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Leisure

Leisure - 08/03/2018

Si può essere Orphans, di umanità

Al Teatro Nuovo di Napoli approda Orphans di Dennis Kelly, con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella, per la regia di Tommaso Pitta. Repliche fino a dom. 11 Marzo).

Al Teatro Nuovo di Napoli approda Orphans di Dennis Kelly, con Monica Nappo, Paolo Mazzarelli e Lino Musella, per la regia di Tommaso Pitta; una produzione Marche Teatro (repliche fino a dom. 11 Marzo, tappa successiva Eliseo di Roma).

Scritto nel 2009, Orphans è un thriller noir dalle forti atmosfere e dai ritmi serrati. L’autore, Dennis Kelly, è uno dei drammaturghi inglesi più rappresentati e premiati al mondo (Emmy Award per la serie tv cult Utopia, Tony Award per il testo del musical Matilda, sceneggiatura per il thriller Black Sea con Jude Law…). In una tranquilla serata, Helen e Danny, suo marito, stanno per iniziare una cena a lume di candela. Inaspettatamente, irrompe nella loro casa Liam, fratello di Helen, coperto di sangue e in stato di shock. Liam afferma di aver trovato sulla strada un ragazzo pakistano ferito e di averlo soccorso.

Ma il resoconto di Liam sull’accaduto, sotto le insistenti domande di Helen e Danny, comincia a cambiare. In un crescendo di tensioni, si fa avanti il sospetto che le cose non siano effettivamente andate come Liam le ha descritte…

“Orphans – spiega Tommaso Pitta – potrebbe essere definito il dramma della simbiosi. La tragedia di tre personaggi che non possono fare a meno l’uno dell’altro al punto che, per salvare l’insalvabile, finiscono per distruggere ogni legame tra loro”. In effetti, il tema del razzismo è qui soltanto sfiorato.

orphans

Esso serve più da pre-testo, per scandagliare invece i rapporti tra i personaggi. L’iperprotettività di Helen nei confronti del fratello (entrambi orfani e con un passato difficile) si scontra con la rigida correttezza del compagno Danny. In questo senso Liam non rappresenta altro che i demoni interiori di questa coppia che ha deciso di lasciare la realtà vera fuori dalla porta e che, una volta costretta a fare i conti con essa, cambierà irrimediabilmente i suoi equilibri. Il titolo del dramma diviene dunque emblematico di una condizione di perdita di umanità e di empatia da parte di tutti i personaggi.

La bella intuizione di Pitta di ruotare, di quadro in quadro, il living della casa di Helen e Denny, nell’essenziale scenografia di Barbara Bessi (che firma anche i costumi) rappresenta plasticamente il cambio di prospettiva da cui si vedono i fatti, man mano che essi si condiscono di nuovi particolari. La bravura del cast artistico fa il resto. I conflitti emergono nitidi, i rapporti si delineano sempre più nel corso della pièce, in una girandola di cinismo, umorismo nero e violenza. Ottima prestazione di Lino Musella.

Uno spettacolo da vedere e su cui riflettere.

Testo a cura di Davide D’Antonio



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