Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 10/02/2021

Ruth Van Beek: arte modellata su carta

Immagini fotografate e ridimensionate in una rielaborazione di collage molto innovativa. L'artista belga chiamata da Ferragamo.

Quando è stata chiamata da Ferragamo per interpretare la sua “San Valentino”, Ruth van Beek (nata nel 1977) artista belga di estrema creatività, ha sprigionato tutto il suo dna. Fotografie in digitale che hanno dalla carta, dai suoi piegamenti, dagli accoppiamenti, la loro vis evidente.

Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo in varie mostre personali e collettive. Recentemente, il suo lavoro è stato parte di mostre a Londra (Flowers Gallery, 2015), Anversa (Gallery51, 2015) e San Francisco (Fraenkel Gallery, 2014).
RVB Books a Parigi ha pubblicato i suoi libri The Hibernators (2011) e The Arrangement (2013). Il suo libro più recente, The Levitators (2016), è stato lanciato alla New York Art Book Fair e alla Unseen Fair di Amsterdam. Il suo lavoro viene regolarmente pubblicato su riviste, come Time Magazine, The New York Times, Capricious, Foam Magazine, Fantom Magazine, Kunstbeeld, L’Officiel, IMA Magazin (Giappone), It’s Nice That e The British Journal of Photography.
In collaborazione con Centerfold Editions, sta lavorando a una serie in corso di pubblicazioni d’artista chiamata The Manual, di cui tre sono uscite finora.


Il lavoro di Ruth van Beek ha origine nel suo archivio in continua crescita. Le immagini, principalmente da vecchi libri fotografici, sono i suoi strumenti, materiale di partenza e contesto. Van Beek interviene fisicamente all’interno delle immagini. Piegando, tagliando o aggiungendo pezzi di carta dipinta, riorganizza e manipola l’immagine fino a quando i suoi interventi rivelano l’universo che si trova al loro interno.

Solo per suggestione, van Beek innesca l’immaginazione, e quindi il disagio, dello spettatore: le mani umane passive si animano, gli oggetti si trasformano in personaggi e le forme astratte prendono vita.

L’immagine originale potrebbe essere stata presa fuori contesto, ma le immagini familiari – la fotografia formale di un libro di istruzioni, un oggetto chiaramente visualizzato o un’azione messa in scena – rimangono riconoscibili e quindi parlano alla nostra memoria collettiva.

Elementi contrastanti dialogano nel lavoro di van Beek: il passato morto che prende vita; il letterale e l’astratto; mostrare e nascondere espressamente; sia la limitazione che le infinite possibilità di un archivio. Con la presente, van Beek si unisce a una nuova generazione di artisti che, trovando limitazioni negli archivi chiusi, offrono un contrappeso alla disponibilità illimitata di informazioni.



Leisure - 19/12/2019

Marco Ferradini: “L’uomo e la donna al centro della mia musica”

Marco Ferrandini e la figlia Charlotte questa estate hanno lanciato la canzone“Le Parole”. "Una [...]

Leisure - 27/05/2020

“We Are The World”, 35 anni di USA for Africa rievocati al Suor Orsola di Napoli

35 anni fa usciva "We Are The World", il singolo più venduto della storia fino al 1985 a nome "USA [...]

Bona Fide Biz - 20/09/2019

Con la cooperazione sanitaria si sviluppa salute sostenibile

Marina Cala de' Medici è il porto turistico che si trova a Rosignano Solvay, Livorno e dove molte i [...]

Top
Iscriviti alla newsletter e ai nostri contenuti speciali!

Con soli pochi step si entra in un mondo “privè” con alert sulle novità e sezioni extra che stiamo sviluppando. Obbiettivo: sorprendere i nostri lettori nel corso del 2021!