra Moresca .



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