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Leisure - 24/12/2020

Sebastiano Corrò: “Con i corti creo un universo di contenuti”

Il giovane regista veneto è stato chiamato a "rifondare" l'immagine di un modello, Francesco Olimini. E lo sta facendo con una trilogia di film di grande intensità.

La sensazione di trappola che viviamo tutti a fasi alterne in questo 2020 è alla base delle scene di “Riemergere”, il cortometraggio interpretato dall’attore e modello vicentino Francesco Olimini, che ha scritto soggetto e sceneggiatura insieme a Riccardo Calzavara. La direzione della fotografia di questo interessante esperimento dove non c’è recitato vocale, è stata curata da Stefano William Rebesco, mentre la regia da Sebastiano Corrò, 22 anni, giovane professionista della comunicazione di Mirano, Venezia. “Riemergere” è un cortometraggio concettuale tratto da una storia vera, che presenta temi come la rinascita e la libertà sociale.

Un momento durante le riprese di “Riemergere” che si sono svolte suggestivi tra i panorami delle Piccole Dolomiti e del Bassanese, in esterna la scorsa estate. Il girato è prevalentemente a Lessinia, nei territori del comune di Marano di Valpolicella, Mirano (Venezia) per gli interni.

Una parte del progetto è stata girata all’aperto, in alcuni scenari naturali tipici della provincia di Vicenza, altre scene si svolgono al chiuso per contrapporre l’angusta clauduea da lockdown al desiderio di respiro a pieni polmoni che il protagonista, e gran parte degli spettatori, ha.

Riemergere è un progetto che guarda al sociale, al tema dell’isolamento
dovuto all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, e ha avuto come precedente il primo a febbraio, il primo capitolo di una trilogia che si concluderà l’anno prossimo.

Corrò ci racconta: “Mi sono impegnato a costruire un universo narrativo commissionato da un modello che era alla ricerca di rinnovare la sua immagine, Francesco Olimini di Vicenza. Ci eravamo consociuti alla Mostra del cinema di Venezia e poco dopo mi aveva chiesto un’identità nuova, che comprendesse la sua storia vera, e non lo facesse solo apparire legato alla moda”. Come sta andando? “L’operazione sta avendo molto riscontro, per me è una conferma di come le cose possono nascere e amplificarsi. Tutto è partito da uno stile comunicativo, nato da un servizio fotografico che si è trasformato in un progetto con cui stiamo crescendo insieme e non si sa dove si arriva. Per me la bellezza è anche questa”.

Il primo capitolo della narrazione, scritta con Riccardo Calzavara che si occupa di storytelling, si intitola “Ritorna ai sensi”, perché, dicono i protagonisti, il primo step è sempre ritrovare se stessi. Abbastanza singolare che tutto questo risveglio sia raccontato da giovanissimi professionisti. Si può essere già stanchi della moda a 22 anni? “C’è un momento – chiarisce il regista Corrò – in cui la propria personalità viene meno, ci sono distrazioni e anche nella moda che propone l’immagine perfetta che crea, c’è stanchezza. C’è anche da considerare l’inquinamento della vista, siamo circondati da banalità, da manifesti con tanto culto dell’immagine e poca sensibilità. Da qui l’esigenza di riempire di contenuti atipici il percorso di un personaggio come Francesco Olimini, che è un modello sicuramente fuori dal comune”.

Al momento il terzo capitolo di questa entusiasmante e anomala esperienza creativa non si conosce e non ha titolo. Corrò dice che sarà più “evidente la tematica sociale del riprendere in mano la sua vita, e vorremo legarla a una dimensione europea. Non so ancora il titolo, solitamente lo scriviamo alla fine. Nelle riprese possono esserci stimoli creativi nuovi e lasciamo che sia spontaneo poi il flusso”.

Da sinistra Stefano William Rebesco, direttore della fotografia per “Riemergere”, il protagonista Francesco Olimini e il regista Sebastiano Corrò. La foto è stata scattata nella casa cinquecentesca Casa Longobarda, ad Asolo, provincia di Treviso, nel corso di un evento privato per la visione del cortometraggio organizzato da Spirito Nuovo (Aggregazione italiana per la cultura e l’arte).

Questi video sono ricchi di comunicazione non verbale e stanno suscitando richieste da parte di aziende e fashion blogger, che sicuramente faranno nascere delle collaborazioni e product placement. Dimostrazione che anche per altri casi e in altri ambiti, l’introspezione applicata all’immagine è una strada che risveglia interesse. “Tra me e Francesco – dice Corrò – che facciamo parte della stessa agenzia di attori e non lo sapevamo, è stato un incontro fortunato perché io penso che la sua sia una personalità da raccontare, non è una scatola vuota, si nota subito. Si differenzia dalla massa e ha una volontà enorme. Spaziare e creare è la nostra linfa”.

Il giovane regista è impegnato negli studi di grafica pubblicitaria e design della comunicazione, IUSVE di Mestre, frequenta il conservatorio studiando violino, e ha anche la passione della recitazione.

Sebastiano Corrò ci lascia con una panoramica sul futuro: “In Italia si è molto saturi di prodotti di basso livello ma allo stesso tempo ci sono dei piccoli team che fanno cose molto interessanti, a Bologna per esempio ci sono un sacco di registi giovani. Ci candideremo al Festival di Cortina, Cortinametraggio 2021 il prossimo marzo. La comunicazione offre tante possibilità, ho girato lo spot del Padiglione Venezia per l’ultima Biennale, ho lavorato per tre mesi come fotografo e ho girato il filmato che è stato un percorso di scoperta di qualcosa di nuovo. Tutto ciò tiene vivo il nostro lavoro”.

Il modello Francesco Olimini e il regista Sebastiano Corrò.

Per seguire il regista: www.instagram.com/sebastiano_corro/

Per seguire il protagonista: www.instagram.com/francescoolimini/



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