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Leisure - 16/12/2018

Sonohra: “Papà è il nostro ultimo grande eroe”

Il duo veronese compie 10 anni di attività e in questa intervista ci racconta: "Siamo fuori dal tunnel, questo è un nuovo inizio".

“Siamo cresciuti e siamo maturati ma quello che scriviamo adesso parla da sé, 10 anni fa eravamo davvero diversi. Oggi è un nuovo inizio“. Tornano in questi giorni i Sonohra, il duo di ragazzi che 10 anni fa esordì con “Liberi da sempre”, portando sul palco del Festival di Sanremo 2008 la canzone “Amore” che vinse quell’anno la sezione Giovani.

Ora i fratelli veronesi Diego e Luca Fainello lanciano con il quinto album di inediti dal titolo “L’ultimo grande eroe”, uscito il 14 dicembre anticipato da cinque brani e videoclip: quattro sono pubblicati in tutti i digital store e i rispettivi video sul canale Vevo dei Sonohra. Sono i brani  “Come un falco che va nel suo cielo”, “L’ultimo ballo lento”,“Un gioco di parole”, “Con una foto di James Dean” e “Ciao”.

Un percorso di nicchia anche tematico e musicale, quello del nuovo album che si ispira al folk e al blues. “Perché è da questo genere – ci racconta Diego – che deriva gran parte del nostro ascolto. Abbiamo ascoltato molto John Mayer e John Mellencamp, ma abbiamo sempre fatto ascolti simili. Abbiamo avuto il coraggio di proporre anche nella nostra discografia questo nuovo”.

A questo album seguirà subito un secondo, in uscita nel 2019: “Questo ‘doppio’ progetto rappresenta la strada verso il racconto di noi stessi – spiegano i Sonohra -. Non siamo ancora completamente noi, resistono ancora delle barriere che ci hanno impedito di metterci completamente a nudo, ma ci stiamo lavorando. Siamo entrambi molto riservati, scavare in noi stessi e buttare fuori tutto in musica è un percorso che stiamo coltivando. Anche dal punto di vista delle sonorità: cercheremo sempre di più di avvicinarci al nostro mondo musicale, al nostro modo di concepire la musica. Vogliamo riuscire ad esprime tutto di noi, senza barriere, senza timori, senza regole. Questo è l’album che inaugura questa strada, ma è solo l’inizio. Vogliamo farci conoscere per quello che noi siamo, sia dal punto di vista della scrittura che della musica, vogliamo che queste diventino lo specchio di noi stessi, senza trucchi, anche se questo può voler dire sconfinare in risultati poco commerciali. Questo disco è nato a casa nostra, nel nostro soggiorno, nel nostro giardino, di giorno, di notte, ed è completamente nostro, in tutto. È noi, anche se non ancora completamente noi.”

A The Way Magazine hanno confessato: “Non guardiamo al mercato, è la cosa più giusta da fare. Viviamo un periodo molto particolare per la musica, tutto ciò che riguarda le classifiche di download e lo streaming non sempre rispecchiano quello che è gradimento del pubblico”.

Chi vi ha sostenuto in tutti questi anni?La nostra famiglia è sempre stats vicina, il nostro manager e produttore dell’epoca, era un discorso diverso, c’era ancora chi veniva a sentirci. E in in periodo c’erano venuti a vedere un sacco di addetti ai lavori. E si era speso per noi”.

E tra i famosi, chi è stato più decisivo all’inizio della carriera?

Risponde Luca: “Per un tipo di pubblico sicuramente è stato decisivo il Festival di Sanremo per creare i Sonohra… e Pippo Baudo è stato uno tra i primi, ricordo il primo provino voce e chitarra, gli era piaciuta la canzone e ci ha preso in gara quell’anno”.

L’album “L’ultimo grande eroe” è composto da 10 brani ed è completamente prodotto da Luca e Diego Fainello: Luca ha curato i testi, Diego la musica e gli arrangiamenti. I due fratelli hanno portato a termine la realizzazione del loro studio di registrazione, che li consente di produrre tutti i loro lavori, ma anche di collaborare alle produzioni di altri artisti. Tutto l’album è in analogico ed è stato registrato nello studio dei Sonohra, #Civico6. “Il riferimento agli eroi è dovuto ai falsi miti che si creano tra i giovani soprattutto, ma siamo convinti che è una sensazione che in molti hanno, noi l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Per questo l’abbiamo adottato come titolo e abbiamo dedicato la canzone a nostro padre”.

Il brano che dà il titolo al disco è dedicato al padre scomparso lo scorso anno: “Un omaggio ad un rapporto che non è sempre stato semplice, dovuto al carattere introverso di nostro padre, sempre però pronto a sostenerci nella musica, raccontano Luca e Diego.

Le prossime date confermate dei Sonohra: 23 dicembre – Cinema Teatro Trieste – Milano
29 dicembre – Incognito – Cerea (VR)
30 dicembre – Raddoppia Incognito – Cerea (VR)
3 febbraio 2019 – Memo Restaurant – Milano
22 febbraio 2019 – JAILBREAK – Roma
23 febbraio 2019 – Club Il Giardino, Lugagnano (Verona)
27 aprile 2019 – The Brothers, Grezzana (Verona)

Aspettatevi quindi di andare a un concerto con una parte acustica molto preponderante: “Abbiamo sempre suonato centinaia di date all’anno, spesso in questa versione di duo acustico e sarà sempre più visibile e udibile questo sound che viene direttamente da noi”.

Artisti nuovi che si ispirano a loro in questi anni ce ne sono stati: “Può essere, anche perché tutto viene rivisitato, all’epoca avevamo influenzato anche altri artisti del momento che nascevano. Noi non siamo belli, sfatiamo questa cosa”.

Per i prossimi mesi l’attività live dei Sonohra sarà incessante: “Abbiamo diverse date nei club, abbiamo riabbracciato il nostro pubblico, abbiamo sempre coltivato la relazione con loro. In passato puntavamo al classico concerto a pagamento in teatro o nelle piazze, ora andiamo nei club anche a ingresso gratuito per arrivare anche a un pubblico che non è nostro. Potezialmente possono essere nostri nuovi ascoltatori”.

Ma il tunnel della foto di copertina del nuovo album, cosa rappresenta?Abbiamo curato tutto anche le grafiche di questo disco, ma la foto è stata scattata nel nostro garage. Il luogo ripreso in questo modo rappresenta il senso di vedere la luce in fondo al tunnel. E quello è il posto dove registriamo, c’è il nostro studio”.

Il disco apre con un invito a trovare la felicità nelle piccole cose, a vivere il presente appieno(“Vivi ogni attimo come se fosse l’ultimo”). Prosegue con una riflessione sul futuro raccontata dal punto di vista della nuova generazione in “Da che parte è il tuo destino”, con il confronto tra la generazione dei nostri genitori e quella nostra(“Con una foto di James Dean”) e con il dialogo tra una figlia e una madre nel momento in cui questa viene a mancare (“Ciao”). La parte centrale è dedicata alla ricerca della propria libertà, alla voglia di rischiare (Come un falco che va nel suo cielo”), alla ricerca di un senso in una vita sempre più spesso trattata come finzione (“Un senso per me”), e al confronto tra come si amava un tempo e come si ama oggi (L’ultimo ballo lento”). Il disco si conclude con la ricerca di quella normalità che manca e che rischia di mettere in crisi una relazione (Un gioco di parole”),con la dedica al padre scomparso (L’ultimo grande eroe”) e con la speranza e il bisogno in un cambiamento come forza nuova per affrontare il futuro(“Un soffio d’aria nuova).



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