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Leisure - 10/02/2019

Sanremo 2019, le polemiche iniziano con la fine

"Che si scelga: o il voto popolare o della giuria di qualità". Claudio Baglioni a fine kermesse interpreta così il malcontento per alcuni posizionamenti della finale.

Anche questa sessantanovesima edizione del Festival della canzone italiana è arrivata alla fine e come qualsiasi Sanremo che si rispetti, anche Sanremo 2019 ha il finale super carico di polemiche. Iniziate dopo nemmeno qualche secondo successivo alla proclamazione del vincitore.

A dare l’avvio, il giovane Ultimo beffato, se così si può dire, da una giuria, non popolare, che lo ha posizionato al secondo posto. Il suo sfogo: ‘E’ da una settimana che voi giornalisti dicevate che avrei vinto. Me l’avete tirata. Punto sempre al meglio e non mi sento realizzato’.

Il pomo della discordia è la canzone vincitrice ‘Soldi’ di Alessandro Mahmood. Brano orecchiabile, ritmo giovanile, intonata da cantante italiano. Il punto, però, è che per molti (finanche il nostro ministro dell’Interno, che l’ha fatto sapere da Twitter) non rispecchia la tradizione della canzone italiana, visto che è di genere rap con contaminazione arabeggianti. Al terzo posto si piazzano i tre de Il Volo.

Il resto, dai social alle chiacchiere degli addetti ai lavori è in territorio dell’ingiustizia: troppi premi a Daniele Silvestri, Loredana Berté non promossa per il podio scatenando, addirittura, l’ira del pubblico all’interno del Teatro Ariston, Irama, Enrico Nigiotti e tanti altri relegati, purtroppo, in posizioni di classifica immeritate.

In merito all’applicazione della duplice giuria, questa mattina nell’ultima conferenza stampa, il direttore artistico Claudio Baglioni si è così espresso: ‘Sono d’accordo su due linee: o il festival diventa di nuovo, come sono le mostre di altre discipline, deciso da addetti ai lavori o questa mescolanza con tre o quattro giurie rischia di essere discutibile. Qualsiasi Direttore Artistico si trova cose delle edizioni precedenti, cose acquisite e che sono difficili da eliminare. C’è un atteggiamento di paura nei confronti della sala stampa, ad esempio. Mi hanno spiegato che togliendole il voto si teme di suscitare un atteggiamento ostile. Se vuole essere popolare, io credo che il Festival possa essere gestito solo dal televoto. L’altro elemento è la giuria d’onore, un retaggio televisivo. Io adesso lo dico: il mio consiglio è di adottare una linea o l’altra’.

Ma l’ultima conferenza stampa di Sanremo 2019, quella della domenica, non è solo condita di forti polemiche, anzi. Ci sono i ringraziamenti dei due co-conduttori al ‘dirottatore artistico’. Virginia Raffaele: ‘Volevo fare i miei ringraziamenti a Claudio Baglioni che mi ha voluta e chiamata e a Bisio, perché ho trovato una persona meravigliosa. Baglioni è un caterpillar un professionista incredibile sia nel suo lavoro sia come direttore del festival. Un ringraziamento va anche al pubblico che mi ha voluto bene’.

Bisio: ‘Voglio ringraziare Baglioni che mi ha condotto in questa impresa. Non era la mia ambizione perché io faccio un altro lavoro e invece quando mi ha chiamato c’era il rischio che strafacessi. Ho capito poi che si poteva stare tranquilli. Peccato che ho fatto poche cose con Virginia’.

Per quanto riguarda il tema spinoso degli ascolti i dati forniti della media di tutta la settimana festivaliera sono: 9.797.706 di telespettatori con lo share del 49.38%, segnando 3 punti in più rispetto agli ultimi 15 anni. In più grande partecipazione del pubblico giovane, dopo anni di abbandono.

Un ponte per l’edizione 2020 è stato gettato ma non ha trovato ancora una sponda sicura. La risposta di Baglioni: ‘Adesso ho tanto bisogno di ombra almeno per qualche settimana e poi tornerò sotto i riflettori per il mio percorso visto che ho il tour.’

 

Testo a cura di Vincenzo Pepe



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