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Leisure - 28/11/2019

Teatro e incontri nel cartellone di dicembre del Franco Parenti

Arriva Gioele Dix, Massimiliano Farau alle prese con il testo di Macmillan. E c'è anche un villaggio natalizio che apre oggi ai Bagni Misteriosi.

Conversazione con Marco Malvaldi e Giulio Giorello – L’infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges che si terrà in Sala AcomeA del Teatro Franco Parenti a Milano il giorno 5 dicembre alle ore 18.30 prima dello spettacolo L’Infinito tra parentesi.

Il linguaggio degli scienziati è fatto spesso di analogie, esattamente come quello dei poeti. La poesia e la scienza, ci spiega l’autore vagabondando tra un secolo e l’altro, non sono opposte, non lo erano alle origini e non lo sono oggi, che si concepiscono entrambe come tensione alla conoscenza del mistero del reale.

 

Marco Malvaldi, scrittore, chimico e ricercatore dell’Università di Pisa, è una delle voci più celebri del giallo italiano. I suoi romanzi, pubblicati da Sellerio, entrano regolarmente nelle classifiche dei libri più venduti. Rizzoli ha pubblicato Le regole del gioco (2015), L’infinito tra parentesi (2016) e Le due teste del tiranno (2017).

Giulio Giorello è Professore Ordinario di Filosofia della scienza all’ Università degli Studi di Milano. È stato inoltre Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza) e dirige, presso l’editore Raffaello Cortina di Milano, la collana Scienza e idee. Collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera.

Lo spettacolo dal 3 al 15 dicembre L’Infinito tra parentesi unisce Oppenheimer e la poesia, Star Trek e il teletrasporto quantistico, Carl Barks – il papà di Paperino – scienziato inconsapevole, Maxwell, Lucrezio e la teoria cinetica dei fluidi.

Gli estremi della cultura umanistica e di quella scientifica si intrecciano in questo affascinante testo che parte dall’omonimo libro di Marco Malvaldi – romanziere/giallista/chimico – e attraverso vicende apparentemente quotidiane ci sfida a entrare nel complesso rapporto tra letteratura/ poesia e scienza.

Francesca e Paolo sono due fratelli, lei umanista e lui scienziato, entrambi hanno due belle carriere di docenti universitari. A un certo punto le loro strade si incrociano quando Paolo lotta per diventare rettore dell’Università, e vi è lo scontro, e l’incontro, di due diverse concezioni della realtà.

Il tema del rapporto tra due mondi e fra due tipi di conoscenze apparentemente lontani, ma che si intrecciano continuamente nelle nostre vite, è stato il punto di partenza di questo progetto di Piero Maccarinelli, con cui continua l’indagine su teatro e scienza.

Fino al 19 gennaio 2020. Un luogo dove grandi e piccini possono vivere la magia del periodo natalizio in maniera diversa dal solito, anche negli spazi all’aperto, attrezzati con sedie a sdraio, coperte, cuffie per ascoltare musica e punti di ristoro con cioccolata calda, vin brulè e caldarroste. Mercatini, spettacoli, incursioni teatrali, fontane luminose, corsi di pattinaggio, campus invernale per bambini e laboratori creativi animano la stagione, creando una vera installazione permanente.

BAGNI MISTERIOSI – L’hub della creatività attorno al Teatro Franco Parenti prevede qualcosa di nuovo anche in questo autunno. Oggi 28 novembre dalle 16.30 alle 21.30,  si terrà l’inaugurazione di Inverno ai Bagni Misteriosi con la pista di pattinaggio circondata dall’acqua della piscina e un allestimento/installazione permanente ispirato ad uno chalet di montagna dal sapore rétro.

Dal titolo di un brano degli anni 80 del Gruppo Italiano, “Tropicana” al Franco Parenti fino al primo dicembre 2019 vede in scena Francesco Alberici, Salvatore Aronica, Claudia Marsicano, Daniele Turconi. Drammaturgia collettiva a cura di Francesco Alberici, scenografia Alessandro Ratti.

IN SCENA ORA – Inserito nel ciclo CON ALTRI OCCHI, lo spettacolo di Frigoproduzioni con Claudia Marsicano (Premio Ubu 2017 Miglior attrice under 35) “Tropicana” sarà in scena fino a domenica 1 dicembre.

Tropicana è un brano del Gruppo Italiano dopo aver dominato le classifiche del 1983, diventa un tormentone dell’estate, inno alla spensieratezza e ballo di gruppo per eccellenza. Ma di cosa parla davvero questa canzone? Utilizzando in maniera paradigmatica il brano e l’esperienza del Gruppo Italiano, lo spettacolo apre una riflessione sul rapporto tra arte e mercato. Sul palco l’identità della compagnia si sovrappone a quella del Gruppo Italiano, in un cortocircuito tra biografie reali e immaginarie, in cui ogni interprete sembra fare outing delle proprie debolezze, vigliaccherie e speranze. Tra ironia e nonsense, emerge il malessere di una generazione senza ideali, una generazione che “esplode” tra balli superficiali, bevendo una bibita dolce.

 

In un’epoca in cui anche l’arte diventa merce, la soluzione può essere la prostituzione dell’artista? Come si può andare avanti in un percorso artistico reinventandosi ma mantenendo una propria identità? L’analisi del testo di una canzone, tesa allo svelamento del significato recondito del brano, diventa il pretesto per una lenta immersione negli abissi, alla ricerca del nero che è sempre nascosto dentro un involucro colorato; e del punto di contatto tra quel nero e questo attuale che ci sommerge.

Fino al primo dicembre, VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE L’Odissea del figlio di Ulisse, ovvero come crescere con un padre lontano – di e con Gioele Dix; disegno Luci Carlo Signorini; audio Giuseppe Pellicciari (Mordente); produzione Giovit.

 

GIOELE DIX – Dopo il tutto esaurito dello scorso anno, Gioele Dix torna con il suo monologo intenso, personale e divertente che usa come filo conduttore la vicenda di Telemaco che cerca il perduto padre Ulisse per diventare un discorso sulla paternità in generale. Un viaggio ispirato ai primi quattro canti dell’Odissea nel quale Gioele Dix racconta e approfondisce una vicenda letteraria e umana fitta di simboli, recitando, raccontando, leggendo e commentando, sempre insieme al pubblico.

Un recital vivace e documentato, fra comicità, suggestioni colte, rimandi alla contemporaneità e tratti di improvvisa e affilata ironia.

All’inizio dell’Odissea, Ulisse è assente e lontano. A Itaca, nessuno sa se sia ancora vivo e se mai farà ritorno. Omero, come il più navigato degli sceneggiatori, sceglie di ritardare l’entrata in scena del suo primo attore. E con lui, l’apparizione di personaggi e avvenimenti strabilianti che renderanno indimenticabile il suo viaggio la maga Circe, il ciclope Polifemo, il canto delle Sirene, la discesa nell’Ade, gli incantesimi della dea Calipso. Tutto accadrà dal quinto canto in poi. Infatti i primi quattro canti dell’Odissea sono meno conosciuti. Eppure, in essi si racconta di un altro viaggio, quello del figlio di Ulisse alla ricerca del padre. Un breve ma intenso romanzo di formazione in cui il figlio del protagonista prova a uscire dall’ombra e imparare a crescere.

Sara Putignano, Davide Gagliardini in LUNGS regia di Massimiliano Farau.

AL DEBUTTOLungs di Duncan Macmillan  con Sara Putignano, Davide Gagliardini e la regia di
Massimiliano Farau, andrà in scena al Franco Parenti dal 4 al 22 dicembre.

La nuova drammaturgia inglese, la coppia contemporanea, l’etica e l’urgenza ecologica dei nostri anni, due giovani interpreti, una scena nuda e battute perdifiato.
Lungs (in italiano “polmoni”) è una pièce semplice, come respirare, e come il respiro ha un ritmo serrato di fiati, violento e delicato, struggente e divertente.
L’inglese Duncan Macmillan, drammaturgo e regista della nuova generazione di scrittori, attivo tra teatro, radio, tv e cinema, vincitore di diversi premi tra Inghilterra e Stati Uniti, porta in scena una storia d’amore qualunque, un’indagine sulla coppia contemporanea, per la quale l’incertezza è un modo di vivere. Ilr egista Farau racconta così il testo: “Che cosa accade all’istinto in un’epoca dominata dall’incertezza, dalle catastrofi ecologiche, dalla crisi globale? Macmillan si pone la domanda attraverso le voci di questa giovane coppia, eticamente rigorosa, determinata a fare la scelta giusta. Ma di fronte alla loro coscienza, il primo dubbio che sorge nell’ascoltatore è se questa non copra la paura di diventare adulti, di confrontarsi con un impegno definitivo che richiede di amare un essere che ancora non esiste. E’ questa l’incertezza più radicale nei protagonisti; la loro capacità di amare però, scopriranno e scopriremo, è più grande e tenace di quanto potessero immaginare”.

In un’epoca di ansia globale, terrorismo, crisi climatica e instabilità politica, una giovane coppia inizia la fatidica discussione sull’avere o meno un bambino. M. e W. pensano che avere un figlio sia una scelta da farsi per le giuste ragioni, ma quali esattamente? Lentamente il discorso si sposta sul tema ecologico, sulla salvezza del pianeta e sull’assicurare alle prossime generazioni dell’aria respirabile.

Così il dialogo rotto, elusivo, fatto di pensieri confusi e recriminazioni, frecciate e scuse, racconta i protagonisti lungo le contorte traiettorie di una difficile scelta e delle sue conseguenze fino ad un inaspettato finale in cui il tempo subisce un’accelerazione spiazzante e commovente.



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