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Leisure - 10/04/2021

Simone Blvck: “Le sfumature della mia musica”

Ascoltava rock, ha pensato a una carriera come bartender ma la musica urban poi l’ha richiamato. A 21 anni il cagliaritano Simone in arte Blvck vive una costante ripartenza. Anche in un anno tondo di lockdown, con sprazzi di “zona bianca”, la generazione dei creativi in Sardegna ha necessariamente una marcia in più. E lo sentirete dagli snippet che Blvck posta sul suo profilo Instagram dalla sua Quartu Sant’Elena, la località vicino Cagliari dove vive. Nel suo primo anticipo di video, finalmente con parte del testo leggibile così tutti possono capirne l’ispirazione, il giovane rapper ha scritto: “Prodotto da Blvck perché le cose migliori te le fai da solo. E sono ancora qui nonostante tutto. È L’ inizio di un viaggio molto lungo. Ti consiglio di venire con me e non allacciare le cinture”.

Che tipo di ragazzo sei, Simone?

Sono barman con una passione per la mixology. Ovviamente con i locali chiusi in questi mesi la mia professione non mi rappresentava totalmente, così ho puntato anche sulla musica. La mia personalità è il nero, tutti quelli che mi conoscono mi chiamano già Black, forse perché più che cupo, sono riflessivo. E quindi ho cambiato una lettera e sono diventato Blvck.

Cosa rappresenta il nero per te?

Il nero è l’assenza e il miscuglio di tutti i colori, quindi è un opposto che si incontra. Questa non deve essere vista come attitudine cupa ma anche eleganza, ha anche tante sfumature interessanti. Le stesse sfumature che metto nella musica perché non è solo rap, prendo ispirazione da tanti generi e li faccio confluire negli stati d’animo di Blvck, che solo a un primo impatto può significare incupito.

Su cosa stai lavorando?

“Sono ancora qui” è un pezzo che ha aperto le porte ai miei follower online, che farà parte dell’album che sto preparando che ha tanti pezzi ognuno con un mood diverso. Prende prima forma e poi avrà un nome.

Che tipo di alleanze hai a Cagliari? Ci sono giovani che ti aiutano?

Con i locali chiusi devi concentrarti su altro. Ma è un bene perché la creatività è a mille. Il grafico che mi ha fatto il video si chiama Tomas Contu e le foto sono di Martina. Luna Melis, che ha partecipato a X Factor 12, è un’amica cara. Ho 21 anni e mi dedico alla musica dai 16 anni, sono partito dal rap perché non richiedendo doti canore era più facile senza conservatorio e scuole di canto. Ovviamente è un percorso che ho condiviso con altri appassionati come me. Ma mi sento diverso perché la passione per la musica è arrivata dopo quella per la scrittura. Alle scuole elementari già scrivevo poesie in rime.

Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Sta andando bene il riscontro online, il numero di follower è confortante. Questa prima pubblicazione è un’anticipazione per un freestyle , non ho pubblicato il brano intero perché la musica che passa attraverso le piattaforme è tanta e c’è bisogno di farla assorbire bene. Certo, uscirà in versione integrale, ma per attirare l’attenzione per quello che dovrà venire volevo che ci fosse come prima mossa solo un assaggio.

Di che tematiche vorrai parlare al tuo pubblico?

I testi spaziano, mi piace variare e a livello di scrittura e anche di genere musicale non è importante etichettare. Le mie parole parlano di cose introspettive che sono quelle che generalmente apprezzo nella musica degli altri. Io non metto in rima solo situazioni precise ma storie in cui si possano immedisimare gli ascoltatori. Ai miei coetanei serve potersi ritrovare in questo momento. E quindi nelle canzoni si può parlare di relazione, amore, famiglia, delusioni e anche temi leggeri. Importante che siano interpretabili.

Il complimento più bello che ti hanno fatto finora?

“Sembra che ti mangiavi il microfono”. Se cantare non fosse liberatorio non potrei mai ambire a qualcosa che viene dopo, anche dal punto di vista economico e lavorativo perché credo fermamente che musicalmente l’energia che trasmetto può portarmi da qualche parte.

Chi sono i tuoi idoli musicali?

Non ho una predilezione col rap, anche se sono cresciuto con Caparezza e Salmo ma non solo. Ho ascoltato rock n’ roll, AC/DC, Queen, Led Zeppelin, passione che è ereditata dai miei genitori e che non apprezzavo molto all’epoca. Di contemporanei mi piacciono star americane come Drake, Joyner Lucas, Russ. Di italiani mi piace Madame, che ho apprezzato all’ultimo Festival di Sanremo, e Izi.

C’è molta energia ma anche rabbia in questi artisti. Tu la condividi?

È giusto esprimere rabbia, può essere ben incanalata e non diventare violenza, e generare qualcosa di positivo. Credo sempre sia meglio sfogarsi nella musica che in altro. Qualcuno si potrà ritrovare in quello che i giovani riescono a veicolare. Io per esempio attacco il mio pezzo con questa frase: “Guarda mamma sono grande come i miei obiettivi”. Una dichiarazione simbolica perché anche se nella mia idea di vita lei non crede, può guardarmi mentre cresco e trovo un modo per farglielo capire.

Fotoservizio a Blvck: Martina @therealmushroom_

Pensi mai al tuo futuro?

Mi aspetto tanto da me stesso, produco le mie basi, continuare a migliorare, i traguardi vorrei che fossero commisurati a quanto mi impegno , credo nella meritocrazia. Non mi sono posto obiettivi per cambiare città, quelli sono degli effetti di un probabile successo. Voglio che la mia musica venga ascoltata, e che sia essa stessa l’origine di un raggiungimento del successo. Penso alla causa, poi arriveranno gli effetti.



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