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Leisure - 20/05/2019

Samuel Heron: “Mostro in musica la mia fragilità”

Il cantautore spezzino si confessa nella settimana del suo ritorno sulle scene con un disco dal titolo "Triste": "Oggi si può dire davvero come ci si sente".

Samuel Heron è molto conosciuto dai ragazzi che ascoltano hip hop perché ha fatto parte del duo Bushwaka, nella scuderia Newtopia di Fedez, e poi per la sua partecipazione a “Dress Code” de Il Pagante. Con un passato da ballerino di New Style, un’esperienza che gli ha lasciato una ferrea disciplina sul lavoro, oggi torna al suo pubblico con un disco rivelatore, “Triste”, che è davvero un unicum nel panorama discografico urban italiano.

Triste – dichiara Samuel –  è un grido sentito e fortemente voluto nei confronti di una società che ci impone di essere sempre felici e al top. Attraverso questo disco mi sono messo per la prima volta veramente a nudo, liberandomi dai pensieri e dalle maschere, mostrando anche il lato più fragile e malinconico della mia personalità. Non sono una persona (solo) Triste, eppure, l’esigenza di essere anche questo, si è fatta in me così forte da spingermi a metterlo in bella mostra con il mezzo comunicativo a mia disposizione più potente: la mia musica, il titolo del mio primo album. I canoni imposti dai nuovi mezzi di comunicazione, dei social in primis, ci costringono implicitamente a mostrarci sempre e solo circondati da good vibes, non è cool mettere in mostra il lato più debole e delicato delle nostre anime, quando in realtà è dai momenti più drammatici delle nostre vite che traiamo i migliori insegnamenti e riceviamo l’opportunità di riconoscere e far emergere tutta la nostra forza, tutto il nostro talento. Il lato più vero di ognuno di noi si nasconde proprio lì, non va nascosto ma mostrato, vissuto”.

Il 2017 ha visto Samuel Heron emergere e affermarsi come uno dei personaggi più innovativi del rap italiano.  Nel 2018, in attesa dell’uscita del primo album ufficiale, Samuel Heron si è distinto nel featuring de Il Pagante “Dress Code” e con il singolo “Napapijri” (Prod. Sick Luke), entrato nel giorno della sua pubblicazione al settimo posto della classifica Viral 50 di Spotify.

SAMUEL HERON, all’anagrafe Samuel Costa, è un rapper classe 1991 originario di La Spezia. Il suo nome d’arte deriva dall’unione del suo nome di battesimo, Samuel, a quello di Gil Scott-Heron, importante musicista e poeta americano che ha influenza profondamente la sua crescita musicale, così come tutto il panorama della black music. Samuel si appassiona alla musica attraverso la danza, disciplina che apprende per le strade di La Spezia, vera culla della breakdance italiana. La sua carriera musicale inizia nel 2013. Dopo una prima esperienza discografica, conclusasi nel 2016, Samuel Heron intraprende il proprio percorso solista. Da allora pubblica numerosi singoli e freestyle rigorosamente accompagnati da video in cui Samuel dà dimostrazione delle sue doti musicali e artistiche, tra cui “Illegale”,TT OK“, “Huarache Freestyle“, “Ci sta“. I brani fin ora editi sono stati racchiusi nella raccolta “Genkidama”, disponibile sulle principali piattaforme streaming e di digital download.

 

“Per concretizzare qualcosa che non fosse solo volatile abbiamo voluto fare il disco fisico, io sono fissato per queste cose”, ci ha rivelato parlando della sua raccolta di singoli che ha preceduto “Triste”. Ora sul mercato c’è questo primo ufficiale disco di inediti, 9 tracce molto eterogenee che sono uscite il 17 maggio, di venerdì. Sicuramente non sarà scaramantico: “Sono nato il 17 luglio ed è una data ricorrente nel mio vissuto. Per quanto riguarda il titolo, invece, è lecito sentirsi tristi. Ed è anche lecito sentirsi responsabili per quello che si dice, io lo sento. Ma non mi voglio far portavoce di un sentimento generazionale. La cosa parte da me e per chi si immedesima, mi fa piacere. Se non si formano alcune cose nel carattere di una persona, poi vengono a mancare. Ci sono le famiglie e le scuole, ma chi viene a contatto con la nostra musica e i nostri social di questi tempi sono sempre molto più piccoli. A volte questi ragazzi non hanno nemmeno un’educazione a gestire la vita o i social. Sembra che non si sorprendano o emozionino per nulla, e forse è colpa nostra”.

Samuel Heron durante la presentazione a Milano del suo album “Triste” presso The Stylist’s Wardrobe, maggio 2019.

Nella sua produzione, finora, ci sono sia momenti up che down: “Sono sia una cosa che l’altra, convivono il lato colorato che è stato già apprezzato dal mio pubblico, e il lato più introspettivo è racchiuso in queste nuove canzoni”.

Sulla foto della copertina dell’album racconta: “La tromba è un’arma espressiva, un amplificatore della mia musica, mentre il foulard floreale smorza il lato da bandito, ma fa capire che siamo in una dimensione seria e non volevo mettere mitra come i rapper americani”.

In una realtà social fatta prevalentemente di ostentazione, in cui tutto è e deve necessariamente essere sempre bello, positivo, felice, Triste è l’espressione di un sentimento comune alla maggior parte delle persone, spesso in conflitto con un mondo ostile e disorganizzato. Un invito a liberarci da inutili fardelli e a svelare la nostra essenza.

Attraverso il rigore, l’analisi e l’assidua ricerca musicale, mai scontata e prevedibile, il sound e lo stile di Samuel Heron sono ormai unici nell’ambiente Urban.  L’intero lavoro rivela un maggior grado di consapevolezza e di maturazione del percorso artistico – musicale, nonché personale dell’artista – che superando i sacrifici, con determinazione e volontà, non hai mai smesso di ricercare la propria vera identità, proponendosi con questo progetto per quello che è veramente, una persona estremamente versatile e dotata di una sensibilità rara, che non ha eguali nella scena hip hop odierna. L’anima e le mille sfaccettature di Samuel si svelano senza filtri, per sorprendere e far innamorare della sua musica ancora una volta nuovi e già affezionati fans.



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