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Leisure

Leisure - 31/07/2021

Silvia Salemi: ”I sogni nelle tasche” un inno alla consapevolezza

La cantautrice pubblica il suo nuovo brano scritto insieme a Marco Masini, Barbara Montecucco, Valerio Carboni e Marco Rettani.

Dopo il successo di “Chagall”, è in radio e disponibile in digitale “I sogni nelle tasche”, il nuovo brano di Silvia Salemi che, con un occhio sempre rivolto alle sonorità attuali, non rinuncia mai alla profondità tipica del cantautorato.

Pubblicato dall’etichetta Dischi Dei Sognatori e distribuito da Artist First, “I Sogni Nelle Tasche”, scritto da Silvia Salemi insieme a Marco Masini, Barbara Montecucco, Valerio Carboni e Marco Rettani e prodotto da Francesco Tosoni, è una ballad che racconta di un percorso interiore che porta ad affrontare le proprie paure e trovare il coraggio per vivere a pieno la vita inseguendo i sogni.

Video intervista a cura di Nicola Di Dio / The Way Magazine

«“I Sogni Nelle Tasche” è il percorso di vita, un passo dopo l’altro, in cui piano piano si porta alla luce la parte migliore di ognuno di noi – dichiara la cantante – Nella vita serve coraggio. “I sogni nelle tasche” non sono zavorre, ma al contrario, sono la voglia di leggerezza, la voglia di liberarsi dalle paure per vivere il domani con più consapevolezza, liberandoci delle parti più buie che abbiamo dentro di noi. A volte siamo noi a crearci degli ostacoli, a buttarci giù da soli. Ma per una volta abbiamo pensato di avere nelle tasche non dei pesi, ma dei sogni. “I Sogni Nelle Tasche” è questo: un inno alla consapevolezza».

Fotoservizio di Pamela Rovaris. Palazzolo Acreide, 2 aprile 1978. Il suo boom è stato al Festival di Sanremo 1997 con la canzone “A casa di Luca”.

In merito al videoclip, prodotto da Roll In Production per la regia di Francesco Ferri Faggioli, Silvia Salemi racconta:

«La cifra di questo video, che mi ha colpito nel racconto del regista, va in continuità con le scelte fatte nei miei ultimi video. Nessun effetto speciale, nessun artificio. Si punta tutto sulla qualità dell’immagine, sulla parte eterea della canzone e dell’artista. La leggerezza che diventa eleganza. Linee pulite, immagini chiare, vestiti semplici ma eleganti. Più le cose sono scarne più è difficile raggiungere il risultato. Un plauso al regista e a tutta la squadra che ha saputo rendere tutto il più lineare possibile, raccontando una storia puntando solo sull’espressione di chi canta».

Articolo e videointervista a cura di Nicola Di Dio / The Way Magazine



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